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CAPITANERIA DI PORTO 

Controllo ai mercati e nelle aziende del settore ittico, sequestri e sanzioni

La Capitaneria di porto di Chioggia con i suoi Ispettori pesca, in provincia di Rovigo, hanno ispezionato i mercati e due grossisti di prodotti ittici. Il Comandante: “Manteniamo alta l’attenzione su tutta la filiera della pesca, a tutela dei consumatori”

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CHIOGGIA (Venezia) - Appena conclusi i controlli che gli uomini del Nucleo Ispettori pesca della Capitaneria di Porto di Chioggia hanno condotto presso il Mercato Ittico all’Ingrosso di Chioggia e Donada oltre a due grossisti presenti nel Polesine che si sono svolti durante le ultime settimane.

Gli accertamenti hanno portato alla contestazione di sanzioni e violazioni amministrative punite con pene pecuniarie complessivamente ammontanti a 4.500 euro nonché al sequestro di oltre due quintali di prodotto ittico di varie specie. La totalità delle violazioni accertate hanno riguardato la mancata tracciabilità dei prodotti ittici ispezionati, in quanto non è stato possibile risalire alla loro provenienza. 

Nel Polesine, dalle ispezioni effettuate presso due grossisti, gli Ufficiali accertatori hanno rilevato la presenza di prodotto ittico lavorato e detenuto nelle celle frigo privo di ogni rifermento, sia riguardo la provenienza che della successiva lavorazione. Presso il Mercato ittico di Chioggia è stato ispezionato un automezzo con vano refrigerato, e al momento del controllo non è stato in grado di documentare la provenienza del prodotto detenuto nel vano frigo del veicolo.

Il Comandante della Capitaneria di Chioggia, Capitano di Fregata (CP) Michele Messina, soddisfatto dell’operazione condotta dal proprio personale specializzato e dei risultati conseguiti, ha affermato:

“I controlli che la Capitaneria di porto svolge sono il frutto di un costante lavoro di monitoraggio espletato lungo tutta la filiera della pesca. Grazie anche al coordinamento regionale del Centro di Controllo Area Pesca (Ccap) della Capitaneria di Porto di Venezia, raggiungiamo anche zone geografiche apparentemente “lontane” da quelle costiere, per mantenere comunque elevati gli standard qualitativi del pescato anche nell’entroterra, garantire la salute dei consumatori finali, ma anche tutelare i commercianti onesti e scrupolosi che rispettano le vigenti normative di settore, premiando una corretta e leale concorrenza di mercato, altrimenti penalizzata da chi in modo sconsiderato mettono a repentaglio la salute dei cittadini.”

Articolo di Martedì 9 Febbraio 2021

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