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COMMERCIO GRANDE DISTRIBUZIONE

II Faro: "non siamo noi gli untori", lettera all'assessore Marcato

Andrea Partesani, ritiene che il problema delle chiusure nei fine settimane sia stato sottovalutato e trattato in maniera marginale, il centro commerciale di Giacciano con Baruchella (Rovigo) lamenta la disparità di trattamento con i centri storici

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GIACCIANO CON BARUCHELLA (Rovigo)  – È un Andrea Partesani deluso e preoccupato, quello che ho incontrato oggi, dopo la lettera aperta per denunciare la discriminazione dei centri commerciali nelle regole anticovid volute dal Governo.  Il presidente del centro commerciale “II Faro”, anzi per segnalare le difficoltà patite dagli esercizi non alimentari dentro i centri commerciali rincara la dose e alza il tiro rivolgendosi direttamente all’assessore regionale al commercio Roberto Marcato e al Ministero per lo sviluppo economico “…visto che l’Ascom provinciale appare dormiente”. Lo sfogo del presidente, segue precedenti appelli indirizzati alla Prefettura e all’associazione di categoria, rimasti senza risposta.

Andrea Partesani, ritiene che il problema delle chiusure nei fine settimane sia stato sottovalutato e trattato in maniera marginale “… ma il problema non lo è”. La chiusura durante i fine settimana anche in “zona gialla”, insomma, pone seriamente in difficoltà gli esercenti che proprio nei week end realizzano tradizionalmente i maggiori incassi. “Sacrificando i due giorni di maggiore interesse, specialmente in questo periodo di saldi, significa mettere in ginocchio gli operatori e non basta la riapertura limitata dei bar”, dice convinto Partesani che aggiunge: “La chiusura potrebbe al limite essere tollerabile la domenica ma il sabato proprio no”. Quello che è difficile comprendere e perciò risulta indigesto, è la disparità di trattamento rispetto ai centri storici. “Non siamo degli untori prosegue Partesani, tanto più che nei centri commerciali il livello di sicurezza è elevato (dal trattamento del ricircolo aria all’igienizzazione delle mani) e il personale vigila affinché i clienti osservino tutte le regole di protezione individuale, gli ingressi sono vigilati per limitare qualsiasi assembramento, diversamente da quanto avviene nelle strade e nelle piazze cittadine”. 

La situazione è molto seria e il presidente, dopo la lettera inviata, dice che prenderà contatto personalmente l’assessore Marcato, affinché faccia qualcosa per dare una voce corale ad un problema generale. 

“Cercherò di pungere quanto più possibile le istituzioni, promette, ma mi rendo anche conto che è necessario creare una class action (un'azione collettiva) di tutti i centri commerciali provinciali e veneti per dare spessore all’istanza di apertura, perché andare in ordine sparso come abbiamo visto, serve a poco”. Contenere gli effetti della crisi pandemica da soli, secondo l’analisi del presidente, non è possibile. In questo senso però, l’Ascom provinciale potrebbe fare molto di più, altrimenti, si chiede polemicamente il Presidente “…non ha senso essere associati”.

Il rischio paventato da Andrea Partesani, quale responsabile amministrativo de “II Faro”, è che altri facciano la fine del ‘Tom Village’ di Santa Maria di Sala (due giorni fa dichiarato fallito dal Tribunale di Venezia), con conseguenze drammatiche anche sull’occupazione. 

L’obiettivo resta, dunque, la class action e, conclude Partesani, “… se l’assessore Marcato avesse cura di elaborare una proposta unitaria a livello regionale, noi aderiremmo prontamente”. 

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Venerdì 5 Febbraio 2021

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