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INDENNITA' COMUNE DI ROVIGO

Azzalin: "Pazzesco che Aretusini esulti per il calo demografico"

Il capoluogo registra una popolazione inferiore ai 50.000 abitanti e la legge prevede indennità ridotte per gli amministratori. Non vi sarebbe alcun successo politico per il capogruppo della Lega in consiglio comunale

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ROVIGO - “È incredibile che il capogruppo della Lega Aretusini esulti come se il calo demografico fosse una bella cosa. Stia tranquillo le indennità vengono ridotte per legge e il Comune ha già provveduto a ridurre in via prudenziale gli emolumenti degli amministratori e ad accantonare le risorse, senza dover approvare nessun emendamento”.

Ad affermarlo è il consigliere comunale del Partito Democratico Graziano Azzalin, che replica alle esternazioni del collega del Carroccio (LEGGI ARTICOLO). “Aretusini è come colui che profetizza che domani sorgerà il sole e quando il giorno dopo effettivamente sorge si affretta a fare un comunicato per dire: ‘Avete visto? È accaduto perché l’ho detto io’. Rivendicare il taglio e presentare un emendamento che destina delle risorse come fosse chissà quale brillante idea non ha molto senso. La riduzione è fissata per legge, perché l’indennità è tarata sul numero della popolazione”.

“Per quanto riguarda Rovigo, sarebbe sotto la soglia dei 50.000 abitanti per appena 15 unità; il Comune ha chiesto chiarimenti all’Istat, poiché il calo è dovuto alla diminuzione di 1100 abitanti in un solo anno, il 2019. Una volta avuta la conferma, si potrà procedere, con una apposita variazione di bilancio a destinare le risorse accantonate, la cui disponibilità è un fatto automatico e non quindi il frutto di una scelta politica, tantomeno ‘suggerita’ da Areutsini!”.
“Occorre essere concreti: quest’anno ci sarà un  avanzo di amministrazione e parecchi soldi a disposizione, Avere subito qualche altro migliaio di euro in più, soldi tra l’altro che non spenderesti immediatamente, per una questione su cui permane ancora un alea di incertezza, e che al massimo tra poche settimane sarà chiarita, è semplicemente propaganda. Il capogruppo della Lega dovrebbe semmai preoccuparsi del calo demografico, questione dolorosa e che riguarda tutta Italia, su cui bisogna intervenire concretamente. Se non si inverte la tendenza, con una popolazione sempre più anziana, il nostro sistema economico-sociale rischia di non diventare più sostenibile. E, con buona pace della Lega, per invertirla non bastano neanche i flussi migratori attuali. A pesare nella scelta di mettere al mondo dei figli  è l’incertezza sul futuro. Servono politiche di sviluppo che il Governo deve mettere in atto anche per affrontare il dopo pandemia in modo adeguato; come politica locale, dobbiamo fare la nostra parte,  confrontarci e agire per garantire maggiore attenzione  e sostegno alle  famiglie”.
Articolo di Lunedì 22 Febbraio 2021

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