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CORONAVIRUS 

Il Veneto rischia di passare in arancione

Ricrescono i ricoveri in Veneto, 1.272 i nuovi casi nelle ultime 24 ore, attesa per i dati dell’Rt che potrebbe mutare lo status di zona gialla. Massima attenzione sulle scuole, Luca Zaia: “Se volete la mia opinione io sarei per un fermo preventivo”

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MARGHERA (Venezia) - “Siamo molto preoccupati, ieri nel vertice Stato-Regioni, ho sentito che i colleghi hanno raccontato cose inquietanti e per tutti vale la stessa cosa: da un momento all'altro arriva il disastro”.

Sono le parole di Luca Zaia, Veneto isola felice ancora per poco secondo le previsione, lo status di zona gialla potrebbe terminare già nel fine settimana.

“Noi speriamo di aver già dato con il nostro novembre-dicembre, io non voglio inquietare nessuno, ma c'è un po' di letteratura che parla di reinfezioni per chi l'ha già avuto, quindi anche se l'hai già passato, devi girare con la mascherina lo stesso”.

Il bollettino di mercoledì 3 marzo parla di  1.272 i nuovi casi nelle ultime 24 ore in Veneto, l’incidenza è a 2,88%, in aumento purtroppo i ricoveri, sono  1.349 di cui 155 in terapia intensiva. Gli attuali positivi sono 25.764 in Veneto, 17 i decessi.

“Venerdì il Veneto rischia di passare di classificazione in arancione - spiega Luca Zaia - è necessaria la massima attenzione, nelle regioni confinanti la situazione epidemiologica è grave. Siamo un isola felice, ma è una situazione temporanea perché basta guardare la situazione scolastica. Non abbiamo ancora il dato rt ma siamo a rischio di tornare arancioni, penso che già giovedì potremmo avere qualche dato”.

Sulla scuola Zaia è chiaro “abbiamo il dovere di decidere sulla base della situazione epidemiologica, nel Dpcm si riconosce che la scuola è uno dei nodi nevralgici della pandemia. Ma l'ho detto anche ai ministri, se chiudi le scuole in zona rossa vuol dire che chiudi la stalla quando i buoi sono scappati. Se volete la mia opinione io sarei per un fermo preventivo delle scuole”.

La Regione nel frattempo sta monitorando attentamente l’incidenza dei singoli comuni, nel caso di improvviso rialzo potrebbero passare in zona rossa.

Il nuovo Dpcm sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile 2021 e conferma, fino al 27 marzo, il divieto già in vigore di spostarsi tra regioni o province autonome diverse, con l’eccezione degli spostamenti dovuti a motivi di lavoro, salute o necessità.

In zona Arancione bar e ristoranti restano chiusi al pubblico, possono lavorare solo con l’asporto rispettivamente fino alle 18 e alle 22. E’ vietato spostarsi dal Comune salvo per motivi di lavoro, necessità, salute e didattica in presenza.

Negozio e attività commerciali aperti, chiusi i centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi, mentre restano aperti parrucchieri, estetisti e barbieri. Chiusi musei e mostre, solo su prenotazione il servizio biblioteche. Le visite ad amici e parenti è consentita solo per due persone tra le 5 e le 22 (poi scatta il coprifuoco che vale per tutte le zone) una sola volta al giorno (con minori, disabili o persone non autosufficienti conviventi). Per i comuni sotto i 5 mila abitanti ci si può spostare per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, senza arrivare nei capoluoghi di provincia. Scuole aperte, le superiori invece passano in presenza da 50% al 75%.

Zone rosse: Dal 6 marzo, si prevede nelle zone rosse la sospensione dell’attività in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia ed elementari. Resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

Zone arancioni e gialle: I Presidenti delle regioni potranno disporre la sospensione dell’attività scolastica: nelle aree in cui abbiano adottato misure più stringenti per via della gravità delle varianti; nelle zone in cui vi siano più di 250 contagi ogni 100mila abitanti nell’arco di 7 giorni; nel caso di una eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico.

Nelle zone gialle si conferma la possibilità per i musei di aprire nei giorni infrasettimanali, garantendo un afflusso controllato. Dal 27 marzo, sempre nelle zone gialle, è prevista l’apertura anche il sabato e nei giorni festivi.

Dal 27 marzo, nelle zone gialle si prevede la possibilità di riaprire teatri e cinema, con posti a sedere preassegnati, nel rispetto delle norme di distanziamento. La capienza non potrà superare il 25% di quella massima, fino a 400 spettatori all’aperto e 200 al chiuso per ogni sala.

Restano chiusi palestre, piscine e impianti sciistici. In tutte le zone è stato eliminato il divieto di asporto dopo le ore 18 per gli esercizi di commercio al dettaglio di bevande da non consumarsi sul posto.

Nelle zone rosse, saranno chiusi i servizi alla persona come parrucchieri, barbieri e centri estetici

Nelle zone bianche, si prevede la cessazione delle misure restrittive previste per la zona gialla, pur continuando ad applicarsi le misure anti-contagio generali (come, per esempio, l’obbligo di indossare la mascherina e quello di mantenere le distanze interpersonali) e i protocolli di settore.

Restano sospesi gli eventi che comportano assembramenti (fiere, congressi, discoteche e pubblico negli stadi).

Articolo di Mercoledì 3 Marzo 2021

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