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LA COMMEMORAZIONE

Onore a chi ha sacrificato la propria vita per la pace tra i popoli

E' stata la prima uscita ufficiale del gruppo Alpini di Fiesso (Rovigo), dopo la morte del suo fondatore, Alido Pascutti, ora il nuovo presidente è Patrizio Pritoni che guida un rinnovato direttivo comunale

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FIESSO UMBERTIANO (Rovigo) - Il 6 marzo scorso, a cura del gruppo Alpini di Fiesso Umbertiano, si è tenuta la commemorazione in onore dei Caduti in Missione di Pace.

Per onorare chi ha sacrificato la propria vita per la pace tra i popoli, il parroco don Giorgio Zanfolin, ha celebrato una Santa Messa alla quale hanno partecipato gli Alpini del gruppo di Fiesso, guidati dal loro presidente Patrizio Pritoni, tanti fiessesi, le Associazioni locali, tra le quali un nutrito gruppo dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Occhiobello, presidente Maresciallo Antonio Zizzo  e tanti Alpini appartenenti a gruppi della provincia di Rovigo, il presidente del gruppo Alpini di Rovigo Sauro Massari, il Vice Maresciallo della Stazione dei carabinieri di Fiesso Umbertiano, alcuni rappresentanti dei Bersaglieri e Mario Ranzani, padre del Capitano Massimo Ranzani, caduto in missione di pace in Afghanistan.

Questa commemorazione ha visto la prima uscita del gruppo Alpini di Fiesso, dopo la scomparsa di Alido Pascutti, indimenticabile presidente e fondatore del gruppo di Fiesso al quale va il pensiero riconoscente e carico d’affetto dell’intera comunità.

Il gruppo Alpini di Fiesso, dal 26 gennaio, è ora così costituito: presidente Patrizio Pritoni, vicepresidente e Alfiere ufficiale Aldo Zerbinati, segretario Roberto Balzan, consiglieri, Graziano Bassanese, Stefano Renesto, Lorenzo Pocaterra e Paolo Polatti. Attivi simpatizzanti: Roberto Balzan, Emilio Gasparetto, Francesco Guerzoni, Marcello Balzan, Alida Pascutti, Elisa  Balzan e Marco Vallieri

Prima di iniziare la Santa Messa, il presidente degli Alpini di Fiesso, Patrizio Pritoni, ha voluto ricordare tutti i Caduti in Missione di Pace e i tanti alpini che “sono andati avanti”, un pensiero poi è stato rivolto al Carabiniere Vittorio Iacovacci e all’Ambasciatore italiano Luca Attanasio, che hanno perso la vita in un tragico attentato in Congo assieme al loro autista. 

A conclusione della Santa Messa è stata recitata la preghiera dell’Alpino ed un alpino ha suonato, con la fisarmonica a bocca, la canzone “Signore delle Cime”, in onore di tutti coloro che hanno perso la vita in missioni di pace.

Tanta commozione e altrettanto impegno da parte degli Alpini che, con le loro bandiere ed i loro stendardi, hanno organizzato questo momento commemorativo, in un frangente di vita dove la pandemia da Covid 19 ancora non ci lascia svincolati dall’abbracciarci ma ancora liberi di commemorare e ricordare tutti coloro che hanno sacrificato la loro vita per la pace nel mondo.

Questa commemorazione è stata un’occasione per riflettere sui valori che gli alpini, i militari e i nostri carabinieri, hanno sempre difeso e nello stesso tempo un monito a proseguire e sostenere tutte le attività nel campo della solidarietà che gli alpini e l’esercito italiano stanno portando avanti. Si deve continuare sempre uniti a tenere viva la memoria dei Caduti, onorando il Tricolore ed a riaffermare il vero amore di Patria inteso come difesa della nostra identità e dei valori di una società libera e democratica.

 

 

 

 

 

Articolo di Lunedì 15 Marzo 2021

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