Condividi la notizia

FOIBE

L’Istpolrec: contrarietà​ alla mozione Speranzon approvata in consiglio regionale

L’Istituto polesano per la storia della Resistenza e dell'Età contemporanea critica la mozione approvata in Regione in materia di ricerca storica sulle foibe e sugli eventi legati al confine orientale

0

ROVIGO - L’Istpolrec, Istituto polesano per la storia della Resistenza e dell'Età contemporanea, esprime la propria ferma contrarietà rispetto alla mozione che è stata recentemente approvata dal Consiglio regionale del Veneto​ (mozione n. 29, primo firmatario il consigliere Speranzon) in materia di ricerca storica sulle foibe e sugli eventi legati al confine orientale.

“Si tratta di una iniziativa che, come è stato già osservato da alcuni dei più importanti storici italiani dell'età contemporanea - commenta Il presidente Istpolrec, professor Antonio Lodo - non punta affatto a diffondere e incoraggiare la conoscenza scientifica su un argomento così importante, ma sembra piuttosto essere chiaramente orientata a restringere, per una volontà politica, il campo naturale della libera ricerca e del dibattito scientifico.

Dentro questa mozione, infatti, è anzitutto l’uso di termini quali “riduzionismo” e “giustificazionismo” a risultare vago e contraddittorio. Un uso potenzialmente pericoloso per la storiografia e per la stessa definizione della verità storica. Esso non si rivolge tanto a sanzionare coloro che negano la realtà di queste terribili violenze, ma sembra avere come bersaglio la ricerca in quanto tale, cioè l'avvio di ogni reale possibilità di discussione sui fenomeni in oggetto.

E proprio questo è il punto saliente: si ritiene davvero che oggi la politica regionale, mossa da qualche rischiosa ansia di "purificazione", possa disporsi a censurare la ricerca scientifica? E poi chi eventualmente sarà chiamato a giudicare, da un punto di vista rigorosamente scientifico, se si tratti di riduzionismo o giustificazionismo?”

“Fin dalla sua premessa - conclude Antonio Lodo - appare evidente come la mozione votata dal Consiglio regionale si preoccupi essenzialmente di presentare come "verità storiche definitivamente acquisite" quelli che in realtà sono una serie di dati e di interpretazioni che gli storici hanno – allo stato attuale – più volte messo in discussione, sulla base dei documenti disponibili.

Noi crediamo che la ricerca non possa mai prescindere dai valori di pace e di convivenza civile che sono espressi dalla nostra Carta Costituzionale e debba sempre contribuire a creare un clima culturale civile, un clima che sia per definizione aperto al confronto libero tra le idee e al sereno approfondimento”.

Articolo di Giovedì 4 Marzo 2021

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Cronaca

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it