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GREEN ECONOMY

50 Megawatt di energia pulita alle porte della città di Rovigo

La società Agrovoltaica di Badia Polesine illustra il progetto di modernizzazione dell'attività agricola dell'azienda Corte San Marco - Agricoltura 5.0 - di Boara Polesine (Rovigo)

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ROVIGO - E' terminata la due giorni di presentazione pubblica del progetto della società Agrovoltaica di modernizzazione dell'attività agricola dell'azienda Corte San Marco - Agricoltura 5.0 che prevede l'installazione di un impianto agrovoltaico in località Boara, nel comune di Rovigo, per circa 60 ettari di terreno.

In foto, a titolo esemplificativo, l’'impianto di Monticelli d’'Ongina (Piacenza), installato nel 2011, con la tecnologia Agrovoltaico® brevetto e marchio registrato proprietà di REM Tec srl

Massima trasparenza e condivisione, la presentazione è avvenuta in modalità videoconferenza con la possibilità di proporre domande in diretta e via mail, in due distinti appuntamenti nelle giornate di giovedì 8 aprile al pomeriggio, e venerdì 9 in mattinata. In modalità attiva, ovvero previa registrazione, è stata data la possibilità presentare delle domande a cui i diversi relatori, per competenza, hanno dato risposta a tutti. Mentre per tutti gli utenti che hanno seguito la presentazione in accesso libero è stata messa a disposizione la casella mail per le domande. Il contenuto della presentazione pubblica e tutte le risposte date alle domande rimangono inoltre disponibili all'interno del sito internet della società proponente per il periodo delle osservazioni.


Hanno partecipato alla presentazione Gianluca Miccoli, legale rappresentante della società Agrovoltaica proponente il progetto, Giovanni Cis, ingegnere responsabile della progettazione, Giuseppe Romani, ingegnere responsabile della logistica e del coordinamento dell'opera, Eleonora Franzo che si è occupata dello studio ambientale ed il professore Teofilo Vamerali del dipartimento di agronomia, alimentazione, risorse naturali ed ambiente per l'Università di Padova.

"Due appuntamenti intensi che hanno sicuramente portato chiarezza nei tanti che ci hanno seguito e che hanno voluto partecipare attraverso la formulazione di domande" commenta Gianluca Miccoli. "Un primo aspetto da sfatare è quello che non vi è alcun passaggio di proprietà del terreno agricolo che rimane dell'attuale proprietario. Vi è invece, e lo prevede il contratto che consente ad Agrovoltaica di utilizzare lo spazio sopra le colture, un obbligo di coltivazione del terreno sottostante nelle modalità previste dalla relazione agronomica. Il secondo aspetto è quello che riguarda il posizionamento dei pannelli fotovoltaici: non sono a terra, ma sono sospesi con un sistema di rotazione ad inseguimento solare che consente le lavorazioni agricole con altezza dal suolo di circa 1,8 metri. I pannelli sono disposti lungo filari distanti, gli uni dagli altri, poco meno di 5 metri".

La localizzazione dell'impianto deriva dalla possibilità di insediamento garantita dall'attuale Ptrc della Regione Veneto che lo ha approvato con deliberazione di Consiglio Regionale n.62 del 30 giugno 2020. L'area viene definita Agropolitana e la coltivazione in essere dei terreni è di tipo estensivo, non di pregio.
La coltivazione del terreno agricolo sottostante i pannelli sarà di tipo foraggiero e consentirà la conversione a coltura biologica.

Per quanto riguarda l'aspetto ambientale l'intervento è di tipo migliorativo per il territorio, in particolare poichè lo stato attuale della coltivazione estensiva di frumento, mais e soia comporta le lavorazioni meccaniche di aratura profonda tra 30 e 40 cm e l'erpicatura, l'utilizzo di concimi minerali, azotati, fosfatiti, ammendanti ed antiparassitari, che vengono dilavati e contribuiscono all'inquinamento delle acque ed alla contaminazione dei prodotti alimentari.
La manodopera attualmente è praticamente assente essendo un terreno completamente meccanizzato. L'utilizzo di carburanti fossili per i macchinari agricoli convenzionali ad oggi è abbondante.

La coltivazione futura è destinata alla produzione di foraggio da una miscela di oltre 20 colture diverse, permettendo la massima espressione di biodiversità vegetale a cui si unisce la biodiversità microbica e della fauna selvatica che troverà rifugio nell'area.
L'impollinazione verrà affidata alle api ed in merito al potere produttivo di miele per quanto riguarda il trifoglio si stimano da 50 a 100 kg per ettaro, mentre per il ginestrino tra 25 e 50 kg.

Gli sfalci avverranno utilizzando solo macchinari interamente elettrici, senza motore termico, così come l'essicazione del foraggio avverrà attraverso ventilazione forzata di aria non riscaldata a combustibile fossile, ma utilizzando l'energia elettrica prodotta in loco.

E' stato ribadito che si utilizza l'intera superficie di terreno sottostante i pannelli e non solo gli spazi interasse tra i filari che li sostengono.
Articolo di Venerdì 9 Aprile 2021

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