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SOLIDARIETA' PORTO VIRO

I Free Bikers di Porto Viro ricordano il popolo birmano

Nella mattina di domenica 28 febbraio si è svolta una santa Messa nella chiesa di San Bortolo a Porto Viro (Rovigo) per ricordare il popolo birmano e quello che continua ad attraversare a livello politico

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PORTO VIRO (Rovigo) - "Abbiamo voluto come Free Bikers essere qui in chiesa per una S.Messa, grazie a Don Alfonso della Parrocchia di S.Bartolomeo di Porto Viro, per dare solidarietà al popolo Birmano che reclama la liberazione dei detenuti politici, il riconoscimento del Parlamento liberamente eletto e il ritorno alla democrazia". Così proprio l'associazione Free Bikers di Porto Viro, che hanno voluto ricordare ancora una volta il popolo birmano dopo l'esperienza della scorso inverno 2020.                                                                 

"Ancora è vivo il ricordo del nostro tour in bicicletta lo scorso anno 2020 dal 15 gennaio al 6 febbraio che ci ha visto percorre ben 650km. da Mandalay lungo strade e sentieri fino alla ex capitale Yangon, accompagnati da oltre 100 festanti e gioiosi ciclisti che si avvicendavano di città in città, accolti dalle Autorità Governative e del Turismo dei vari Stati al nostro arrivo, con tanto di interpreti per condividere con Noi il percorso più favorevole e in sicurezza, con l’ausilio di guide e troup televisive lungo tutto il percorso che davano nei telegiornali dei vari stati notizie e immagini del nostro tour".  

Proseguendo: "Come dimenticare l’accoglienza ricevuta lungo la strada di un intero plesso scolastico con ragazzi e Professori delle scuole medie che sventolavano bandierine e Noi in obbligo ad una breve pausa per un saluto, oppure all’entrata in una città dove tutto il traffico era stato bloccato per accoglierci con un mazzo di fiori ciascuno, giovani musicanti e giovani in costume per una danza popolare invitati anche Noi a danzare con loro".

"Come pure rimarrà impressa la visita ad un villaggio contadino alle porte di Yangon dove la vita e il lavoro che si svolgeva era  come quello dei nostri primi anni del novecento, dove tutti facevano il bene della comunità e tutto viene condiviso, abbiamo mangiato con loro sotto un capanno quello che loro producono e poi grandi ringraziamenti per l’offerta che abbiamo donato. L’incontro con gli Studenti per una lezione all’Università di Italianistica di Yangon grazie all’Ambasciatrice d’Italia dott/ssa Alessandra Schiavo che ha offerto per Noi la cena in Ambasciata e invitati in un grand Hotel per un Concerto di musica classica Italiana, che ha voluto fossimo presenti con la nostra divisa con i colori dell’Italia, presentando il nostro tour in bici come una grande impresa facendoci alzare tutti Noi 4 per ricevere un caloroso applauso da tutti gli Invitati".

Concludendo: "Ma soprattutto ci ha spinti a essere qui questa sera è stata una lunga lettera che ci ha inviato da un  Missionario , testimoniando come tutto il Popolo Birmano protesta   pacificamente contro la presa del potere da parte dei Militari, con Lui abbiamo condiviso una domenica intera con la S.Messa in lingua Tamil per la Festa della Madonna della Candelora, poi la visita con pranzo nella Missione orfanotrofio dove assistono bambini, ragazzi ma anche studenti universitari, per dare un futuro alla loro vita senza nessuna distinzione di religione, inoltre con altri Cooperanti Italiani in accordo con le Autorità Governativa assiste giovani carcerati per droga o alcol, insegnando loro un mestiere da meccanico, elettricista o saldatore senza alcuna costrizione".    

"Per questa iniziativa, come pure per il nostro tour in bici, siamo in contatto con Alberina Soliani dell’associazione per l’amicizia Italia-Birmania, Cecilia Brighi e Giuseppe Malpeni Segretario Generale Italia-Birmania". 

 
Articolo di Sabato 6 Marzo 2021

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