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CONFARTIGIANATO

Contributi alle imprese al femminile, 120 le domande processate e presentate

Marco Campion presidente di Confartigianato Imprese Veneto : “boom di domande di nostre imprese sul bando imprenditoria femminile. Sarebbe un bel segnale, per la giornata internazionale della donna, trovare le risorse per finanziarle tutte”

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ROVIGO - Si preannuncia un grande successo per il bando 2021 della legge regionale finalizzata all'erogazione di contributi in conto capitale alle imprese a prevalente o totale partecipazione femminile chiusosi giovedì 4 marzo scorso. Quasi 120 infatti sono le domande presentate dalle sole imprese che si sono rivolte agli sportelli delle territoriali di Confartigianato Imprese Veneto. “La straordinaria voglia di reagire delle imprenditrici artigiane Venete - afferma Marco Campion presidente di Confartigianato Imprese Veneto - si è riversata sulle opportunità di contributo a fondo perduto (fino ad un massimo del 40 per cento della spesa sostenuta) per l’acquisto di macchinari, impianti produttivi, hardware, attrezzature di fabbrica, nuovi mobili, opere edili, murarie, impiantistiche, software, brevetti, licenze, ecc. Di certo però lo stanziamento di un milione e mezzo di euro non sarà sufficiente a soddisfare tutte le domande. L’impegno della Regione Veneto a ad aumentare la dotazione per finanziarle tutte sarebbe davvero importante –sottolinea Campion - perché nell’ottica di una sostenibilità sociale del nostro territorio. Le stime ISTAT prevedono infatti che nel 2030 il rapporto tra occupati e popolazione over 64 arriverà a 1,5. Visto che non si può intervenire sull’invecchiamento è sul tasso di occupazione, in particolare quello femminile -fermo al 56%- che dobbiamo lavorare. La partecipazione attiva delle donne nel mercato del lavoro è una questione di sostenibilità oltre che di equità”. 

Dall’osservatorio sulle persone artigiane con cariche dell’Ufficio Studi Confartigianato, la componente femminile mostra, in Veneto, una maggiore resilienza. Nel corso degli ultimi quattro anni, il loro peso è infatti cresciuto sul totale delle persone artigiane passando dal 21,3% del 2016 al 22,1% del 2020. 

In Provincia di Rovigo sono 1.885 le Donne con cariche nelle imprese Artigiane, siano esse titolari, socie o amministratori. Rispetto ai dati del 2019, il 2020 anno horribilis della pandemia segna nella nostra Provincia una contrazione del 2,2%.

L’anno appena trascorso è stato complesso - afferma Veronica Bonsi Presidente Donne di Confartigianato Polesine -. La pandemia ha accentuato maggiormente i problemi legati alla conciliazione figli e lavoro. Questo non ha però inciso sulla presenza di donne nell'artigianato della nostra Regione che è rimasto tutt'altro che marginale: 36.457. In particolare da sottolineare il trend positivo, anche per il 2020, dei servizi alle imprese (servizi alla persona nel corso del 2020 hanno registrato una leggera battuta di arresto). E’ la dimostrazione di una nostra particolare attitudine ad occuparci di servizi innovativi, digitali e a supporto delle imprese le cosiddette discipline Stem (dall'inglese Science, Technology, Engineering and Mathematics)”.

“Le misure introdotte nell’ultima manovra di bilancio a favore delle imprese femminili - conclude la Dirigente di Confartigianato - sono segnale di riconoscimento del contributo delle donne all’economia italiana e corrispondono a quanto il Movimento ha ripetutamente sollecitato per sostenere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Positive le misure riguardanti il Fondo per l’imprenditoria femminile (20 mln di euro per ciascuno degli anni 2021-2022 per promuovere e sostenere sia l’avvio di nuove imprese femminili sia il rafforzamento della struttura patrimoniale delle imprese femminili e programmi ed iniziative per diffondere la cultura imprenditoriale tra le donne) e per le nuove aziende guidate da donne e gli impegni per consolidare l’attività delle imprese nei settori innovativi e per favorire gli investimenti nelle nuove professioni.  Tali misure, si auspica, dovranno essere accompagnate da provvedimenti semplici e snelli; solo così si sosterrà realmente il contributo femminile all’economia italiana e si colmerà il gap rispetto agli altri Paesi europei”.

 

 

Articolo di Venerdì 5 Marzo 2021

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