Condividi la notizia

GREEN ECONOMY

Il Comune di Rovigo promuove la presentazione di un progetto agrovoltaico e spunta uno striscione dalla sede di Coldiretti

Non vogliono sentire ragioni, per l’associazione di coltivatori il fotovoltaico in campagna non deve esistere, anche se sotto i pannelli consente di coltivare, risparmiando acqua, e con produttività praticamente equivalente

0
Succede a:
ROVIGO – Si sposta il campo di battaglia di Coldiretti nella crociata contro le rinnovabili che li vede, come associazione, contrari a qualsiasi produzione di energia Green attraverso il fotovoltaico in campagna. Da Loreo (LEGGI ARTICOLO) la protesta arriva in città a Rovigo vista la pubblicazione sul sito del Comune capoluogo della presentazione del progetto di impianto agrovoltaico (LEGGI L’AVVISO PUBBLICO) alle porte del capoluogo. Caduta la tesi dello spreco di suolo agricolo, viste le tecnologie dei progetti in esame, che consentono la coltivazione del terreno su cui insistono i pannelli fotovoltaici, rimane da capire il motivo della contrarietà.
Dall’associazione non vengono addotte tesi relative al rispetto dell’ambiente, non si parla del fatto che le colture sotto i pannelli, quindi in parte in ombra, abbisognano solo di un terzo dell’acqua generalmente necessaria alla loro coltivazione, non si parla della produttività dei terreni, circa l’80% su certe colture, ma anche migliori su altre, come per esempio nel caso dei cavoli, solo No, senza nemmeno citare che i pannelli sono sospesi e non, come fanno intendere, a terra. Peccato.

La posizione integralista degli agricoltori rimane fine a se stessa invocando come un mantra i temi già espressi: “il fotovoltaico ruba suolo agricolo sottraendo alle nuove generazioni la possibilità di coltivarlo, le società finanziarie che investono in questi progetti sono straniere e non si sa da dove arrivino i soldi”. Gli stessi Coldiretti difendono invece la produzione di biomasse per produrre energia termica ed elettrica, perchè producono reddito e lavoro, anche se per ottenere 1MWh servono almeno 150 ettari di terreno invece che 1 ettaro a fotovoltaico (LEGGI ARTICOLO).

Secondo Ezio Terzini, responsabile del dipartimento che studia l’agrovoltaico per Enea, sotto i pannelli si risparmia il 328% di acqua. "L'elettricità prodotta con l'agrovoltaico - conclude l'esperto di Enea - in base alla caratteristiche fisiche e alla posizione dei terreni può essere fatta circolare localmente rendendo l'azienda energeticamente neutra o consentirle di generarne più di quanta ne consumi e venderla sul mercato". Secondo un recente rapporto sarebbe sufficiente destinare a questa tecnologia l'1% dei terreni coltivabili per produrre oltre 700 Gigawatt di energia pulita, quanto basta per alimentare oltre un centinaio di milioni di abitazione, e una forma di agricoltura più sostenibile.

La battaglia di Coldiretti Rovigo contro il mega parco fotovoltaico di Loreo si sposta quindi in città. Da oggi il primo striscione è apparso sulla facciata della sede provinciale. “Non sarà l’unico – ha spiegato il presidente Carlo Salvan – se necessario tappezzeremo il centro storico. È un modo per sensibilizzare i cittadini su quanto sta succedendo nella vicina campagna polesana.
Dopo oltre i 60 ettari di parco fotovoltaico che potrebbe interessare il comune di Loreo lo stesso destino potrebbe toccare altri campi fertili, con un progetto di altri 50 ettari di fotovoltaico previsti attorno alla città di Rovigo.
Questo significa togliere un pezzo di verde a tutte le famiglie non solo ai giovani agricoltori, che si vedono sottrarre suolo per coltivare o allevare. La nostra è una protesta civica che vuole coinvolgere tutti i fruitori della bellezza del paesaggio rurale, essendo quello polesano uno dei pochi rimasti in Veneto.

Siamo preoccupati perché giacciono negli uffici regionali altri progetti che riguardano tutto il territorio regionale e che interessano altri 200 ettari oltre ai 671 già consumati per fare posto ai parchi solari su suolo agricolo – ha detto Carlo Salvan - Sono sempre di più gli enti, le società finanziarie non agricole con dietro soggetti anche stranieri che investono su questa fonte rinnovabile adducendo interessi green e camuffando le operazioni come promozione di una cultura agro energetica, ma che altro non sono speculazioni con danni devastanti a lungo termine”.
Articolo di Martedì 6 Aprile 2021

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Cronaca

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it