Condividi la notizia

AMBIENTE

Carabinieri Forestali di Rovigo: in un anno effettuati 3126 controlli 

L’Operazione Gold River, contro il fenomeno del bracconaggio ittico è sicuramente quella più importante, ma i Carabinieri Forestali di Trecenta, Rovigo, Porto Tolle, Adria, al Nucleo Investigativo Polizia Ambientale hanno denunciato 54 persone in un anno

0
Succede a:

ROVIGO - I Carabinieri Forestali di Rovigo, nel 2020, hanno eseguito 3126 controlli e 1297 controlli su persone per un importo di 207.191,00 euro di illeciti amministrativi contestati. Le notizie di reato segnalate all’Autorità Giudiziaria sono state 49. Sono state denunciate 54 soggetti ed eseguiti 17 sequestri penali. E’ questo il resoconto complessivo delle attività svolte nel 2020 dai militari in servizio in provincia di Rovigo nelle Stazioni Carabinieri Forestali di Trecenta, Rovigo, Porto Tolle, Adria, al Nucleo Investigativo Polizia Ambientale ed al Gruppo del capoluogo.

Nel territorio della provincia di Rovigo, la normale attività svolta nel 2020 ha riguardato numerosi settori di competenza specifica quali: la tutela del territorio a valenza ambientale nelle aree rurali, industriali, residenziali, la tutela della fauna (caccia e pesca) e della flora, il contrasto all’abbandono e la gestione rifiuti urbani, speciali e pericolosi; la gestione illecita di rifiuti speciali non pericolosi, costituiti da rifiuti edili derivanti da demolizioni e costruzioni e la gestione di rifiuti pericolosi derivanti dalla rimozione di materiali edili contenenti amianto, nonché la vigilanza nei capannoni vuoti in ambito rurale e zone artigianali/industriali per possibili utilizzi quale deposito o abbandono di rifiuti.  Per quanto riguarda l’inquinamento, date le caratteristiche del territorio della provincia di Rovigo che risulta perlopiù destinato all’uso agricolo, viste anche le numerose segnalazioni e richieste di intervento da parte dei cittadini, i controlli hanno avuto come oggetto l’utilizzo in agricoltura di effluenti zootecnici, digestato prodotto da impianti per la produzione di energia ed ammendanti compostati realizzati con l’impiego di rifiuti. Le verifiche condotte hanno evidenziato irregolarità di natura amministrativa in numero percentualmente significativo rispetto al totale delle aziende controllate. Le infrazioni attengono principalmente allo stoccaggio realizzato con modalità tecniche non idonee, alla mancata incorporazione entro i termini temporali fissati, alla compilazione errata dei documenti previsti (Registro delle concimazioni, documenti di trasporto).

Non si sono tralasciate attività specifiche: la prevenzione degli incendi boschivi, la salvaguardia del patrimonio forestale e delle aree protette ricadenti all’interno del Parco Regionale Veneto Delta del Po dove non si sono riscontrate particolari criticità e dove la popolazione sembra abbia sviluppato una certa sensibilità per tali aree. 

Nel corso del 2020, i carabinieri forestali in collaborazione con il Raggruppamento Cites Carabinieri Forestali di Roma (Soarda) hanno portato a termine l’Operazione Gold River (LEGGI ARTICOLO), operazione di polizia giudiziaria delegata, nata nel corso del 2019 il cui scopo era la repressione del fenomeno del bracconaggio ittico (LEGGI ARTICOLO). L’Attività conclusiva ha visto, nell’agosto 2020, su richiesta dell’Autorità Giudiziaria, l’esecuzione dell’Ordinanza del Gip del Tribunale di Rovigo, che ha visto il differimento di 24 soggetti (22 rumeni, 1 ungherese e 1 italiano). A questi soggetti sono stati imputate le violazioni penali per associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio (artt. 416 e 515 del Codice Penale), la commercializzazione di prodotto ittico privo di rintracciabilità, l’effettuazione della pesca con l’utilizzo della corrente elettrica (art. 40 L. 154/2016), il conseguente commercio di sostanze alimentari nocive per la salute (art. 444 Codice Penale) nonché il maltrattamento di animali (art. 544 ter Codice Penale) e l’inevitabile distruzione e il deturpamento di bellezze naturali  (art. 733 bis Codice Penale). Inoltre, sono stati eseguiti diversi sequestri penali tra immobili e veicoli, notificate sanzioni amministrative per un totale di 73.006,54 euro. Quest’ultime in minima parte riguardano violazioni sulla pesca in quanto la maggior parte sono riferite a sanzioni relative alla tutela della salute, in particolare alla tracciabilità e  alle norme igienico sanitarie. Questa attività è stata portata a termine anche grazie alla stretta collaborazione con i volontari della Fipsas, con il  Parco Regionale Delta del Po e del Cabs che hanno collaborato anche per l’attività di contrasto al bracconaggio venatorio.

L’emergenza pandemica Covid-19 ha visto i militari impegnati, oltre che ai normali posti di controllo predisposti, anche su specifiche verifiche che hanno portato presso le aziende Faunistiche Venatorie accertando che molti cacciatori provenienti da Regioni “Rosse” o “Arancioni”, nonostante i divieti si sono spostati in Veneto per svolgere attività venatorie, che ha visto la notifica di sanzioni amministrative per un importo complessivo di oltre 52.000,00 euro.

Nello svolgimento di numerosi controlli fondamentale è stata la collaborazione con le Stazioni territoriali dei Carabinieri ed i reparti specializzati dell’Arma Carabinieri quali il Nac, Nas e Nil.  

Fondamentale la collaborazione ed il supporto tecnico del personale di Arpav, dei Servizi Veterinari e del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione dell’Ulss Polesana di Rovigo con cui sono stati compiuti alcuni controlli. I risultati appaiono più che soddisfacenti in ragione dell’elevato numero di controlli attuati ed anche del numero di illeciti riscontrati. 

 

 

 

 

 

Articolo di Lunedì 1 Marzo 2021

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Cronaca

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it