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SANITA’

Vaccinazione ai diabetici: lettera aperta al dg dell’Ulss 5 Polesana

Un 61enne polesano, malato di Diabete tipo 2, critica le modalità di accesso alla vaccinazione anti Covid-19, che è uno strumento potente da non farsi sfuggire

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Patrizia Simionato

ROVIGO - Pregiatissima dottoressa Simionato, chi le scrive è un cittadino polesano di 61 anni malato di Diabete tipo 2 diagnosticato non precocemente nel 2018 dal Sistema Sanitario Integrato Polesano (MMG + Ospedale Rovigo + Farmacie Territoriali).

Peccato. Ancora una volta, attraverso una scheda anamnestica - in questo caso quella sul retro della lettera di invito alla vaccinazione anti-Covid-19, si perde l'occasione per tentare di intercettare il più possibile quanti più pazienti già affetti inconsapevolmente da Diabete Mellito.

La malattia diabetica, infatti, per la sua unicità e complessità e la lunga fase asintomatica, non può comportare la semplice domanda "Lei soffre di Diabete?" oppure "Lei ha il Diabete?" proprio perché una persona potrebbe essere già malata senza saperlo e subire perciò i gravi danni multiorgano dovuti ad uno stato iperglicemico prolungato.

E non serve granché predisporre una terza colonna "Non so" quando questa riguarda tutti i quesiti posti nel questionario anamnestico.

Pertanto, per la patologia diabetica le domande appropriate dovrebbero essere due: "Le è stato già diagnosticato il Diabete?" e, in aggiunta, "Se ha risposto no alla domanda precedente, sa indicare quando è stata controllata l'ultima volta la sua glicemia?".

Soltanto in questo modo l'esaminatore della scheda anamnestica, sulla scorta anche dell'età e dell'Indice di Massa Corporea del paziente da vaccinare che ha di fronte, può raccomandare allo stesso di sottoporsi ad un accertamento glicemico parlandone anche con il proprio Medico di Medicina Generale.

La vaccinazione di massa anti-Covid-19 è uno strumento potente da non farsi sfuggire per intercettare almeno qualcuno dei 5.000 Polesani affetti da Diabete ignoto o da disglicemia pre-diabetica in uno stadio della lunga fase asintomatica in cui è ancora possibile scongiurare l'evolvere della malattia e delle sue complicanze.

La problematica qui esposta riguarda qualsiasi questionario anamnestico, anche quelli ospedalieri fatti compilare o rilevati in atti prima di un intervento chirurgico o di un accertamento diagnostico-strumentale.

Augurandole Buona Pasqua e buon lavoro, la saluto distintamente.

Lettera firmata

Articolo di Mercoledì 31 Marzo 2021

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