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GREEN ECONOMY

Cosa si intende per agrovoltaico? La Regione presieduta da Luca Zaia potrebbe essere la prima a rispondere

La Regione Veneto verso un nuovo paradigma per la produzione di energia elettrica su terreno agricolo. Presentata la proposta di Legge n.41 del consigliere Roberto Bet (Zaia Presidente)

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La presidente della Seconda commissione Silvia Rizzotto ed il presentatore Roberto Bet
VENEZIA - Nella seduta del 25 marzo della Seconda commissione consiliare della Regione Veneto (politiche del territorio, ambiente, difesa del suolo), presieduta da Silvia Rizzotto (lista Zaia Presidente) è stato illustrato dal primo firmatario, il consigliere del gruppo Zaia Presidente, Roberto Bet, il Progetto di legge n.41 "Individuazione delle aree inidonee e idonee alla realizzazione di impianti fotovoltaici con moduli ubicati a terra".

La proposta di Legge regionale è volta a preservare il suolo agricolo, "che è una risorsa limitata e non rinnovabile" per "individuare aree idonee e non idonee alla realizzazione di impianti fotovoltaici a terra, attraverso un contemperamento degli interessi coinvolti, riservando particolare attenzione all’ambiente e all’agricoltura" recita la proposta di Legge.

Il tema è di particolare interesse in quanto la produzione di energia elettrica a mezzo fotovoltaico è, almeno per la Regione Veneto, limitata per quanto riguarda i settori geotermico, eolico ed idroelettrico, l'unica alternativa alle produzioni, più o meno inquinanti, che prevedono combustione per generare calore e quindi energia (LEGGI ARTICOLO).

"Un nuovo modello per le città, l'accelerazione sulle energie rinnovabili, l'immediata applicazione degli accordi sul clima di Parigi, il miglioramento della qualità dell'aria" sono alcune delle 6 priorità per l'ambiente che il neoministro alla Transizione ecologica del Paese Roberto Cingolani ha indicato nei giorni successivi la nomina. Tra le priorità il ministro sottolinea inoltre che "la strategia per i progetti del Next Generation EU non può che essere trasversale e sinergica, basata sul principio dei co-benefici, cioè con la capacità di impattare simultaneamente più settori, in maniera coordinata. Dovremo imparare a prevenire piuttosto che a riparare, investendo sulla consapevolezza delle nuove generazioni che ogni azione ha una conseguenza" ha affermato Cingolani.

In questo scenario che vede la salvaguardia della vocazione agricola del terreno veneto, la necessità di produrre energia in maniera Green, e l'indicazione nazionale di perseguire progetti che generino co-benefici si inserisce la proposta di Legge n.41 del consigliere regionale Roberto Bet che ha visto l'inizio del proprio iter legislativo con la presentazione della proposta alla Seconda commissione regionale che la licenzierà per andare al voto in consiglio regionale.

"La proposta di legge vuole essere il superamento ed il miglioramento normativo di una delibera di giunta regionale del 2012, vuole fissare dei criteri Si-No per quanto riguarda gli impianti inseriti nell'area agricola, sicuramente si aprirà un dibattito al riguardo appena verrà calendarizzata l'attività istruttoria. Al momento stiamo approfondendo il tema raccogliendo dei pareri di modo da capire se vi sia la necessità di modifiche al progetto di Legge presentato" ha affermato il consigliere regionale Roberto Bet.

Dopo la presentazione dello scorso 25 marzo, il Progetto di legge n.41 è stato affidato alla Terza commissione (politiche economiche, agricole ed energetiche) che esprimerà un parere consultivo, ovvero non vincolante, sulla proposta normativa e verranno organizzate audizioni con i soggetti portatori di interesse.

La presidente della Seconda commissione Silvia Rizzotto anticipa che probabilmente la bozza del Progetto di Legge subirà delle modifiche, ma "se la si vuole licenziare da qualche parte bisogna pur cominciare e la proposta del consigliere Bet è un ottimo punto di partenza".

L'obiettivo per Rizzotto è quello della promulgazione di una Legge regionale "non impugnabile" e di una "disciplina corretta, coerente e condivisa".
"No ad una legge di bandiera, Sì ad una legge che, prima in Italia, possa dare chiare indicazioni a quello che si considera "agrovoltaico" ovvero la contemporanea produzione agricola ed energetica"
afferma Rizzotto. "Chiaro che se passasse l'idea dell'agrovoltaico - continua la presidente - devono essere inseriti dei parametri verificabili per quanto riguarda il mantenimento della produzione agricola. Non mi si dica che un terreno viene definito agrovoltaico se produce un cestino di fragole per ettaro" commenta sorridendo Rizzotto.

Quanto cominciato in Seconda commissione è quindi un punto di partenza per quello che sarà, probabilmente, il primo tentativo di normare gli impianti fotovoltaici di una certa estensione su terreno agricolo preservandone la vocazione originaria.
In questo senso la presidente Rizzotto anticipa che verranno calendarizzate audizioni con i portatori di interesse: "penso al mondo agricolo, con le diverse associazioni, al mondo confindustriale, alle associazioni ambientaliste, ma anche all'Anci piuttosto che ai sindaci dei comuni interessati alla tematica" conclude la consigliera regionale eletta nelle fila della lista Zaia Presidente.


 
Articolo di Martedì 30 Marzo 2021

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