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NUOVO TRIBUNALE ROVIGO

Lista Menon a Gaffeo: Sul tribunale qualcuno ha già deciso

Secondo la consigliera Silvia Menon che ricapitola la vicenda due sono le possibilità: o c’è stato un peccato di superbia da parte del sindaco di Rovigo o c’è la paura di affrontare il Consiglio Comunale per mancata coesione della sua maggioranza

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ROVIGO - “Il Tribunale è stato uno degli argomenti più dibattuti nella campagna elettorale di maggio 2019 – afferma la ispiratrice della Lista civica che porta il suo nome Silvia Menon - Ci aspettavamo di approfondire da subito in consiglio comunale tale argomento, e l’abbiamo proposto ad agosto 2019, ma ahinoi, le uniche due volte in cui se ne è parlato in consiglio, sono state su iniziativa della minoranza, con la mozione Noce a febbraio 2020 e a marzo 2021 con autoconvocazione richiesta in primis dal nostro gruppo e da tutta la minoranza.

Ma da quanto capiamo, non c’è solo una mancata volontà di condividere le scelte con la minoranza, ma anche all’interno della maggioranza manca la condivisione, quali siano le correnti interne e le fazioni poco ci importa.

Mai ci saremo aspettati questo, dal sindaco che professava la partecipazione nelle sue linee politiche”.

Menon prova a ricapitolare la vicenda storica. “Il sindaco appena eletto decide di perorare in autonomia la scelta del Maddalena come sede del Tribunale : i soldi ci sono già grazie al Bando Periferie, la sede è facilmente raggiungibile e sicuramente adatta, ma forse proprio per la mancata condivisione l’idea viene bruciata, dopo che i consiglieri comunali scoprono da missive con il Ministero, che il sindaco aveva espresso tale indirizzo senza condividerlo con nessuno. Retro front di Gaffeo.

Si prosegue con un silenzio che si interrompe a inizio 2021 con un annuncio: ho espresso due soluzioni al Ministero di Giustizia per il Tribunale in centro: sede Asm Spa e Banca d’Italia più palazzo provincia in viale della Pace.

Ancora una volta ci chiediamo ma con chi avrà condiviso il sindaco tale scelta? E dato che trattasi di soluzioni in centro perché non diventare più forte facendosi approvare tali scelte in consiglio comunale? Per noi come abbiamo sempre detto l’unica cosa da scongiurare e’ che il Tribunale finisca vicino al casello di Boara o attaccato al nuovo carcere in mezzo ai campi, da sempre siamo pronti a discutere di ipotesi in centro.

E allora le risposte possibili sono due: o c’è un peccato di superbia o c’è paura di affrontare il consiglio comunale per mancata coesione della maggioranza che lo ha fatto eleggere.

La nostra civica proponeva in campagna elettorale la sede dell’ex caserma Silvestri, che avrebbe permesso di ingrandire il centro storico anche a Piazza XX settembre, risolvendo molti problemi, avevamo appurato con incontri al Demanio che erano stati assegnati parzialmente i fabbricati esistenti per farne un archivio per l’Agenzia Entrate, per l’archivio di Stato e l’archivio notarile, ma nulla era compromesso, non avendo fatto alcuna operazione dall’assegnazione ad oggi, ed essendoci ampio piazzale retrostante su cui costruire anche 2 tribunali.

Abbiamo quindi parlato col sindaco a gennaio 2021 proponendo un’interrogazione condivisa al Demanio sulla Silvestri, anche per far capire che l’amministrazione ha a cuore questo luogo vuoto in pieno centro, il sindaco rispose favorevolmente alla nostra proposta salvo poi il retro front dei suoi gruppi: la nostra interrogazione è stata condivisa da tutti i gruppi consigliari a parte la Lista Gaffeo e il Forum.

A questo punto non ci si venga a raccontare che devono essere gli altri a chiedere, qui c’è una mancanza di volontà politica di cercare qualsiasi altra soluzione se non quella promossa dal sindaco della Banca d’Italia. Significa ho deciso da solo e via, ancora una volta.

Fin da gennaio il sindaco, si è espresso sorprendentemente sui giornali e con il direttore del Ministero di giustizia Massimo Orlando, per la soluzione Banca d’Italia dicendo che è la più conveniente. Ora non ci stupirebbe che il Ministero lo ascoltasse, solo che il Ministero forse non sa, che non si tratta dell’indirizzo politico del consiglio comunale, ma della scelta del sindaco condivisa con non si sa chi. Meglio che in mezzo ai campi, questo è chiaro, ma quale trattamento ai consiglieri tutti, quale scelta partecipata?.

Se da tre mesi il sindaco perora la scelta Banca d’Italia, e difronte a richieste dei consiglieri di affrontare il tema in consiglio dice prima che è troppo presto, poi che sarà troppo tardi, insomma risponde picche, mi sembra tutto una grande presa in giro, basta fare gli ipocriti.

Sindaco la politica si fa in Consiglio Comunale alla luce del sole non nelle segrete stanze. Il consiglio comunale è formato da teste pensanti, ma certo cercare di evitare il confronto nell’aula consiliare non porta nel lungo periodo a niente di buono”.

Articolo di Domenica 11 Aprile 2021

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