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RACCONTI STORICI

Dal traghetto al ponte che collega Castelnovo Bariano a Sermide

Ricordi, foto e racconti di quello che un tempo era il mezzo per attraversare il Po, che fu sostituito nel 1902 da un ponte di barche per permettere il passaggio (Rovigo)

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CATELNOVO BARIANO (Rovigo) - Il 6 novembre 1902 venne inaugurato, a cura delle amministrazioni comunali di Castelmassa (allora Massa Superiore) e di Castelnovo Bariano, il ponte in chiatte sul Po per Sermide. Poggiava su barche in legno, solo più tardi sostituite da altre in cemento armato. Il territorio rivierasco lombardo-veneto era in crescita socio- economica e si sentiva la necessità di un collegamento più rapido fra le due sponde, da sempre sinergiche.

La struttura sostituì il traghetto, o passo volante, che quotidianamente trasportava persone e cose dalla riva rodigina a quella mantovana e viceversa e che a volte impiegava nel tragitto più di un'ora. Nella primavera del 1944 il ponte, in quanto strategico, fu distrutto dai bombardamenti angloamericani, tanto che dal 13 luglio di quell'anno sino al 10 agosto 1947 le due rive fluviali furono collegate solo con traghetto e imbarcazioni varie. I due approdi erano più a monte del ponte distrutto fra Moglia e la golena Cybo sull'argine Mayol.

In un disegno ad acquarello a tecnica mista (china e pastello) Il cultore di storia locale Vittorio Padricelli, residente a Ferrara ma originario di Moglia di Sermide, ha ritratto il traghetto castelnovese-sermidese, rudimentale ma funzionale, che poteva trasportare anche autocarri e grossi trattori Landini. Una serie di barche reggeva il cavo principale, cui erano legate. Sull'ultima barca, a volte pure su quelle intermedie, stava il traghettatore che, con i remi, spingeva onde portare da una parte all'altra del fiume, persone, mezzi, merci.

Il sermidese Gianni Forapani racconta che: "Al centro del letto del fiume vi era la burga (gabbione riempito di sabbia, terra ghiaia a difesa dalla furia della corrente), in questo caso un affusto di cannone della seconda guerra mondiale, rimasta sino ad oggi in fondo al Po. Nei periodi di magra riaffiora sempre a 500 metri dalla punta nord-est dell'isola Bianchi. Alla burga erano legate saldamente le barche e faceva da centro del pendolo. Le barche e i barconi appartenevano ad Armando Gilioli, un castelnovese morto centenario alcuni anni fa".

"Il traghetto era utile ma non adatto alle esigenze di comunicazione fra le due sponde a guerra appena finita e con l'economia in ripresa. Le bietole altopolesane non arrivavano più allo zuccherificio di Sermide tanto che la proprietà aziendale fece pressioni istituzionali per rifare il vecchio ponte in chiatte. I Comuni di Castelnovo Bariano si impegnarono in tal senso tanto che il 15 maggio 1947 si aprì il cantiere e il 10 agosto fu inaugurato così da durare sino al 1971, sempre gestito dal consorzio intercomunale castelnovese-massese.
Articolo di Mercoledì 31 Marzo 2021

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