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CRISI COVID

Andrea Grassetto: "I bus turistici sono fermi da un anno; un intero settore rischia di scomparire"

Il dirigente provinciale e membro dell'assemblea nazionale di Fratelli d'Italia, Andrea Grassetto, sottolinea questa crisi profondo, che sta logorando piano piano un intero settore (Rovigo)

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ROVIGO - "Tutti noi ai tempi della scuola siamo saliti in un pullman per fare una gita ,o abbiamo potuto seguire assieme ad altri appassionati la propria squadra del cuore allo stadio della città vicina – afferma Andrea Grassetto, dirigente provinciale e membro dell’Assemblea Nazionale di Fratelli d’Italia.

"I viaggi in pullman sono comodi in quanto ci permettono di non guidare per ore non rischiando per stanchezza e si possono condividere con gli altri passeggeri passioni esperienze e momenti conviviali. Ora a causa della pandemia e soprattutto alle scelte dei governi che si sono succeduti, un intero comparto potrebbe sparire annientato da un anno intero di fermo. Il settore dei bus turistici italiani è
composto da 6mila aziende in tutta Italia, con oltre 25mila bus circolanti, 28mila dipendenti diretti e 2,5 miliardi di fatturato annuo".

Proseguendo: "Questo settore è stato pressoché azzerato dalla pandemia. Senza contare altri lavoratori e professionisti collegati ai bus come: guide turistiche, accompagnatori, meccanici, carrozzieri, costruttori, assicurazioni, gommisti, elettrauto e tutti gli altri professionisti che si occupano della manutenzione e cura dei mezzi. Bisogna tenere conto anche dei mancati investimenti riferiti al rinnovo del parco pullman, che ogni anno genera l’immatricolazione di circa 750 bus, con un fatturato totale di circa 220 milioni di euro”.

Alle parole di Grassetto si aggiungono quelle di Nicola, titolare di un’agenzia di bus turistici: “Io ho due pullman che sono fermi da un anno. In tutto questo ho ricevuto un solo piccolo ristoro calcolato tra la differenza di fatturato di aprile 2019 e di aprile 2020. Non riesco nemmeno a pagare il carburante. Anche se i veicoli sono fermi io devo accenderli e muoverli durante la settimana per tenerli attivi. Non posso nemmeno scaricare il costo del carburante dalle tasse perché in questo ultimo anno ho avuto fatturato zero. Come se non bastasse poi i miei veicoli hanno perso di valore, si sono usurati e invecchiati senza la
possibilità di farli fruttare".

"Non potrei nemmeno accedere ad un leasing nei prossimi anni perché non avendo fatturato niente non avrei alcun credito. Se questo settore non chiuderà adesso sarà comunque meno competitivo in futuro”. Infine concludono i due: “In attesa del decreto Ristori 2021 sollecitiamo il governo a prevedere un ristoro effettivo per le ingenti perdite subite dalle imprese del comparto, durante il primo anno della pandemia. Speriamo che il governo Draghi si occupi rapidamente e concretamente  dell’imprenditoria turistica e di un capitale umano ed economico che rischia di scomparire”.
Articolo di Venerdì 19 Marzo 2021

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