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AMARCORD NOVECENTESCHI

I testimoni più attendibili degli amarcord castelnovesi

E' bello sentire Angiolino Bergamaschi e Roberto Bernardoni parlare di Castelnovo Bariano (Rovigo) nel secolo scorso “Oggi è tutto diverso”

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CASTELNOVO BARIANO (Rovigo) - I pensionati Angiolino Bergamaschi (classe 1935) e Roberto Bernardoni (1943), dotati di ferrea memoria e di vero attaccamento al proprio paese dove sono nati e vissuti da sempre, li consideriamo fra i testimoni più attendibili degli amarcord castelnovesi novecenteschi come si evince dal nuovo fotolibro di Germano Sprocatti, Il crepuscolo della civiltà contadina tra Po e Tartaro: Castelnovo Bariano e San Pietro Polesine, non ancora dato alle stampe per mancanza di fondi causa Covid 19.

”Canapa, semina, cantina, forno, granaglie, piccoli attrezzi agricoli, vino, casaro, scarriolanti, sfogliatura del mais, bucato, mondine, scuola, maniscalco, calzolaio, aratro di ferro, attrezzi da cortile, falegname, arrotino, illuminazione, finimenti, stadere, feri da stiro, cucina, camera da letto, trattori d'epoca. E poi - sintetizzano le immagini della civiltà contadina tra i due fiumi altopolesani  - moncelli (covoni di grano tagliati a mano) nei campi con carretti e buoi, moncelli sull'aia... Trebbiatura, tante persone al lavoro. Il grano grezzo veniva divorato dalla trebbiatrice, da dietro il chicco in gran quantità a riempire i sacchi, la paglia o pula, si produceva separatamente, poi stivata a formare il pagliaio”.

Tanti i mestieri manuali adesso scomparsi, collegati alla ruralità castelnovese, quegli degli artigiani che, insieme ai piccoli coltivatori diretti, ai mezzadri e ai piccoli affittuari, connotarono nel '900 quella peculiare realtà socio-economica. ”Bottaio, segantino, falegname, scopaio, carrettiere, maniscalco, sellaio, arrotino, meccanico di biciclette, fabbro agricolo, intagliatore, ciabattino, costruttore e riparatore di barche, fabbricante di reti da pesca, materassaio, sarto, impagliatore di sedie, cestaio...".

E' bello sentire Angiolino Bergamaschi e Roberto Bernardoni parlare di Castelnovo Bariano nel secolo scorso. Alcuni elementi caratterizzanti, certi vissuti indirettamente: la fiera di San Rocco a fine agosto in via Municipale; la folla la domenica mattina in piazza Municipale dopo la messa; il Po ghiacciato nel febbraio 1929;  la ricreazione dei bambini nel cortile delle elementari; il monumento ai caduti; il mulino natante; le colonie estive fluviali in golena; l'inaugurazione della chiesa nel 1929; le cartoline illustrate in vendita da Vevo con le più belle immagini castelnovesi spedite in tutto il mondo...

”Adesso quel paese - concludono nostalgicamente i due amici - non c'è più. Gli anziani che lo hanno vissuto se ne stanno andando silenziosamente falcidiati dal Covid-19, una generazione laboriosa che ha costruito il '900 senza mai lamentarsi o contestare, ricca di valori, sparagnina, dignitosa. Oggi è tutto diverso”.

 

 

 

Articolo di Venerdì 9 Aprile 2021

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