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DROGA

Traffico di eroina e cocaina con raffineria in provincia di Rovigo, blitz della Polizia

Potevano contare su un canale di rifornimento di droga sicuro e costante. Eseguiti dalla Polizia di Stato arresti e perquisizioni a Padova, Venezia e Modena. 14 i soggetti indagati dalla Procura di Padova, spacciati oltre 47 chili in tre mesi

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PADOVA - A seguito di indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Padova e condotte da personale della Polizia di Stato, è stata data esecuzione, ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali (di cui 6 in carcere e  tre divieti di dimora) emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Padova  nei confronti di 9 soggetti, gravemente indiziati, a vario titolo, unitamente ad altri 5 co-indagati (non destinatari di alcun provvedimento restrittivo), di aver gestito un traffico di ingenti quantitativi di droga (eroina e cocaina).

Ad essere emerso è stato “uno spaccato di criminalità di elevato livello”. Alcuni soggetti di etnia araba già coinvolti in precedenti indagini relative al traffico di stupefacenti avevano messo in piedi un'organizzazione perfetta, con importanti contatti con cittadini albanesi, continuando così a gestire lo spaccio di droga nel capoluogo padovano.

L’ordinanza cautelare rappresenta l’epilogo di una complessa attività d’indagine condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Padova (Sezione Antidroga), compendiata in ultimo nella richiesta avanzata della Procura della Repubblica di Padova (PM Benedetto Roberti) e che ha permesso di scoprire (fra le province di Padova, Rovigo e Modena) una fiorente attività legata al traffico di sostanze stupefacenti, quali eroina e cocaina.

L' attività di indagine ha preso avvio da alcune segnalazioni anonime relative all'attività di spaccio posta in essere in zona Mortise di Padova, nei pressi di vari esercizi di ristorazione. I riscontri della Sezione Antidroga della Squadra Mobile patavina hanno in prima battuta condotto ad un tunisino già noto alle forze dell’ordine (anche lui destinatario di misura ed ancora oggetto di ricerche), coadiuvato nell’attività illecita da un cittadino italiano. Il dipanarsi delle ulteriori attività autorizzate dall’Autorità Giudiziaria ha presto portato all'individuazione di altri soggetti coinvolti nel traffico di droga (ai vari livelli), capaci di movimentare considerevoli quantità di denaro e far giungere sulle piazze di spaccio di Padova ingenti quantitativi di sostanza stupefacente (significativo in tal senso il ritrovamento e sequestro in territorio di Rovigo di una vera e propria raffineria).

A confortare la bontà dell’ipotesi investigativa iniziale sono state poi le diverse intercettazioni telefoniche ed ambientali autorizzate, le attività di osservazione e pedinamento, riprese video effettuate nei luoghi della consegna dello stupefacente e del denaro destinato al suo acquisto.

Due arresti a Padova con nell’ottobre del 2020 con 130 e 750 grammi di eroina, hanno portato al successivo sequestro di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente (32 chili) e di una raffineria individuata all’interno di un appartamento a Bosaro (Rovigo). LEGGI ARTICOLO

In occasione del sequestro della raffineria, insieme al materiale per la produzione in scala "industriale" dello stupefacente, i poliziotti della Squadra  Mobile hanno rinvenuto pure due quaderni di appunti che hanno consentito di ricostruire la contabilità delle consegne e di acquisire ulteriori informazioni sull'organizzazione. Lo stesso arrestato ha fornito delle spiegazioni in merito agli acronimi utilizzati nei quaderni sequestrati nella casa di Bosaro (Rovigo) relativamente ai clienti da lui riforniti di sostanza stupefacente.

Le consegne a Padova sono iniziate il 13 luglio 2020, e secondo quanto ricostruito dai quaderni il totale della sostanza che ha provveduto a consegnare al gruppo capeggiato da un albanese  ammontato a circa 47 chili di eroina ed a circa mezzo chilo di cocaina in tre mesi (a fronte di pagamenti per 260mila euro).  L'Operazione "Polo" ha permesso di smantellare un gigantesco giro di droga.

“Una fabbrica di morte e decine di chili di veleno spazzati via. Oggi è una bella giornata per la legalità e la lotta a un crimine disgustoso come lo spaccio di stupefacenti. Bravi e grazie alla Questura di Padova e a tutti gli inquirenti”. Con queste parole, il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, commenta la notizia di un’operazione della Polizia di Stato, nei confronti di un gruppo di persone sulle quali gravano pesanti indizi di aver gestito un traffico organizzato di grandi quantitativi di droga, che ha portato al sequestro di una raffineria per produrre le dosi e di decine chili di stupefacenti.

“Quantità così grandi e una fabbrica per produrle – aggiunge Zaia – avrebbero potuto causare sofferenze e morte a migliaia di persone, soprattutto giovani, e alle loro famiglie. Magistratura e Forze dell’Ordine, anche oggi, hanno mandato ai criminali un messaggio potente: la legalità, prima o poi, presenta il conto”.

 

Articolo di Giovedì 25 Febbraio 2021

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