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COMMISSARIAMENTO PREFETTIZIO

Il sindaco di Fiesso Umbertiano cade per lesa maestà [VIDEO]

Consiglio comunale sciolto e guida temporanea nominata dalla Prefettura di Rovigo fino a nuove elezioni. Il sindaco Sonia Bianchini non ritira le proprie dimissioni lasciando il Comune senza guida politica

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FIESSO UMBERTIANO (Rovigo) - Accusata, processata e condannata, si fa per dire, per un crimine commesso alla propria maggioranza. Questo il riassunto della crisi vissuta dal comune di Fiesso Umbertiano che rimane senza sindaco. Sonia Bianchini, come prevedibile, non ha ritirato le proprie dimissioni (LEGGI ARTICOLO) e giovedì 4 marzo il consiglio comunale verrà sciolto ed il Comune sarà affidato ad un commissario prefettizio che lo traghetterà fino alle prossime elezioni, maggio o settembre 2021 che sia. L'offerta per andare avanti il sindaco l'ha fatta: il cambio dell'incarico del vicesindaco e la testa di un assessore da sostituire con un consigliere di maggioranza. La proposta non è stata accolta dai "suoi" e si è arrivati ai titoli di coda.

L'ufficio del sindaco di Fiesso Umbertiano

Una perdita, dal punto di vista amministrativo, una ferita che sarà difficile rimarginare dal punto di vista umano tra la prima cittadina e la propria maggioranza. L'occasione perchè venisse consumata la pubblica sfiducia è stato l'esercizio di una prerogativa del sindaco, ovvero la richiesta di un controllo da parte delle forze di polizia al rispetto delle norme antiassembramento in un pubblico esercizio (LEGGI ARTICOLO). Il sindaco aveva ricevuto ripetute segnalazioni e, come autorità sanitaria, non ha taciuto la situazione ai Carabinieri che, verificato il dispezzo delle norme, hanno rilevato le trasgressioni del caso.

Tutto il paese è a conoscenza del fatto che qualcuno dei multati è legato a vario titolo con alcuni degli amministratori firmatari della sfiducia al Sindaco, ma, l'episodio è stato probabilmente la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, non il reale motivo della apertura della crisi.

Il sindaco parla chiaramente di problemi di maggioranza quasi fin dal momento dell'insediamento che fanno intendere quanto sia stata limitata nell'azione amministrativa da primo cittadino. Un ruolo mai riconosciutogli di fatto, quasi fosse stata solo lo strumento per garantire la vittoria del comune a quella maggioranza che poi l'ha scaricata. Al culmine delle tensioni per l'affermazione del proprio ruolo di guida della giunta, quindi, il sindaco Bianchini, sulla strada dell'emancipazione dai propri assessori, è caduta sotto il fuoco amico.

Le multe al bar sarebbero potute anche non esserci state, la gravità del gesto deriva dalla decisione assunta in solitaria di rivolgersi ai Carabinieri, una decisione rivelatasi giusta dal punto di vista della salute pubblica, tanto che le sanzioni sono state effettivamente irrorate. Solo così si possono leggere le parole del sindaco Bianchini quando parla di dignità e coerenza che l'hanno portata a dimettersi prima e non ritirare le dimissioni nelle tre settimane successive.

Dignità perchè il paese ha scelto una guida che non ha mai avuto, dalle parole del sindaco imbrigliata dalla propria giunta, e coerenza perchè Bianchini avrebbe potuto continuare a governare con i favori della minoranza, ma a quale prezzo nei confronti dei propri elettori.


Si chiude quindi un capitolo triste per Fiesso che si ritrova senza amministrazione comunale e diviso in almeno tre schieramenti: chi approva il comportamento del sindaco Bianchini, chi sostiene la maggioranza che l'ha sfiduciata, chi rimane convinto che la posizione giusta era quella della minoranza. Di sicuro il tentativo di superare il limite dei due mandati per il sindaco storico Luigia Modonesi, fino ad oggi assessore di Sonia Bianchini, non è durato, se non per 21 mesi. Qualcosa si è rotto, la fiducia è stata tradita. Incapacità politica del sindaco di dialogare con la propria maggioranza o la pretesa, non soddisfatta, di uno stretto controllo sul suo operato?
Le domande rimangono senza risposta, deciderà l'elettore alla prossima tornata di consultazioni.

"Il mio viaggio si conclude qui - commenta commossa Sonia Bianchini rivolgendosi ai suoi concittadini - con infinita tristezza e delusione per non aver avuto modo di portare a termine la mia missione, ma vi assicuro non c'erano più le condizioni neanche per provarci ulteriormente. Certe persone cambiano appena viene messa in discussione la propria autorità e lasciatemelo dire anche la poltrona!".
Articolo di Mercoledì 3 Marzo 2021

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