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STORIA CASTLENOVO BARIANO

Ricordi della mitica Sanpietrese che conquistò la serie D

Una storia di inizio anni '70 con una frazione di poco più di mille abitanti che festeggiò una storica promozione in serie D, completamente inaspettata (Rovigo)

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CASTELNOVO BARIANO (Rovigo) - San Pietro Polesine da sempre si connota per essere una piccola comunità dipendente solo burocraticamente da Castelnovo Bariano, in realtà la sensibilità collettiva difende la propria autonomia e peculiarità simboleggiata dalla chiesa secentesca dei due campanili, un microcosmo di matrice rurale in cui i valori veri della civiltà contadina perdurano nel tempo, pure oggi quando i residenti sono poco più che 600.

Valore aggiunto, unitario e identitario, il calcio giocato e tifato localmente ieri e oggi. L'Us Sampietrese prima, il Bar Gelateria Antonella poi hanno rappresentato e rappresentano un biglietto da visita unico, che ben pochi paesi possono vantare nel tempo. L'Us Sampietrese raggiunse i fasti professionistici Figc nei primi anni '70; il Bar Gelateria Antonella, a livello amatoriale, nell'ultimo trentennio ha meritato vertici apicali, laureandosi addirittura campione d'Italia, essendo oggi l'unica realtà sportiva comunale.

E' rimasta viva nell'immaginario collettivo la gigantesca festa paesana, durata un'intera settimana, in occasione della vittoria in campionato alla penultima giornata a fine maggio 1974, quando si passò dalla Promozione alla Serie D, il miracolo di una frazione di meno che 1000 abitanti allora, un evento straordinario di football e di costume che fece scorrere fiumi d'inchiostro. Grande rilievo, fra la tanta carta stampata locale e non, ne diede la Gazzetta dello Sport, scomodandosi addirittura il londinese Times.

Il fotografo naturalista Germano Sprocatti ha ben narrato fotograficamente quella straordinaria festa popolare: "Un'esplosione di gioia collettiva frutto della civiltà contadina, irripetibile oggi. Se l'evento si ripetesse adesso nello stesso momento e nello stesso luogo, niente - osserva - sarebbe più uguale, il mondo è mutato in modo inverosimile, troppo veloci e radicali i cambiamenti a cavallo di questi due secoli. Pure l'arte fotografica non è più la stessa, ormai la standardizzazione e l'omologazione di massa nel segno consumistico dei social ci ha resi tutti simili e uno stesso reportage fotografico realizzato a San Pietro Polesine, a Milano o a Pechino non avrebbe tante differenze".

Francesco Masini, classe 1969, vice sindaco e dirigente del Bar Gelateria Antonella, dice di: "Non ricordare questo nostro storico evento collettivo, ero troppo baby. Certo me lo hanno raccontato più volte e tutti siamo orgogliosi di questo amarcord ".

Leonardo De Biaggi, classe 1951, già presidente dell'Us Sampietrese negli anni '90, rimarca il fatto della: "Straordinaria partecipazione popolare in piazza, cui partecipai pur io .
Un'epopea in cui calcio, tifo, senso di appartenenza sono stati tutt'uno, mai vista una cosa simile".

Alberto Cuoghi, classe 1957, già difensore nei primi anni '70 della mitica Sampietrese, ricorda con commozione e lucidità quel maggio 1974. "Allora militavo nel settore giovanile, sarei passato in prima squadra in serie D negli anni successivi. Vincemmo il campionato alla penultima giornata e l'ultima domenica fu una passerella gioiosa quel 28 maggio 1974, merito di tanti a cominciare dalla sagace guida del presidentissimo Luciano Zaramella. Si giocò in scioltezza di fronte a tantissimo tifosi esaltati, la festa popolare cominciò negli ultimi fantastici 90' di quell'inarrivabile torneo, un fatto spontaneo che coinvolse tutti noi, un intero paese ci era vicino, tanti gli amici da fuori. Al fischio finale la classica pacifica invasione di campo, giocatori abbracciati, sorrisi, urla felici, sembravamo tutti allegramente impazziti, eravamo in paradiso e nessuno lo aveva previsto a inizio torneo. I festeggiamenti continuarono sino a tarda sera in piazza, spontaneamente, facemmo collettivamente le ore piccole".

Concludendo: "Ma era solo l'inizio Gioia irrefrenabile per una piccola unita comunità come non mai. I festeggiamenti si ripeterono ogni sera sino al sabato successivo senza programmazione, solo istintivo spontaneismo. Tutto si svolse in un crescendo incredibile in senso festaiolo, di sagra popolare, eravamo in piazza ad abbracciarci, il centro strapieno di sampietresi e non, grandi e piccoli, uomini e donne, insieme. Ogni sera trionfava il risotto al tastasàl, enormi grigliate furoreggiavano graditissime, le lunghissime tavolate erano state create usando impalcature edilizie, un maiale fu appeso e sezionato a poco a poco per l'arrosto, il vino casalingo arrivava in damigiana trasportato da un camioncino".

S'improvvisarono organizzatori efficienti Tergo (Amedeo) Ghiotti, Guerrino Castaldelli, Berto (Umberto) Fraggeri. Un happening, una kermesse socializzante come non mai, il trionfo del calcio come coesione sociale, un minuscolo paese a raggiungere una notorietà vasta e meritata
Articolo di Venerdì 19 Marzo 2021

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