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CORONAVIRUS

Divieto di spostamento tra Regioni fino al 27 marzo

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge Covid. Il provvedimento proroga il divieto di spostamenti tra Regioni fino al 27 marzo. Confermata la regola che limita gli spostamenti verso le abitazioni private a due adulti con in più solo i figl

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VENEZIA - “La proroga al divieto di spostamento tra le regioni al 27 marzo prossimo sancisce la fine alla stagione turistica invernale. Ora si pone l'esigenza di intervenire velocemente, mettendo ristori e indennizzi immediati a disposizione delle attività del settore. Per far conoscere da vicino le difficoltà che sta attraversando anche la nostra regione, fino al 2019 la più turistica d'Italia, porterò i dati e le stime relative al calo del fatturato all'attenzione del Ministro Garavaglia già nell'incontro convocato per il 24 febbraio con gli assessori regionali”.

È questo il commento dell’assessore regionale al Turismo Federico Caner in relazione al provvedimento contenuto nel Decreto Legge varato oggi dal Consiglio dei Ministri. 

“Come ho già avuto modo di dire in passato – prosegue l’assessore Caner - non spetta a noi entrare nel merito delle decisioni che possiamo solo rispettare. Abbiamo però tutti avuto modo di leggere i dati relativi all'andamento turistico della nostra regione che, prima dello scoppio della pandemia, aveva fatto registrare un vero e proprio record con 71 milioni di presenze annue. Presenze che alla fine dell’anno sono scese a 32,5 milioni. Un tonfo che si traduce nella chiusura di attività e nuove perdite di posti di lavoro. Va forse ricordato che in Veneto, la regione che fino all'anno scorso aveva il tasso più basso di disoccupazione pari al 6,6 per cento, la filiera del turismo comprendeva oltre 30mila imprese e occupava oltre 163mila persone. Davanti però a questa situazione la strada maestra appare una sola: quella di un piano vaccinale molto più rapido rispetto a quello che stiamo vivendo. Inoltre alla tempestività delle decisioni dovrà corrispondere una chiara e tempestiva comunicazione al settore, evitando così di ripetere errori come quello commesso con gli operatori del mondo della montagna”.   

Stop agli spostamenti in zona rossa verso abitazioni private. E' la novità che compare nel nuovo decreto legge Covid.

Resta nelle zone gialle e arancioni la possibilità, una sola volta al giorno, di spostarsi verso un'altra abitazione privata abitata, tra le 5 e le 22, in massimo due persone, con i figli minori di 14 anni. Questa possibilità non varrà più nelle aree rosse.

In considerazione dell'evolversi della situazione epidemiologica, il decreto dispone la prosecuzione, fino al 27 marzo 2021, su tutto il territorio nazionale, del divieto di spostarsi tra diverse Regioni o Province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o motivi di salute. Resta comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

Fino al 27 marzo 2021, nelle zone rosse, non sono consentiti gli spostamenti verso abitazioni private abitate diverse dalla propria, salvo che siano dovuti a motivi di lavoro, necessità o salute. Gli spostamenti verso abitazioni private abitate restano invece consentiti, tra le 5.00 e le 22.00, in zona gialla all'interno della stessa Regione e in zona arancione all'interno dello stesso Comune, fino a un massimo di due persone, che possono portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali esercitino la responsabilità genitoriale) e le persone conviventi disabili o non autosufficienti. Nelle zone arancioni, per i Comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti, sono consentiti gli spostamenti anche verso Comuni diversi, purché entro i 30 chilometri dai confini.

Articolo di Lunedì 22 Febbraio 2021

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