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NUOVO PALAZZO DI GIUSTIZIA

Il progetto per il Tribunale all’ex questura non è un ecomostro

L’ordine degli avvocati divulga il progetto a 4 piani per 12.000 metri quadrati che riqualifica l’area tra il Duomo cittadino, il giardino delle Due Torri, che si inserisce nello skyline cittadino senza alterazione alcuna

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ROVIGO – L’occasione della realizzazione del nuovo tribunale potrebbe essere presa al balzo per riqualificare un’area centralissima di Rovigo, oggi resa ancora più strategica dalla apertura dell’Urban digital center negli spazi dell’ex liceo classico Celio. L’ipotesi progettuale proposta dallo studio Pipinato per l'Ordine degli avvocati di Rovigo, a 4 piani e conservando l’ex caserma Gattinara, si inserisce perfettamente nell’area senza superare alcuna altezza degli edifici vicini.

L’Ordine degli Avvocati di Rovigo – comunica il presidente Enrico Ubertone - pur rammaricandosi per l’occasione persa di utilizzare lo spazio dell’ex casa circondariale di via Verdi per la naturale espansione dell’attuale sede degli uffici giudiziari, ha accolto con soddisfazione gli sviluppi delle ultime interlocuzioni tra il sindaco, l’agenzia del Demanio ed il Ministero della Giustizia che hanno portato a limitare le opzioni praticabili a due (LEGGI ARTICOLO): ex Banca d’Italia ed uffici della Provincia ed ex Questura con accesso da via Donatoni e da Sacro Cuore, scongiurando il rischio più volte paventato di subire scelte penalizzanti sia per l’utenza che per la città (Maddalena, Censer o altre aree extraurbane)”.

Entrambi i siti sono all’interno della città e garantiscono la possibilità di realizzare moderne cittadelle della Giustizia dotate di idonei servizi e raggiungibili a piedi dal centro storico.

Tra le due soluzioni è chiaro come quella nell’area di via Donatoni, via Sacro Cuore presenti vantaggi sia per il servizio che per la città” afferma Ubertone, sulla stessa lunghezza d’onda del presidente del Tribunale Angelo Risi che assieme al Procuratore capo Carmelo Ruberto avevano espresso una preferenza per l’ex questura.

“In primo luogo si tratta di area centrale – aggiunge Ubertone - più comodamente raggiungibile sia dalla cospicua percentuale di operatori ed utenti che vivono in città e che si muovono a piedi o in bicicletta, che da coloro che giungono da fuori i quali avrebbero la possibilità di trovare comodamente parcheggio a poche decine di metri presso il centro Le Torri ed il Multipiano, a loro volta facilmente raggiungibili dalla circonvallazione ovest senza gravare sulla viabilità cittadina. Per contro la soluzione presso l’ex Banca d’Italia, pur prevedendo la realizzazione di nuovi posti auto, rischierebbe di aggravare la viabilità dell’area, già ora notevolmente congestionata, specie durante la mattina.

In secondo luogo l’ampia superficie disponibile, ad oggi occupata per lo più da manufatti degli anni sessanta già adibiti ad uffici della Questura privi di valore storico o architettonico e da un piazzale utilizzato come parcheggio delle volanti, consentirebbe di demolire e realizzare ex novo una sede moderna ed efficiente sia sotto il profilo dello sfruttamento degli spazi interni che sotto quello energetico mentre altrettanto non si può dire della soluzione alternativa che si limiterebbe a ristrutturare stabili degli anni ‘70/’80 con tutti i limiti strutturali del caso.

L’utilizzo dell’area dell’ex Questura mediante la realizzazione di un nuovo edificio fronteggiato da un ampio piazzale pubblico consentirebbe infine di restituire alla città un’area sinora segregata, realizzando altresì un collegamento ciclopedonale tra Piazza Duomo, via Donatoni e via Sacro Cuore certamente funzionale sia agli utenti del Tribunale, i quali potrebbero comodamente fruire di tutti i servizi presenti in centro storico, che, indirettamente, allo sviluppo socioeconomico della città”.

“Nell’area in questione l’unico immobile soggetto a vincolo è la cosiddetta ex caserma Gattinara (lo stabile ottocentesco che costituiva l’ingresso principale della vecchia Questura) la quale non verrà in alcun modo interessata dall’intervento se non per le opportune opere di manutenzione sotto il ferreo controllo della Soprintendenza – sottolinea l’Ordine degli avvocati - mentre sul resto della superficie non vi è un solo mattone o essenza arborea che abbia il minimo valore storico.

Un primo progetto di fattibilità, realizzato da parte dello Studio di architettura AP&P di Alessio Pipinato, ipotizzava una costruzione sviluppata principalmente in altezza a sei piani per ottenere le cubature necessarie lasciando il maggior spazio libero al suolo in favore del piazzale pubblico, ma lo stesso studio ha proposto altre soluzioni, sempre di uguale cubatura, e di altezza minore, dimostrando che gli spazi necessari per il Palazzo di giustizia (circa 12.000,00 mq) possono essere ricavati anche limitando l’immobile a quattro piani fuori terra con un’altezza identica a quella dell’adiacente liceo Celio e che quindi la nuova costruzione si inserirebbe perfettamente nel contesto senza modificarne lo skyline”.
Articolo di Sabato 6 Marzo 2021

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