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CORONAVIRUS

Covid-19: 800 nuovi positivi in Veneto, leggero calo tra i ricoverati

Veneto in attesa del nuovo Dpcm del Governo, contagio stabile, incidenza sui test effettuati intorno al 2%, 1379 ancora ricoverati. Luca Zaia: “Se i ristoranti possono essere aperti a mezzogiorno, non capisco perché devi essere chiuso la sera”

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MARGHERA (Venezia) - Dopo l’allarme di martedì 23 febbraio, mercoledì il bollettino della Regione Veneto è più confortante. Calano, anche se di poco, i ricoverati per Covid-19. Sono attualmente 1379, 15 in meno tra nuovi ingressi e dimissioni, 21 i decessi, il Veneto si appresta a raggiungere il considerevole numero di 10 mila vittime da inizio epidemia.

800 i nuovi positivi nelle ultime 24 ore, incidenza sui test effettuati al 2,24%, e questo è il dato più importante che dà la fotografia esatta della situazione ampiamente sotto controllo. Mentre il mondo scientifico discute su una possibile terza ondata nel mese di marzo, per effetto della variante inglese, il Veneto e l’Italia attendeno il nuovo Dpcm del Governo Draghi.  

“Il confronto con il Governo sarà immediato ha evidenziato Luca Zaia - giovedì alle 9 abbiamo il primo incontro con il ministro Gelmini. Vogliamo un unico interlocutore nel cts, chiediamo che si fermino i dibattiti fra scienziati. E ogni azione restrittiva deve avere i ristori a sostegno. Se i ristoranti possono essere aperti a mezzogiorno, non capisco perché devi essere chiuso la sera”.

Ragionamento che non fa una piega, ma bisognerebbe modificare l’orario del coprifuoco, attualmente è fissato alle ore 22.

La vera questione è la mancanza dei vaccini, Italia bloccata, senza l’immunità di gregge l’economia non può partire, il turismo è al collasso, ma ci sono anche molti settori del divertimento, e della cultura, che sono alla canna del gas. Regione Veneto che ha un sistema in grado di effettuare 50 mila vaccinazioni al giorno, invece è costretto a tenere da parte la seconda dose, in mancanza di forniture certe.

Il dottor Michele Tonon e la dottoressa Carmela Palumbo dell'istituto scolastico regionale, hanno parlato dell’andamento dell’epidemia in ambito scolastico.

1.421 eventi registrati in Veneto dal 7 gennaio al 23 febbraio: 22% alla scuola dell'infanzia, 33,7% alla primaria, 23,2% le medie, 14,2% le superiori (chiuse però tutto gennaio). 27.460 le persone coinvolte, fra positivi e isolati.

La frequenza di un secondo caso è maggiore nelle scuole dell'infanzia (33%) rispetto a primaria e media, ecco perchè viene sospesa la frequenza alla scuola dell'infanzia. 2.300 studenti di elementari e medie sono riusciti a frequentare nonostante un caso positivo.

In 15 scuole superiori verranno svolti degli screening sugli studenti:  all'avvio della metà di marzo tutti gli alunni e il personale verranno testati e poi ogni settimana una sezione. Sarà un test nasale su base volontaria

 

Articolo di Mercoledì 24 Febbraio 2021

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