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AMBIENTE BOARA POLESINE

Il comitato: “Le responsabilità dell’inquinamento ricadano su Ulss, Provincia, Comune ed Arpa Veneto”

Non si danno pace in frazione di Rovigo per l’aumento dell’inquinamento a seguito della concessione dell’Aia provinciale che consente il raddoppio dei capi per la Avicola S. Andrea

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ROVIGO - Il Comitato ambiente di Boara Polesine, per voce del proprio coordinatore Mirco Bolognesi, ritorna sulla questione dell’autorizzazione integrata ambientale concessa dalla Provincia di Rovigo (LEGGI ARTICOLO) alla locale azienda avicola specializzata in allevamento biologico a terra di galline nella frazione rodigina.

“Anche se solo in sede tecnica, il Comune di Rovigo, assieme a Ulss 5, Arpav e Provincia, ha permesso alla Avicola S. Andrea di Boara Polesine di raddoppiare i capi di galline ovaiole allevate, da 30.000 a 58.000, consentendo, di fatto l’aumento della produzione, e con essa aumentare anche le emissioni in aria di polveri, di anidride carbonica e quant’altro.

Tutto ciò, nonostante le 500 firme consegnate dal nostro Comitato alla Procura della Repubblica, al Sindaco, alla Provincia, e all’Ulss 5 Polesana, relativamente agli odori insopportabili della zona, al traffico pesante e pericoloso su strade inadatte. E dire che Rovigo figura fra le prime città d’Italia nella graduatoria per l’inquinamento.

Non è certo un bel primato, anche se è vero che in sede politica si sta tentando di adottare iniziative e misure che possano contenerne gli effetti e le conseguenze.

E’ vero che tale primato è dovuto anche alla infelice situazione geografica ed atmosferica, ma proprio per questo negli incontri pre-elettorali il nostro Comitato ebbe rassicurazioni sul blocco agli ampliamenti di queste attività. Probabilmente, come in passato, questi impegni, una volta eletti, vengono dimenticati. Mentre ciò dovrebbe costituire ancor più vincolo rigoroso.

Siamo già oltre i livelli massimi consentiti dalle normative sull’inquinamento. Non possiamo, anzi non dobbiamo, dare altre autorizzazioni senza assumere la responsabilità di adottare provvedimenti in evasione delle norme in vigore e senza gravare sulle cause di nocività alla salute dei residenti. Basterebbe adottare il “principio della precauzione”.

Basta! E’ ora di diventare consapevoli che la burocrazia e le norme tecniche procurano conseguenze troppo pesanti sui livelli di civiltà e sulla qualità della vita.

Basta! Ulss 5 Polesana, Arpa Veneto, Provincia e Comune di Rovigo devono assolutamente assumersi la conseguente responsabilità morale, civile, e penale. Devono applicare tutte le norme e le iniziative utili per impedire il superamento dei limiti in vigore sull’inquinamento atmosferico. L’attuale situazione diventa mancato rispetto delle norme e, soprattutto, mancato rispetto dei cittadini che vivono, ormai una situazione insopportabile.

Fermare le auto, dopo, come soluzione per contenere l’inquinamento, serve solo a far credere che si è sensibili al problema, ma quando si permettono gli ampliamenti a queste attività significa che non si vuole risolvere il problema, oltre che a non sanare le originarie responsabilità”.

Articolo di Domenica 21 Febbraio 2021

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