Condividi la notizia

CALCIO

Questione Gabrielli, una corsa a due, ma con vincoli Federali importanti

Il Rovigo calcio avrà una casa sicura fino al 30 giugno, Grandi Fiumi, Duomo e San Bortolo hanno coinvolto il Granzette e il Castelbaldo per aggiudicarsi lo stadio, ma il bando ancora non c’è, e i mesi passano. Eventuale fusione impossibile

0
Succede a:

ROVIGO - In attesa del bando per l’assegnazione del Gabrielli, in queste settimane il progetto RovigoxRovigo sta preparando l’assalto con colpi ad effetto (LEGGI ARTICOLO). Fino al 30 giungo il Rovigo calcio, della presidente Monica Nale, può dormire sonni tranquilli, ma poi?

Premesso che la pandemia ha scombinato i piani di tutte le società dilettantistiche, il Rovigo ha già messo le mani avanti preannunciando la richiesta di ripescaggio al campionato di Promozione, se non verrà accettata si continuerà con la Prima categoria, cercando la scalata sul campo (LEGGI ARTICOLO).

Il Covid-19 ha di fatto annullato tutti i campionati, diverse realtà faranno fatica a ripartire, la cordata del patron Benasciutti ha già fatto quadrato, e dice pronta a ritornare in campo, appena sarà possibile.

Ma tornando al RovigoxRovigo, il progetto composto dalle società dei Grandi Fiumi, Duomo e San Bortolo, ha annunciato l’accordo anche con il Granzette (Prima categoria) e con il Castelbaldo del patron Ottoboni. Tutti appassionatamente insieme, ma la possibilità di portare il titolo sportivo dell’Eccellenza al Gabrielli, con la denominazione Rovigo, non è possibile.

Le norme Federali sono molto rigide in tal senso “Le domande di approvazione dei trasferimenti di sede devono essere presentate, in ambito professionistico, entro il 15 luglio di ogni anno, in ambito dilettantistico, entro il 5 luglio di ogni anno”, ma il tempo sarebbe il problema minore, sempre che il RovigoxRovigo riesca ad ottenere la convenzione per l’utilizzo del campo.

Il vero nodo da sciogliere, e non è previsto, è quello che consente una ipotetica fusione “la società deve trasferirsi in Comune confinante, fatti salvi comprovati motivi di eccezionalità per società del settore professionistico (non è questo il caso, ndr); la società, nelle due stagioni sportive precedenti, non abbia trasferito la sede sociale in altro Comune e non sia stata oggetto di fusione, di scissione o di conferimento di azienda”. Tradotto, il Castelbaldo per ottenere una fusione con una società affiliata Figc, lo può fare solo con una realtà confinante al comune dove ha attualmente ha la sede. Non ci sarà.

Al Gabrielli potrebbe giocare eventualmente come società ospite. Assegnazione dello stadio che comunque è vincolata al bando, per farlo l’impianto deve essere a norma. Il Comune di Rovigo ha predisposto nei mesi scorsi, la messa a norma dell’illuminazione d’emergenza della tribuna coperta, con la Certificazione prevenzione incendi (e non è cosa da poco), potrà finalmente proporre un bando, non prima.

Se in passato, tra convenzioni “ereditate”, e fughe improvvise (LEGGI ARTICOLO),, si è cercato di tirare a campare, comunque per il bando non ci sarebbero i tempi tecnici. Siamo ad aprile, a luglio comincia la nuova stagione sportiva (pandemia permettendo), in caso di ricorso, il Rovigo calcio, o un secondo soggetto vincitore, si vedrà costretto a guardare il cancello chiuso di viale Tre Martiri, come la stagione scorsa  (LEGGI ARTICOLO)

Sempre in materia di fusione tra società, è bene ricordare che il Rovigo calcio, era nato dall’unione tra Boara Pisani (comune confinante, anche se di una provincia diversa) e gli attuali Grandi Fiumi  (LEGGI ARTICOLO), con sede a Rovigo proprio al Gabrielli nel campo di hockey prato adiacente, prima della scissione. Se Palazzo Nodari non deciderà di “spacchettare” il Gabrielli, a norma di regolamento comunale lo stadio lo può gestire solo una società del territorio, un unico soggetto giuridico che se ne assume la responsabilità, ed in subordine, salvo accordi diversi siglati nel bando, può ospitare altre realtà. Un provvedimento adottato dal Comune, per evitare l’assalto ad uno degli stadi che rappresenta la storia del calcio. Se non saranno cambiate, le regole del gioco sono queste, e non ci sono molte deroghe. Resta da capire come sarà strutturato il progetto all’atto del bando, allo stato attuale non è chiaro. Non resta che attendere.

Intanto il Rovigo calcio, con tutte il settore giovanile  (LEGGI ARTICOLO), e con due squadre in alcune categorie tra regionali e provinciali, rischia di rimanere senza campi. Il Duomo ne ha già 5 omologati, il San Bortolo, che si occupa di settore giovanile, altri due, mentre i Grandi Fiumi usufruiscono di una parte del Gabrielli, gli unici a rischiare sono proprio i biancazzurri.

 

Articolo di Giovedì 8 Aprile 2021

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Sport

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it