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GREEN ECONOMY

La sentenza del Consiglio di Stato che mette a tacere le polemiche sulle rinnovabili in area agricola

E' stato rigettato l'appello proposto dal Ministero per i Beni e le attività culturali ed ambientali contro il provvedimento autorizzatorio rilasciato dalla Regione Lazio per un fotovoltaico a terra che aveva il No della Soprintendenza per il paesaggio

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ROMA - La notizia odierna in materia di autorizzazioni a favore di impianti fotovoltaici a terra, su suolo agricolo, sembra distante dalle battaglie che si stanno consumando in terra veneta dove, sotto la forte spinta dell'associazione Coldiretti, si comincerà a discutere di un progetto di legge regionale, la n. 41, che dovrebbe sovrapporsi allo strumento di programmazione del territorio, il Ptrc approvato lo scorso 30 luglio 2020, che ha già individuato aree idonee o meno all'installazione di impianti fotovoltaici.

In realtà la Sentenza del Consiglio di Stato avrà effetti molto importanti sul processo autorizzativo per le fonti rinnovabili nel nostro Paese in quanto ha affermato, nero su bianco, alcuni principi che potranno valere per tutto il territorio nazionale in particolare che il fotovoltaico è anch'esso un bene che salvaguardia il paesaggio, di interesse strategico nazionale, che va tutelato anche da eventuali No che provengono dalle Soprintendenze del Mibact.

Il supremo organo amministrativo ha rilevato che nel caso di progetti di realizzazione di impianti da fonti rinnovabili, il bilanciamento che la Pubblica Amministrazione è chiamata a effettuare non è solo tra la tutela dell’ambiente e l'interesse privato imprenditoriale in quanto: “la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è un’attività di interesse pubblico che contribuisce anch’essa non solo alla salvaguardia degli interessi ambientali ma, sia pure indirettamente, anche a quella dei valori paesaggistici”.

La Corte Costituzionale si è inoltre espressa sottolineando "il nesso funzionale esistente tra le esigenze di tutela ambientale che riguardano il reperimento di fonti energetiche alternative e il coinvolgimento dell’iniziativa privata per la realizzazione di tale interesse di natura strategica”.

In presenza di parere negativo dal punto di vista paesaggistico da parte della Soprintendenza il Consiglio di Stato ha affermato che "il giudizio di prevalenza che le Regioni sono chiamate a esprimere deve tenere conto dell’interesse pubblico alla realizzazione degli impianti fotovoltaici da energie rinnovabili".

La sentenza pone quindi dei punti fermi: laddove lo strumento di programmazione della Regione lo consente, il Ptrc regionale, il fotovoltaico su suolo agricolo è sempre consentito, anche qualora vi fosse parere negativo da parte della Soprintendenza, tra l'altro senza fare particolari distinzioni tra fotovoltaico tradizionale ed agrovoltaico che invece consente la coltivazione del terreno sottostante.
Articolo di Lunedì 12 Aprile 2021

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