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CASA DI RIPOSO

Aumenti in vista, il Comitato dei familiari rimane inascoltato

I ristori regionali sono stati solo parziali ed insufficienti, alla Casa del Sorriso di Badia Polesine (Rovigo) aumentano le rette

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BADIA POLESINE (Rovigo) - Mentre alla Casa Albergo di Lendinara, nonostante tutte le avversità, non si aumentano le rette, questo non succede alla Casa del sorriso di Badia dove, come è stato annunciato, i vertici sono costretti rimodulare in crescendo la quota alberghiera a carico degli ospiti.

Di fatto, dal primo di aprile, per chi è in convenzione si tratterà di un aumento di 1,50 euro al giorno, mentre sarà di 2,50 per chi è nel vecchio libero mercato, che però a ottobre avrà un ulteriore aumento di 2,5 euro.

“Ci siamo confrontati da remoto col Comitato familiari, secondo una prassi consolidata quando si parla di previsionale” ha dichiarato il presidente del consiglio di amministrazione Tommaso Zerbinati, per il quale la situazione venutasi a creare con la pandemia ha aggravato la situazione di bilancio.

Lunedì i vertici della Casa affronteranno i sindacati anche per affrontare l'esternalizzazione per due o tre nuclei con una gara congiunta con Villa Resemini di Stienta.

I problemi dell'ente sono noti e durante il lockdown sono diminuite sensibilmente le presenze dovute alla pandemia col blocco del turnover con mancati introiti a fronte di maggiori spese  ma i nuovi aumenti, già ipotizzati da settimane, sono indigesti ai familiari, per i quali da diversi anni, cioè dai tempi di Remo Previatello, gli aumenti hanno avuto una costante crescente, tranne una sola volta.

I ristori regionali sono stati solo parziali ed insufficienti mentre continua a mancare una fetta sostanziosa di impegnative di residenzialità al primo livello e la quasi totale assenza di ospiti al nucleo Alzheimer.

Nel recente incontro con l’Amministrazione i familiari avrebbero chiesto notizie sull’esistenza di un Piano industriale e del futuro del Villaggio del sole (attualmente il primo piano è inutilizzato). Il CdA avrebbe accennato ad un efficientamento energetico ed alla probabile esternalizzazione e riorganizzazione dei servizi interni. Per rilanciare la struttura occorre ben altro: un Piano industriale all'altezza ma, anche, la sinergia oggi mancante di tutte le figure in campo, dalla Regione all'Ulss, dalle forze politiche ai sindacati, dall'imprenditoria agli istituti di credito. Senza questa collaborazione, secondo il Comitato, il destino della Casa del sorriso è segnato.

Il comitato dei familiari, ovviamente, non approva le decisioni assunte dal CdA e ricusa gli aumenti che, ancora una volta, penalizzano esclusivamente gli utenti.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Sabato 6 Marzo 2021

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