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CASA DI RIPOSO BADIA POLESINE

No dei familiari a un nuovo aumento delle rette

Al presidente della Casa del Sorriso di Badia Polesine (Rovigo), Tommaso Zerbinati, i familiari chiedono di riferire proprio al Governatore la situazione insostenibile dato che, dall’ottobre 2019, le rette a libero mercato sono passate da 76 a 98 euro

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BADIA POLESINE (Rovigo) –  Anche le buone notizie, come quelle annunciate qualche giorno fa dal presidente sull’esito della campagna vaccinale, non sedano le ansie dei familiari che affidano ad una lettera recapitataci portavoce del “Comitato dei familiari” Graziano Berto, il rammarico per la grave situazione economica che sta vivendo la struttura, dissociandosi preventivamente dall’inevitabile prospettato aumento delle rette. 

Ancora una volta questa crisi ricadrà sui famigliari commenta Berto “… e come comitato non possiamo far altro che condividere buona parte dei contenuti di questa lettera”.

Nella lettera datata 2 febbraio, i famigliari ritengono di avere già ampiamente contribuito con il pagamento regolare delle rette al sostentamento dell’Ente, per cui trovano ingiustificato qualsiasi altro aumento, anche alla luce dei cospicui innalzamenti delle quote alberghiere degli ultimi due anni.

Si tratta di un disagio, però inascoltato dai vertici dell’Ente, lamentano gli interessati, e dalla politica locale che puntualmente rimanda le responsabilità a Venezia, salvo poi millantare addentellati con il governo regionale.

Al presidente della Casa del Sorriso Tommaso Zerbinati i familiari chiedono di riferire proprio al Governatore la situazione ormai insostenibile dato che, dall’ottobre 2019, le rette a libero mercato sono passate da 76 a 98 euro al giorno. Un salasso per le famiglie che, se la matematica non è un’opinione,  si traduce in questi numeri: 3000 euro al mese sono 36.000 euro l’anno di retta pagata per ciascun ospite, pari a 70 milioni di vecchie lire. “Dubitiamo fortemente, dicono nella lettera i familiari, che i nostri anziani (o la maggior parte di loro) abbiano messo da parte una simile cifra per soggiornare in casa di riposo”.

Tommaso Zerbinati dovrebbe ricordare a Luca Zaia e all’assessore Lanzarin che da vent’anni tutti aspettano la riforma delle Ipab e che non è giusto che i familiari paghino i tanti debiti accumulati dalla Casa, frutto di una cattiva gestione di un bene pubblico (e non solo di questo Cda).

Poi i firmatari evocando l’intervento del concittadino che in una trasmissione televisiva ha parlato delle rette della Casa di riposo stigmatizzando l’assenza di vigilanza dello stato sulle rette, divenute un salasso che drena le risorse accumulate nella vita, chiedono una relazione al Presidente Zaia e all’Assessore Lanzarin sulla situazione venutasi a creare a Badia. “Il Veneto, si dice nella lettera, non l’hanno fatto i politici di turno ma l’hanno fatto i nostri vecchi”

In questi mesi difficili alcuni servizi della Casa di riposo sono stati limitati o tolti causa del covid, così come sono state fortemente contingentate le visite dei parenti ora, dopo le vaccinazioni, almeno queste siano riprese e il Presidente la smetta di pensare solo all’aumento delle rette per sanare il bilancio.

“È vero, si dice, che abbiamo deciso di portare i nostri cari nella struttura di spendendo proprio qui  la convenzione, ma questo  non vuol dire che accettiamo tutto passivamente né lei (sig. Presidente) può risponderci di andare in un'altra struttura, perché questa è  una struttura pubblica e come tale deve essere accessibile a tutti”.

In conclusione i firmatari, pur comprendendo il compito gravoso per amministrazione di questo ente, rifiutano di accollarsi, ancora una volta, il deficit di bilancio.

La Regione, in primis, deve fare la sua parte ma anche il Consiglio di Amministrazione deve elaborare un “piano industriale” che sia all’altezza del tempo che viviamo per cui, per esempio, non si capisce perché dopo molti anni il secondo piano del Villaggio del Sole sia chiuso e perciò improduttivo.

Ugo Mariano Brasioli

 

 

Articolo di Venerdì 5 Febbraio 2021

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