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GIORNATA DELLA MEMORIA

Dopo l’attacco informatico di martedì, finalmente Rachele Cicogna ha potuto raccontare la storia di Lala Lubelska

Golinelli condanna fermamente l’episodio di hackeraggio registrato marted’ durante la commemorazione della Shoah con gli studenti di Badia Polesine (Rovigo)

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BADIA POLESINE (Rovigo)  – Dopo il triste episodio di hackeraggio registrato ieri (LEGGI ARTICOLO), l’IIS Primo Levi di Badia Polesine punta dritto all’essenza delle due mattinate dedicate alla commemorazione del Giorno della Memoria.

Lo streaming di Rachele Cicogna è stato comunque un successo e la storia di Lala Lubelska, a cui tra l’altro è dedicata l’aula magna della sede Balzan dell’Istituto, e delle sue sorelle gemelle Sara e Rifka ha coinvolto  gli studenti oltre ogni retorica celebrativa.

Il testamento morale che la nonna ha lasciato a Rachele è stato questo: “Racconta la mia storia ma ad un patto: che il tema sia la bellezza della vita”.

Parole che dicono tutto sull’essenza di quelli come lei che hanno vissuto ogni tipo di sopruso e umiliazione.

La commemorazione, com’è noto, è stata purtroppo disturbata nella mattina di martedì 26 gennaio, dall’intrusione di alcuni individui imbecilli che si sono serviti della diretta online per sentirsi vivi, rendendo impossibile la prosecuzione dell’incontro della relatrice con i ragazzi. La volgarità e la violenza verbale dei loro interventi inneggianti il fascismo non meriterebbe resoconto alcuno se non fosse per la tragicità implicita nel messaggio.

Lo strumento informatico e la follia dell’ignoranza hanno reso impossibile continuare il webinar.

Meglio è andata invece questa mattina, forsanche per l’intervento dell’autorità di polizia, e gli incontri si sono svolti nel modo previsto, per cui  i ragazzi hanno potuto ascoltare, com’è nel loro diritto, la testimonianza offerta. I coloro che hanno vissuto in diretta quanto accaduto nella mattinata di ieri, invece, è rimasta l’incredulità ma anche l’amarezza per aver visto calpestare il diritto di tutti d’essere informati e format. L’aver assistito dal vivo a qualcosa che avevano visto solo in televisione “è una cosa che non dimenticherò mai”, confessa sgomento Umberto, un ragazzo di terza liceo, vistosi catapultato con forza in un mondo che non gli appartiene. “Esperienze come quella che si è abbattuta sul nostro Istituto – stigmatizza il dirigente Amos Golinelli – non riuscirà a fermare il nostro percorso educativo, perché crediamo fermamente nella necessità di diffondere i valori del rispetto, della libertà e della cittadinanza attiva e responsabile”. In definitiva, non sarà l’anonimato di pochi facinorosi ad impedire lo svolgimento delle iniziative scolastiche. “Crediamo nel nostro lavoro e nei principi che lo animano, prosegue Golinelli, sappiamo che stiamo coltivando il futuro del nostro Paese e vogliamo contribuire alla crescita di generazioni di cittadini responsabili e consapevoli”. Anche per questo la scuola chiede a chi fosse a conoscenza di come si sono svolti i fatti, “… di aiutarci a far trionfare l’onestà e il rispetto della legalità, affinché nessuno possa impedire a qualcun altro di avvalersi della libertà”.

Crescere per diventare adulti equilibrati e capaci di partecipare con consapevolezza alla vita pubblica è un diritto ed un dovere. “È per questo, conclude il Dirigente scolastico,  che non ci fermeremo e denunceremo alle autorità preposte l’accaduto, affinché la giustizia faccia il proprio corso.”

Ugo Mariano Brasioli

 

 

Articolo di Mercoledì 27 Gennaio 2021

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