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NUOVO PALAZZO DI GIUSTIZIA

Ex Banca d'Italia, o ex questura, il nuovo tribunale di Rovigo sarà in centro

Il consiglio comunale monotematico invocato dalla minoranza ha chiarito tutti i passaggi svolti dall'amministrazione guidata dal sindaco Edoardo Gaffeo. Tra scaramucce e polemiche, a giorni la relazione del Ministero

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ROVIGO - La città di Rovigo non sembra aver perso il proprio tribunale in centro storico. Il condizionale è d'obbligo anche se è ormai una questione di giorni prima di poter leggere la relazione dei tecnici del Ministero di Grazia e Giustizia attesa entro il 10 marzo. Un ultimo sopralluogo per fugare ogni dubbio, si parla di mercoledì prossimo, quindi la decisione.

L'area dell'ex Banca d'Italia sarebbe la scelta maggiormente condivisa dai consiglieri comunali, soprattutto di maggioranza, per vari motivi. Da una parte spaventerebbe l'impatto architettonico di una costruzione, praticamente ex novo, nell'area dei locali ex questura, la cui cubatura minima costringerebbe i progettisti alla previsione di 6-7 piani sopra terra, forse troppo in un'area a ridosso del parco delle Due torri e del Duomo cittadino.


Dall'altra la scelta dell'area ex Banca d'Italia sarebbe una spinta ad una serie di interventi uno successivo all'altro che porterebbero a ripensare tutta l'area dell'attuale stazione delle corriere e dei treni.
Un nuovo palazzo di giustizia all'ex Banca d'Italia prevede la necessità di svuotare l'attuale palazzo della Provincia, Ecoambiente è già sulla via del trasferimento nei locali ex Consvipo, collegarlo al corpo di fabbrica principale, rivedere viabilità ed i parcheggi.
Si sposterebbero gli autobus dal piazzale Cervi per portarli nell'area ex scalo merci ferroviario, bisognerebbe destinare nuovi spazi ai parcheggi a servizio di treni e corriere, magari mettendo mano agli spazi dell'attuale deposito, si darebbe impulso al trasferimento della sede dei vigili urbani negli spazi ex scuola media Riccoboni, si dovrebbe ripensare completamente la viabilità attuale, insoddisfacente lungo viale Marconi, per via dell'imbuto verso ponte di Marabin, si dovrebbe, finalmente, dare forma alla ciclabile per collegare la stazione dei treni alla città.
Il tutto verrebbe innescato dalla decisione del Ministero di trasferire il "nuovo" tribunale in uno spazio che, già oggi, sembra essere pronto ad ospitarlo.

Il vuoto urbano lasciato dall'attuale tribunale sarebbe la scelta ideale per il trasferimento del Comando provinciale della Guardia di Finanza, attualmente costretto in via Badaloni in un'area troppo angusta.
Gli spazi dell'ex caserma dei vigili del fuoco verrebbero comunque riqualificati attraverso un concorso d'idee che interessa altre aree degradate, senza rischiare di stravolgere gli spazi di vicolo Donatoni.

La soddisfazione del Comitato per il tribunale in centro, attraverso il proprio portavoce, l'avvocato Lorenzo Pavanello, era già stata espressa (LEGGI ARTICOLO) anche se, a denti stretti, il dispiacere di non aver potuto contare sulla soluzione dell'ex caserma Silvestri, dalla superficie enorme, dispiace non poco. "Ognuna delle due possibilità ha dei pro e dei contro - ha affermato Pavanello - l'importante è che il tribunale rimanga in centro scongiurando qualsiasi ipotesi di costruzione ex novo in periferia".
Meno soddisfatti potrebbero essere, all'ipotesi ex Banca d'Italia, il presidente del tribunale ed il procuratore capo che, da quanto emerso dal consiglio comunale monotematico, a fine mese scorso avevano effettuato un sopralluogo negli spazi ex questura esprimendo apprezzamento per la scelta.

"Qualunque sia la scelta dei tecnici del Ministero - commenta il consigliere Graziano Azzalin del Partito democratico sottolineando che non hanno bisogno di essere accompagnati da alcun consiglieri, in quanto tecnici - bisognerà ritornare in consiglio comunale nuovamente, per riferirne e muoversi di conseguenza". Azzalin non nasconde che sarebbe sollevato dalla scelta della soluzione meno "critica" per il futuro del centro storico, ovvero quella della sede ex Banca d'Italia, ed auspica che in occasione del prossimo consiglio comunale sul tema, alla presenza del sindaco Gaffeo, vengano superate le posizioni di "disagio o imbarazzo" del Forum dei Cittadini e della Civica per Rovigo che hanno abbandonato l'aula a metà seduta, dopo comunque aver ascoltato la relazione del vicesindaco Roberto Tovo e gli interventi degli ospiti Ubertone e Pavanello.

L'impressione è che la scelta di evitare la discussione, per le due liste, sia stata la mediazione tra l'ostacolare l'autoconvocazione del consiglio da parte della minoranza, negandogli il numero legale per poter cominciare, ed il partecipare ad una seduta, utile dal punto di vista informativo, ma inopportuna per la mancanza di alcun elemento di novità sostanziale.
Articolo di Giovedì 4 Marzo 2021

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