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Dimagrire si può, ma lasciate stare il dottor Google

Prima puntata della rubrica del dottor Fulvio Fiorini, primario di Nefrologia dell'Ulss 5 Polesana e specializzato in Scienze dell'Alimentazione. "Se si vuole perdere peso attenzione a non seguire indicazioni prive di competenza". I falsi miti di internet

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ROVIGO - Migliaia di persone, i cosiddetti “internauti”, si affidano a Internet ogni giorno anche per cercare di capire quali sono le giuste vie per ottenere uno stile di vita salutare così da avere meno probabilità di incorrere in malattie e poter vivere il più possibile in buona salute e per più tempo. Sicuramente fra i siti più gettonati troviamo quelli che parlano di alimentazione e di diete, laddove per dieta non si intende necessariamente la dieta “dimagrante” ma piuttosto un insieme di consigli ed abitudini di vita da seguire proprio per vivere in più possibile in buona salute: in quest’ottica sarebbe più corretto parlare di consigli nutrizionali. In particolare gli internauti più attivi sono sempre alla ricerca di nuove soluzioni e suggerimenti circa nuove proposte dietetiche, considerate più moderne: queste di solito incontrano quasi sempre almeno in fase iniziale una buona schiera di seguaci. L’argomento alimentazione è così di moda e sempre attuale che anche su riviste e televisioni si sprecano le rubriche che promettono non solo salute completa ma anche una vita ultracentenaria... Le proposte in realtà sono talmente tante e variegate che risulta poi difficile capire quelle che sono realmente affidabili ed efficaci: di conseguenza risulta pressochè impossibile comprendere quali sono i consigli nutrizionali di cui fidarsi e quelli che invece non lo sono o che addirittura possono essere controproducenti e quindi non sono assolutamente da seguire perché prive di qualsiasi fondamento scientifico (fra le più pittoresche mi piace ricordare la dieta dell’uva e quella del minestrone...). 
Internet è una risorsa eccellente per trovare spunti per la dieta e per uno stile di vita sano, ma può essere inaffidabile: altra cosa è ottenere validi, sicuri e individuali consigli nutrizionali rivolgendosi al proprio medico curante o ancor meglio ad un medico nutrizionista qualificato. 
In questa breve rassegna cercheremo di capire la reale validità di alcuni nutrimenti che vengono attualmente proposti come salutistici, cioè parleremo di falsi miti.

PIU’ IL CIBO COSTA PIU’ E’ SANO. Se lo spendere di più vuol dire acquistare cibi freschi rispetto a quelli conservati, allora la risposta può essere affermativa. E’ anche vero che se l’alimentazione è basata su una bassa spesa per l’acquisto di cibo tipo fast fodd, è chiaro che dopo anni di tale alimentazione la vita potrebbe divenire più costosa a causa di spese mediche per curare ad es. malattie cardio-vascolari nel frattempo insorte. Una scorretta alimentazione ha un’influenza negativa sulla salute a lungo termine (a breve termine solo in caso di indigestioni e/o ubriacature……) ed occorre pertanto valutare l’impatto della nutrizione sulla salute a lungo termine”. Una spesa ragionevole per l’alimentazione sarà ovviamente possibile se si acquisteranno prodotti stagionali rispetto a quelli fuori stagione, sicuramente dal prezzo più elevato.

BARRETTE ENERGETICHE E PERDITA DI PESO. I ritmi di vita odierni non consentono in molti casi una nutrizione normale con un’adeguata preparazione dei pasti: in molti casi “si salta” il pranzo, si pranza al ristorante o si utilizzano barrette energetiche come sostituzione rapida e semplice di un pasto. Si tratta di un buon modo di rifornirsi per gli atleti che hanno bisogno di più energia in tempi rapidi ma non sono consigliabili per una persona che cerca di aumentare la perdita di grasso accumulato in eccesso nel corpo. Tali barrette possono essere consumate saltuariamente se si è nell’impossibilità di preparare un pasto, ma non contengono mai quanto fornito da un pasto normale e dovrebbero essere consumati contestualmente ad una dieta equilibrata. Occorre diffidare inoltre dei loro ingredienti, in quanto possono contenere un alto quote di zuccheri e grassi. 

GLUTINE. Si tratta di una proteina che conferisce viscosità, elasticità e consistenza agli alimenti in cui è presente e quindi determina una maggiore facilità nella panificazione. E’ contenuta in grano duro, frumento (compresi le germe di grano e la crusca), l’orzo e i suoi derivati (birra, malto), la segale, il grano saraceno e di conseguenza la ritroviamo in molti alimenti di uso comune e giornaliero: farine di cereali che contengono glutine, gnocchi di patate, pasta e pane preparati con cereali che contengono glutine, pancarrè, grissini, focacce, pizze, crackers, muesli, etc. Tuttavia, in alcuni soggetti predisposti il glutine scatena una risposta immunologica (intolleranza) più o meno grave, che si verificano a livello metabolico e soprattutto intestinale(malattia celiaca). C’è subito da specificare che gli alimenti senza glutine non sono più sani degli alimenti che lo contengono: addirittura i sostituti del glutine nel cibo possono determinare un aumento del contenuto calorico degli alimenti stessi e contribuire all’aumento di peso corporeo (inteso come aumento del peso del grasso corporeo). E’ chiaro che i portatori di malattia celiaca o ipersensibilità al glutine devono assumerealimenti senza glutine: i dolci senza glutine dovrebbero comunque essere consumati con moderazione e nell’ambito di una dieta equilibrata.

ALIMENTI SENZA GRASSI E SENZA ZUCCHERO. E’ palese che le scritte sopra gli alimenti sugar-free (senza zucchero) e/o fat-free (senza grasso) possono influenzare la scelta del consumatore, ma a livello psicologico possono determinare un minor senso di colpa in caso di loro maggiore assunzione: ciò avviene perché molte volte la scritta sugar-free o fat-free viene interpretata come assimilabile a senza-calorie. Deve essere ben chiaro a prescindere dal cibo che si assume, se la quantità di cibo assunta (quantità di calorie) è esagerata rispetto a quelle che sono le calorie spese per l’attività quotidiana, aumenta il peso corporeo e soprattutto il grasso corporeo. Risulta pertanto necessario non lasciarsi ingannare da quello che è scritto a caratteri cubitale sulle confezioni degli alimenti, ma è fondamentale leggere attentamente le etichette relative alla composizione poste sugli alimenti. Molte volte addirittura il contenuto di grassi di alcuni alimenti con la scritta sugar-free può essere molto elevato. Quando i grassi sono eliminati dai cibi, gli alimenti fat-free possono cambiare sapore: per ottener un gusto gradevole e simile all’alimento originario, devono essere aggiunti sostanze artificiali che possono contenere più calorie.

ZUCCHERO E SOVRAPPESO. L’organismo umano ha bisogno di carboidrati (zuccheri) per vivere, perché rappresentano la principale fonte energetica corporea: è ben noto come la carenza di zucchero (glucosio) nel sangue (cosiddetta ipoglicemia) determina prima senso di stanchezza fino alla perdita di coscienza fino al coma. Non sono pertanto i singoli carboidrati che causano aumento di peso, ma è invece il tipo di carboidrati che mangiamo che determina un aumento di peso come aumento tessuto adiposo nel corpo. Il vero problema dei carboidrati è il consumo di una dieta ricca di carboidrati raffinati (i cosiddetti zuccheri semplici, ad es. lo zucchero bianco) e alimenti trasformati che porta pressochè sempre all’aumento di peso (inteso come grasso corporeo). Una dieta equilibrata deve quindi sempre prevedere un contenuto maggiore di carboidrati complessi (fondamentalmente cibi integrali) rispetto ai carboidrati semplici o trasformati (raffinati). Il problema si pone perché almeno in Italia c’è una tendenza all’abbandono della dieta mediterranea (basata molto sui prodotti vegetali ricchi di fibre e poveri di zuccheri semplici) per le diete anglosassoni, più ricche di zuccheri semplici e grassi. I consigli nutrizionali basilari per una corretta nutrizione possono essere brevemente elencati in un elevato consumo di frutta e verdura (globalmente almeno per 4-5 volte al giorno), ed una prevalenza di cereali integrali e di alimenti meno elaborati rispetto ai carboidrati raffinati e ai prodotti derivati dalla farina bianca (raffinata).

DIGIUNO E PURIFICAZIONE. Si tratta di un retaggio ancestrale legato a motivi religiosi per cui ci si autopunisce smettendo di alimentarsi. In realtà il corpo umano è dotato di due importanti organi emuntori deputati alla eliminazione delle “tossine” introdotte o prodotte dal metabolismo: reni e fegato. Il digiuno provoca un cambiamento radicale del metabolismo corporeo che deve mantenere valori normali di zucchero nel sangue (glicemia) a partire dai costituenti il corpo umano, cioè a partire dalle proteine muscolari e dal grasso corporeo e quindi un digiuno prolungato al semplice scopo di depurarsi può essere pericoloso, soprattutto in una persona con patologie concomitanti. Sarebbe bene consultare sempre un medico meglio se specializzato in scienza dell’alimentazione prima di iniziare qualsiasi dieta estrema che propone il digiuno per un periodo prolungato di tempo. Sicuramente una dieta ricca di fibre è l’ideale per rimuovere le tossine dal corpo in modo naturale perché ne riduce l’assorbimento intestinale. Più la dieta è ricca di fibre più aumenta la capacità di eliminare scarti e tossine dal corpo anche attraverso le feci mantenendo una regolare funzione intestinale. Purtroppo molte persone seguono una dieta ricca di prodotti raffinati e con basso contenuto di fibre che determinano un rallentamento della progressione del cibo nell’intestino cosa che permette alle tossine di “ristagnare” all’interno del nostro corpo dando il via a processi putrefattivi che possono contribuire all’evoluzione e trasformazione delle nostre cellule normali in cellule malate, tumorali; per tale motivo sano e consumare cibi integrali potrebbe determinare minor proliferazione e morte di queste cellule potenzialmente cancerogene.

SPUNTINI NOTTURNI. La cosa importante non è QUANDO si mangia, ma QUANTO  si mangia. Non importa a che ora del giorno o della notte ci si alimenta, l’importante è seguire una dieta equilibrata, basata su cibi integrali con assunzione di cibo e calorie consona per l’attività fisica che abbiamo in quel periodo. Se lo spuntino notturno avviene dopo avere già assunto i tre pasti consueti, allora è sicuramente da bandire.

Fulvio Fiorini

​   Specialista in Nefrologia

​Specialista in Sc. dell’Alimentazione

 

 

 

Articolo di Domenica 14 Febbraio 2021

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