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GREEN ECONOMY

Coldiretti continua nella propria battaglia di bandiera contro il fotovoltaico in campagna

Nessuna apertura all’agrovoltaico che preserva la produzione agricola e produce energia pulita, la posizione dell’associazione è un No categorico al primo via libera della Regione Veneto all’impianto di Loreo (Rovigo)

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ROVIGO - "Incredulità e forte disappunto". Questo è il primo giudizio di Coldiretti Veneto presieduta da Daniele Salvagno, appresa la notizia del parere positivo, pur con qualche prescrizione, espresso oggi dalla Conferenza dei servizi all'impianto fotovoltaico a terra di Loreo, sulla base del quale la Regione Veneto dovrà assumere il provvedimento definitivo.

“Si tratta di un impianto che consumerà oltre 50 ettari di coltivazioni, pari alla superficie di 75 campi di calcio, a ridosso di una delle aree di maggior pregio del Veneto nei pressi del Parco del Delta del Po. "Attendiamo il provvedimento definitivo, ma certamente non staremo con le mani in mano senza escludere ogni tipo di iniziativa - dichiarano Salvagno e Carlo Salvan per Coldiretti Rovigo -. Lo dobbiamo al territorio e ai nostri soci che insieme a noi si oppongono a interventi come questi che sottraggono di fatto il loro lavoro.

Sono sempre di più gli enti, le società finanziarie non agricole con dietro soggetti anche stranieri che investono su questa fonte rinnovabile adducendo interessi Green e camuffando le operazioni come promozione di una cultura agro energetica a scapito delle imprese agricole che, con il terreno, operano per scopi naturali, per progetti di sviluppo ecosostenibili autentici legati alla qualità delle produzioni e degli allevamenti, annientando la bioversità decantata a parole. Il tutto mentre aumenta la schiera di nuove generazioni di agricoltori che cercano proprio la disponibilità di terra per realizzare il proprio futuro e si vedono sottrarre questa opportunità.
Chiediamo alla Regione del Veneto di bloccare questo scempio. Se non lo dovesse fare annullerebbe sé stessa lasciando alla mercé delle neonate lobby la risorsa fondiaria veneta. Le motivazioni per respingere questi interventi ci sono e noi lo abbiamo evidenziato in un documento di 26 pagine redatto con il supporto dei migliori consulenti”.

"La nostra posizione è chiara - aggiungono Salvagno e Salvan -: no al fotovoltaico a terra, si allo sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili utilizzando tetti e aree dismesse non agricole, si ai micro impianti fatti dagli agricoltori come attività connessa a quella agricola, in funzione dell'autoconsumo aziendale. Non può esserci in questo senso alcuna concessione allo spreco di suolo agricolo che proprio al Veneto è costato già 230mila ettari in termini di superficie coltivabile”.

"Se la Regione del Veneto dovesse confermare il parere della Conferenza dei servizi  - concludono Salvagno e Salvan - si realizzerà un danno per il territorio e per la produzione agricola, un impatto negativo per il paesaggio, un'alterazione all'assetto fondiario, il colpo di grazia alla biodiversità, riducendo la presenza dell'imprenditoria agricola, che sarà ridotta nel migliore dei casi a contoterzismo”.
Articolo di Venerdì 2 Aprile 2021

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