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SANITA’

Bufera sull’elezioni del direttivo dell’Ordine delle Professioni infermieristiche di Rovigo

Segnalazione alla Procura della Repubblica e al Ministero, l’elezione del nuovo direttivo dell’Opi di Rovigo diventa un giallo. Hanno votato solo 130 professionisti su 2062

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ROVIGO - “L’infermiere deve essere attore del cambiamento e non spettatore!” così afferma il neo eletto presidente dell’Ordine delle Professioni infermieristiche di Rovigo Denis Piombo (LEGGI ARTICOLO), ma c’è un problema: “noi come gruppo di infermieri appartenente ai 2062 iscritti all’Opi di Rovigo non siamo andati a votare”.

Il gruppo infermieri “Voglio Ordine”, ha presentato una segnalazione alla Procura della Repubblica di Rovigo e al Ministero “Infatti ancora prima delle elezioni abbiamo evidenziato alcune irregolarità nello svolgimento delle procedure elettorali che abbiamo provveduto tempestivamente a segnalare agli organi competenti.

Su 2062 iscritti sono andati a votare solamente 130 - specifica il gruppo di infermieri - di cui 25 dell’unica lista presentata e candidata, in quanto tutti gli avversari sono stati esclusi attraverso una dubbia procedura di validazione, senza dare alcuna possibilità di istaurare un dibattito democratico.

E’ evidente la loro volontà di andare al voto ostacolando le liste concorrenti, con lo scopo di ottenere la riconferma, con elezioni che non sono avvenute nei tempi utili e in violazione delle circolari e delle normative ministeriali”.

“Il direttivo Opi recentemente insediato - continua il gruppo infermieri “Voglio Ordine” - non è certo il cambiamento che tanto viene sottolineato, in realtà si è verificato solamente un cambio nelle cariche con un rinnovo parziale dei componenti, espressione di un direttivo che per ben due mandati (circa 8 anni) ha determinato una crescente stasi nella governance, scarsa rappresentanza della professione infermieristica a livello locale e scarso coinvolgimento degli iscritti che per la maggior parte non si sentono riconosciuti nelle loro azioni.

La gestione dell’ente da parte degli stessi amministratori per la maggior parte riconfermati, vede da due anni i bilanci consuntivo 2019 e preventivo 2020 non ancora approvati dall’assemblea degli iscritti e ancora consuntivo 2020 e preventivo 2021 non resi perlomeno noti attraverso il sito istituzionale, con mancato consenso degli iscritti su un argomento così rilevante”.

“L’ente da più di un anno dovrebbe essere in ‘gestione provvisoria’, ma non abbiamo elementi per affermarlo in quanto la nostra richiesta di accesso agli atti non è stata accolta.

Come ben sappiamo l’anno 2020 è stato caratterizzato dai disagi legati all’epidemia Covid 19 con le relative restrizioni in tema di riunioni in presenza, ma nonostante si potessero utilizzare sistemi di partecipazione a distanza con modalità telematica, l’Opi ha inspiegabilmente procrastinato la convocazione dell’assemblea ben oltre i termini previsti senza mai più riuscire a svolgerla.

Siamo il gruppo Voglio Ordine e per noi far parte della vita professionale ordinistica è un dovere di ciascun iscritto. Vogliamo riportare l’Opi vicino ai professionisti, essere punto di riferimento per la professione, luogo di dialogo, confronto e crescita professionale”.

Articolo di Martedì 30 Marzo 2021

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