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CENTRO ACCOGLIENZA SAN MARTINO

Chiude il centro accoglienza per migranti di San Martino di Venezze

Lo comunica il sindaco di San Martino di Venezze, Vinicio Piasentini, specificando che la cooperativa Porto Alegre di Rovigo restituirà l'immobile dal prossimo 1 marzo

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SAN MARTINO DI VENEZZE (Rovigo) - "Informo che la Cooperativa Porto Alegre di Rovigo, responsabile della gestione del centro accoglienza per migranti, sito in Cà Donà presso lo stabile delle ex scuole elementari, ci ha comunicato che dal giorno 17 febbraio scorso che il centro ha concluso l'attività di ospitalità. La Cooperativa restituirà, come comunicato con precedente nota, il fabbricato al comune di San Martino di Venezze a far data dal giorno 1 marzo prossimo". Così il sindaco Vinicio Piasentini.

"Dal giorno 18 marzo 2017, il centro ha accolto un numero complessivo di 38 persone, ripartite nel tempo (12 bambini neonati e sotto i 3 anni, 14 nuclei familiari, 12 ragazze madri e 6 donne senza figli di 9 nazionalità diverse di paesi dell'Africa sub-sahariana). Il Comune ha percepito regolarmente il canone di locazione annuale di Euro 13.845,00, per complessivi Euro 55.382,00, oltre alle spese per le utenze, sempre a carico della Cooperativa, e non sono state sopportate spese a carico del bilancio comunale".

Sottolineando: "Alcuni bambini avevano iniziato a frequentare la locale Scuola dell'infanzia, in un percorso di integrazione, e nell'ambito delle attività volte all'inserimento e alla integrazione degli ospiti, alcune ragazze del centro hanno partecipato alle attività di prima alfabetizzazione, tutoraggio di informatica, corsi di cucito, organizzati dalla Amministrazione Comunale per la comunità".

Concludendo: "L'esperienza dell'ospitalità, a nostro avviso, è stata positiva e , contrariamente a quanto temuto, non ha procurato alcun disagio alla cittadinanza. Cogliamo l'occasione per ringraziare sentitamente tutte le persone che si sono prodigate ed hanno collaborato all'accoglienza di questi giovani, ed in particolare di queste donne, maggiormente provate dall'esperienza migratoria e dalle enormi violenze subite, e dei loro bambini. Tramite questa iniziativa siamo convinti di aver reso un fondamentale servizio, oltre che alle persone beneficiate, anche all'intera collettività nazionale, in un momento in cui, al di là delle legittime opinioni, era indispensabile contribuire alla soluzione di un grave problema e di una situazione di estrema emergenza".
Articolo di Lunedì 22 Febbraio 2021

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