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GREEN ECONOMY

Coldiretti ingaggia i giovani, che sono più social, nella battaglia contro la Regione Veneto. Selfie in campagna a Loreo

L’agrovoltaico potrebbe essere realtà: coltivazione del terreno e produzione di energia elettrica attraverso pannelli fotovoltaici istallati a qualche metro da terra, ma per Coldiretti rimane uno scempio. “Zaia se ci sei batti un colpo”

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ROVIGO – Coldiretti ci aveva provato a livello nazionale con l’allora ministro Teresa Bellanova per ottenere una legge “No al fotovoltaico in campagna”, senza ottenere successo, ha scritto a tutti i sindaci del Veneto inneggiando alla possibile infiltrazione mafiosa per investimenti in campagna, si scaglia ora contro la Regione Veneto per il via libera ottenuto dal progetto presentato per un impianto da circa 35-40 Mwh che ha ottenuto il via libera dalla Conferenza dei servizi, ora coinvolge la sezione dei Giovani di Coldiretti per una iniziativa social per sfidare il presidente Luca Zaia.

Se come dice l’assessore Corazzari il parere della Commissione non si può mettere in discussione (LEGGI ARTICOLO) – avvisa Federica Vidali delegata dei Giovani di Coldiretti Rovigo promotrice insieme ai suoi colleghi imprenditori agricoli di un’operazione social per sensibilizzare l’opinione pubblica sullo “scempio ambientale” in programma nel comune di Loreo - sfidiamo lui e l’intera amministrazione regionale: abbiate il coraggio di dire pubblicamente ai cittadini di Rovigo e del Veneto che la Regione non è d’accordo su questo progetto e sugli altri che arriveranno, ma che purtroppo non avete gli strumenti giuridici per impedirli (che invece ci sono abbondantemente). E poi, per favore, vi chiedo finalmente di chiamare le cose con il loro nome: questo è consumo di suolo e quello che succederà è una schifezza come ha avuto modo di dire anche il Governatore Luca Zaia. A lui chiediamo di battere un colpo, per coerenza”.

Se il concetto di consumo di suolo è assolutamente condivisibile, ovvero non rubare spazio all’agricoltura, non si capisce la crociata di Coldiretti contro l’agrovoltaico, ovvero la installazione di pannelli in campagna che preservano la produzione agricola e contemporaneamente consentono la produzione di energia elettrica a zero emissioni.
Dello stesso punto di vista la presidente Silvia Rizzotto della seconda commissione regionale (LEGGI ARTICOLO) al lavoro per la discussione e gli emendemanti al progetto di legge regionale n.41 presentato dal consigliere della Lista Zaia Roberto Bet, che nell’individuare i luoghi Si, No, per l’installazione dei pannelli vuole rispondere alla domanda: “Cosa si intende per agrovoltaico?”.

La questione è sostanziale in quanto Coldiretti adduce il consumo di suolo, ovvero il sottrarre terreno agricolo alle coltivazioni, al proprio integralistico No a priori, ma se la coltivazione viene preservata, perché impedire l’installazione dei pannelli?
L’unica risposta potrebbe essere quella di preservare la filiera della produzione agricola finalizzata alle biomasse per produrre energia elettrica da combustione (LEGGI ARTICOLO) un business tutto ad appannaggio dei coltivatori che però è estremamente poco efficiente visto che “sprecano” almeno 150 ettari per produrre 1MWh ovvero quanto il fotovoltaico in 1 ettaro, magari pure coltivato grazie all’agrovoltaico.

“Venite tutti, potrebbe essere l’ultimo selfie con lo sfondo della campagna polesana”. E ancora: “Turisti, voi che avete definito il Delta del Po la Camargue d’Italia accorrete: potreste ritrovarla piastrellata di pannelli da un momento all’altro”. È l’invito di Federica Vidali delegata dei Giovani di Coldiretti Rovigo promotrice dell’operazione social per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla vicenda dell’impianto fotovoltaico di Loreo.

Federica Vidali, under 30, è la paladina delle nuove generazioni di agricoltori e portavoce di tutti i futuri imprenditori agricoli che per realizzare i loro progetti hanno bisogno soprattutto della terra.
“Il rischio che dopo l’autorizzazione della Conferenza dei servizi, in attesa dell’approvazione del progetto di legge 41 depositato in Consiglio del Veneto che individua le zone idonee agli impianti, questa superficie sia coltivata a moduli solari è altissimo – spiega Federica Vidali – un progetto che è un affronto a chi cerca e ha veramente bisogno dei campi fertili per coltivare o allevare. Il via libera all’avvio dei lavori è uno schiaffo morale per tutti – continua Federica Vidali – per chi ama la bellezza del Polesine, per chi lavora sul territorio in maniera rispettosa della natura, per coloro che cercano nel green il giusto equilibrio psico fisico. Domani – insiste Federica Vidali – invito tutti al pic nic sul pannello solare. Si è una provocazione concreta che lancio alle istituzioni che non hanno compreso che questa iniziativa avrà un effetto domino e che costituisce una deriva. Giacciono negli uffici regionali altri progetti che interessano tutto il territorio regionale che interessano altri 200 ettari oltre ai 671 già consumati per fare posto ai parchi solari a terra. Sono sempre di più gli enti,  le società finanziarie non agricole con dietro soggetti anche stranieri che investono su questa fonte rinnovabile adducendo interessi green e camuffando le operazioni come promozione di una cultura agro energetica”.
Articolo di Domenica 4 Aprile 2021

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