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SCUOLA ADRIA

Massimo Barbujani: "Barbierato dovrebbe adottare una linea politica reale e non fare promesse irrealizzabili"

L'ex sindaco di Adria (Rovigo) commenta con amarezza quello che è stato l'attacco di Alberto Bergo nei suoi confronti, specificando che la verità è ben altra rispetto a quanto detto dall'esponente politico di Bottrighe

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ADRIA (Rovigo) - “Alberto Bergo dimostra di avere un'opportunistica troppo corta memoria ed evita di ripercorrere le azioni insieme intraprese per affrontare la criticità scolastica. Non cita i numerosi incontri effettuati con la dirigente scolastica Laura Cassetta e i genitori per la scuola di Bottrighe e con l’Ust di Rovigo nella persona del dottor Andrea Bergamo”. Non la manda a dire il consigliere comunale Massimo Barbujani, dopo che lo stesso Alberto Bergo lo aveva additato di scarsa attenzione nei confronti proprio delle scuole frazionali (LEGGI ARTICOLO).

“Ora però ritengo sia giunto il tempo di una profonda riflessione da parte di Bergo e della giunta Barbierato che tanto, a suo dire, si dimostra interessata e impegnata ma a dire dei fatti, inconcludente. Dopo oltre due anni dal suo insediamento risulta difficile comprendere la mancata applicazione delle strategie decantate in tempo di opposizione per garantire la vita alle scuole di periferia: trasporti, libri gratis o meglio ancora servizi di scuolabus gratis garantito per le quella scuola, a discapito di scelte diverse delle famiglie”.

“Evidentemente le omariane “formule magiche" non funzionano o non sono attuabili, dato che non hanno trovato applicazione neppure nella sua amministrazione. Il sindaco Omar Barbierato ha promesso attenzione alle scuole delle frazioni; tuttavia, ancora non è riuscito a portare a compimento le sue promesse e di questo non può incolpare gli altri”. “La verità è molto più semplice: invece di soffermarsi e incaponirsi su promesse che non possono essere mantenute, ben farebbe l’amministrazione Barbierato ad individuare una chiara e trasparente politica scolastica di ampio respiro".

Concludendo: "In nome di una indispensabile progettualità, si studi i dati demografici, comprenda le proiezioni future in merito all’effettiva popolazione scolastica e a quelle che potranno essere le reali esigenze inerenti alle strutture scolastiche del comune. Valuti quante scuole primarie siano realmente necessarie, si impegni in una scelta politica e decida di quali garantire l’attivazione assumendosi tutte le dovute responsabilità”.  

“Ho più volte ribadito che non è possibile parlare di apertura di una scuola senza pensare alle sue potenzialità di vita nel tempo. Non basta un sufficiente numero di alunni limitato ad una annualità. E’ indispensabile creare le condizioni per la sua futura sopravvivenza. Di questo l’unica garanzia può essere data dalle iscrizioni e, di conseguenza, dalla volontà delle famiglie alle quali deve essere garantire il costituzionale diritto di scelta educativa”.
 
Articolo di Martedì 26 Gennaio 2021

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