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POLITICA ADRIA

I civici: "Per riviera Matteotti solo strumentalizzazione politica; sono state rispettate le regole anti Covid"

I capigruppo delle liste civiche che sostengono l'amministrazione comunale specificano la regolarità di quanto fatto fino ad ora per l'ascolto dei portatori d'interesse di Riviera Matteotti e delle lamentele inutili dell'opposizione

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ADRIA (Rovigo) - "Siamo dell’opinione che la capigruppo fissata il 4 marzo sia la sede opportuna per un confronto politico, mentre la richiesta di un consiglio comunale rappresenti l’ennesima ricerca di popolarità e strumentalizzazione da parte dei consiglieri di opposizione. A dimostrarlo le diverse dichiarazioni dei consiglieri alla stampa, prima ancora che iniziasse la sperimentazione". Ad affermarlo le tre liste civiche Ibc, SiamoAdria e AdriaCivica che entrano nei dettagli.

"Era il 3 febbraio infatti quando l’amministrazione comunale iniziò a informare attraverso la stampa della sperimentazione della viabilità modificata in Riviera Matteotti, per risolvere il problema di sicurezza e irregolarità presente da anni nella zona in questione -spiega il capogruppo di Ibc e consigliere con delega alla viabilità Enrico Bonato- e dopo solo tre giorni dall’istituzione del senso unico, e quindi senza un minimo di riscontri e dati oggettivi, il consigliere Barbujani protocollò la raccolta firme che riporta in testa la richiesta di tornare al doppio senso a nome degli esercenti (di tutto il comune)".

"Un comportamento dal quale si deduce che la minoranza ha agito con il solo scopo di strumentalizzare politicamente la questione, senza proporre alcuna alternativa alla soluzione del problema. Una criticità per la quale l’opposizione non si era mai attivata quando amministrava".

"I primi dati raccolti dalla polizia locale –rende noto la capogruppo di Siamo Adria Sara Mazzucato-sono avvenuti nelle prime due settimane, periodo durante il quale gli agenti hanno monitorato sia l’affluenza del traffico e sia il rispetto del senso unico. Le macchine che non lo hanno rispettato hanno dovuto superare una transenna che occupa mezza carreggiata. 

"Per fissare la riunione con la promotrice della raccolta firma -spiega Bonato-- avevamo dato disposizioni organizzative che, in base alle norme covid, sarebbe stato possibile con un massimo di 8 persone interessate alla raccolta firme, un numero contingentato, proporzionato alla sala e alla parte tecnica e politica previsti alla riunione".


Concludendo: "Da qui le risposte alle lamentele del  ìconsigliere Furlanetto, nel ribadire che poteva partecipare all’incontro, nel momento in cui fosse stata delegata da una delle attività. Mentre al consigliere Barbujani è stato spiegato che la sede opportuna per ascoltare le proposte sarebbe stata una capigruppo"

"Tutti i consiglieri, da quando c’è il Covid, entrano in comune con un appuntamento come tutti i cittadini e sanno che non possono partecipare a qualsiasi riunione a prescindere, in base all'organizzazione dei singoli incontri (non pubblici) e per gli accessi contingentati previsti dalla norme Covid".
 
Articolo di Giovedì 4 Marzo 2021

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