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Partite Iva, imprese e agricoltori: tutto sui contributi a fondo perduto 2021

L'avvocato Fulvia Fois spiega il Decreto Sostegni e i contributi a fondo perduto stanziati: a chi spettano, come calcolarli e i termini

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Care lettrici e cari lettori,
questa settimana voglio parlarvi di un argomento di fondamentale importanza per chi esercita un'impresam arte o professione, ovvero imprenditori, lavoratori autonomi e artigiani che tanto hanno sofferto nel corso dell’ultimo anno causa le restrizioni da pandemia.
Ci sono buone - anzi ottime - nuove!
Il Decreto Sostegni emanato dal Governo il 22 marzo scorso, ha infatti introdotto un contributo a fondo perduto per tutti i titolari di Partita Iva – ancora attiva - che svolgono attività di impresa o di lavoro autonomo o che sono titolari di reddito agrario.
Si tratta, in sostanza, di una somma di denaro corrisposta dall’Agenzia delle entrate il cui importo è parametrato alla differenza tra la media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e la media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019.
Per beneficiare del contributo occorre presentare apposita domanda compilando il modulo che trovate sul portale “Fatture e corrispettivi” del sito dell’Agenzia delle Entrate (https://ivaservizi.agenziaentrate.gov.it/) entro e non oltre il 28 maggio 2021.
La domanda potrà essere presentata dai titolari di partita iva, imprenditori, lavoratori autonomi o titolari di reddito agrario purché siano rispettati determinati requisiti quali:
  • Partita Iva attiva alla data del 23 marzo 2021: chi ha cessato l’attività a causa del Covid-19 non avrà alcun contributo;
  • I ricavi o i compensi percepiti dal richiedente nell’anno 2019 non devono superare i 10 milioni di euro;
  • I ricavi/compensi dell’anno 2020 devono essere calati almeno del 30% rispetto ai ricavi/compensi del 2019 a meno che la partita Iva del richiedente sia stata attivata a partire dal 1° gennaio 2019.
A chi, invece, non spetta il contributo?
Come si evince dalla “Guida sul contributo a fondo perduto” scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate (https://www.agenziaentrate.gov.it) il contributo non spetta:
  • Ai soggetti che hanno attivato la partita Iva dopo il 23 marzo 2021, fatta eccezione per gli eredi che hanno attivato la Partita Iva dopo tale data per proseguire l’attività del de cuius;
  • Enti pubblici;
  • Intermediari finanziari e società di partecipazione;
  • Soggetti che hanno cessato la loro attività prima del 23 marzo 2021.
Di quanto può essere il contributo?
L’importo del contributo – non può essere inferiore a 1.000 euro e superiore a 150.000 euro – ed è calcolato sulla base di una percentuale variabile applicata al calo di fatturato, in particolare:
  • Se la differenza tra il fatturato del 2019 e il fatturato del 2020 è minore o uguale a 100.000 euro, si applicherà la percentuale del 60%;
  • Se la differenza è compresa tra 100.000 e 400.000 euro, la percentuale applicabile sarà del 50%;
  • Se la differenza è compresa tra 400.000 euro e 1.000.000 di euro, la percentuale è del 40%;
  • Se la differenza è tra 1.000.000 di euro e 5.000.000 di euro la percentuale è del 30%;
  • Se la differenza è compresa tra 5.000.000 e 10.000.000 di euro, la percentuale sarà del 20%.
E per chi ha aperto la propria Partita Iva nel 2020 cosa succede?
In questo caso, non potendo avere dei parametri di riferimento per l’anno 2019, il contributo sarà erogato nel suo valore minimo pari a 1.000 euro per le persone fisiche o 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Dove viene erogato il contributo?
Il Decreto Sostegni ha previsto che il contributo verrà erogato tramite accredito su conto corrente bancario o postale intestato o cointestato al richiedente, oppure, su scelta irrevocabile dello stesso, sotto forma di credito d’imposta che si può utilizzare anche subito in compensazione.

Ricordate però di fare attenzione ai dati che inserite in sede di richiesta!
Una volta inviata la richiesta, l’Agenzia delle Entrate effettuerà dei controlli per attestare la veridicità e la regolarità dei dati inseriti e qualora dai suddetti controlli dovesse risultare che il contributo, in realtà, non spettava, lo stesso sarà recuperato nella misura minima del 100% e massima del 200%, oltre al fatto che potrà integrarsi anche il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni o, se l’importo di cui si è beneficiato è inferiore ai 4.000 euro, la sanzione amministrativa da 5.164 euro a 25.822 euro!

CHE COSA NE PENSO IO?
Che il Governo Italiano deve fare di più per gli Italiani.
Certamente, questo contributo è un nuovo importante segno di vicinanza e supporto da parte del nostro Governo, consapevole delle difficoltà e dei sacrifici che queste categorie di lavoratori hanno attraversato negli ultimi mesi, tuttavia occorre fare di più, molto più e bisogna darsi una mossa!
Non possiamo dimenticare tutti coloro che nel corso del 2020 sono stati costretti a chiudere le proprie attività: le nuove partite Iva sono calate del 14,6% e circa 300.000 hanno chiuso i battenti.
Si tratta di dati terrificanti, che possono farci capire solo in parte la tragica situazione delle imprese italiane.
Aiutiamo concretamente le partite iva, gli artigiani, le imprese i professionisti prima che altri nel 2021 abbiano a chiudere.
Se avete delle domande che volete che io affronti nelle prossime rubriche o volete suggerirmi un argomento di cui parlare, potete farlo scrivendomi all’indirizzo e-mail dirittoetutela3.0@gmail.com o compilando il form che trovate sul sito www.dirittoetutelafois.com.
Vi auguro il meglio e ricordate: siate guerrieri dalle azioni giuste.



AVVOCATO FULVIA FOIS
 
Articolo di Lunedì 5 Aprile 2021

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