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GREEN ECONOMY

Agrovoltaico Sì, ma il Comune deve risolvere i problemi di Boara

Nulla osta per il Comitato ambiente di Boara, Ca' Bianca, Sarzano, Mardimago e Commenda di Rovigo all'impianto fotovoltaico in frazione. Il portavoce Mirco Bolognesi rimarca le preoccupazioni dei residenti per quanto riguarda odori e viabilità

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ROVIGO - L'impianto fotovoltaico alle porte della città di Rovigo non spaventa il Comitato ambiente che però chiede al Comune di perseguire nella strada intrapresa, continuando a vigilare sui nuovi insediamenti e perseguire una soluzione sui problemi cronici della frazione: viabilità ed odori.

Si sono confrontate le diverse anime che compongono il Comitato che riguarda il territorio di Boara, Ca' Bianca, Sarzano, Mardimago e Commenda di Rovigo e dalla voce dei rappresentanti locali non sono emerse censure all'impianto agrovoltaico in via di autorizzazione a Boara Polesine.
"La presunta questione di consumo di suolo agricolo è ben spiegata dal progetto agrovoltaico - afferma il portavoce Mirco Bolognesi, conosciuto sindacalista in provincia di Rovigo - Nessuno di noi è contrario al fotovoltaico così come è stato prospettato, siamo invece preoccupati per la produzione di foraggio che ne conseguirà". Fuori di dubbio che il terreno continuerà ad essere coltivato la preoccupazione dei residenti si sposta sulla tipologia di raccolto.

La questione, afferma Bolognesi, deriva dalla condivisione della relazione agronomica del progetto in cui, a supporto della "rigenerazione" del terreno a mezzo delle 20 colture diverse di foraggio, si prospetta anche un uso, tipico dell'economia circolare, di vendita a km.0 del prodotto agricolo, che, per sua finalità, è destinato all'alimentazione bovina.
"Pensare di avere foraggio di qualità, in grande quantità, fa temere che, vista l'autorizzazione regionale già in capo alla confinante azienda agricola dal 2018, proprietaria di una stalla oggi dismessa, il passo successivo possa proprio essere quello della riattivazione della stalla con possibili conseguenze odorigene negative per la popolazione in un territorio già martoriato dalla concentrazione di attività che creano già evidenti e riconosciuti problemi di odore e traffico pesante su strade improprie".

"Il campanello d'allarme è stato subito colto da questa amministrazione comunale che si è attivata nella valutazione del nuovo impianto, a differenza del passato che si sono viste spuntare attività senza che nessuno in loco fosse informato, come abbiamo anche chiesto di attivarsi nella soluzione delle criticità da tempo esposte dal Comitato che - ribadisce Bolognesi - nulla osta alla realizzazione dell'agrivoltaico, ma non ha garanzie circa il futuro della stalla, anche se su un terreno di diversa proprietà, ma confinante".

Nel mentre, il proponente il progetto, sollecitato dall'amministrazione comunale, ha pubblicato all'interno del proprio sito internet contenente tutta la documentazione presentata in Regione del Veneto, l'avviso che segue.

"ATTENZIONE
Integrazioni al progetto di Agrovoltaica “Corte San Marco Agricoltura 5.0” sulla base di Osservazioni e Approfondimenti”

• Relativamente al punto della relazione agronomica che cita la presenza della autorizzazione per la riattivazione di una stalla di allevamento animali (autorizzazione rilasciata nel 2018) si precisa che su richiesta della pubblica amministrazione Comunale e/o associazioni locali siamo a disposizione per integrare il progetto indicando che il foraggio prodotto non dovrà essere ceduto ad aziende con strutture produttive entro 10 KM dall’impianto agrovoltaico.

• Siamo inoltre disponibili su richiesta della pubblica amministrazione comunale di condividere l’utilizzo della viabilità interna al progetto agrovoltaico con strutture produttive limitrofe in particolare con la Friel che in questo caso potrebbe integrare la viabilità rilegandola a sud con la tangenziale sgravando il centro di Boara e di Mardimago da mezzi agricoli e autoarticolati".

Le opportunità quindi per Rovigo di produrre energia pulita, fare un significativo passo in avanti verso il raggiungimento degli obiettivi che si è prefissato con i Paes adottati dalla precedente amministrazione, avviare una soluzione in materia di viabilità e traffico pesante a beneficio della frazione e di quelle limitrofe, rassicurare i cittadini che non vi saranno politiche di favore volte a riattivare una stalla già autorizzata nel 2018, ad oggi non attiva, ci sono tutte.

Il parere, non vincolante in commissione Via regionale, da parte del Comune di Rovigo potrebbe essere formulato a breve, come no, in funzione della soluzione che l'Urbanistica comunale intende adottare per l'aggiornamento del Pat comunale che non ha ancora recepito gli aggiornamenti dall'entrata in vigore del Ptrc regionale del 30 luglio 2020 che individua l'area di Boara come agropolitana e quindi idonea all'insediamento agrovoltaico. Se il parere del Comune di Rovigo fosse formale, ad oggi non potrebbe che essere negativo per via del difetto dell'amministrazione di recepire le modifiche introdotte dalla Regione con il Ptrc, se invece fosse di sostanza potrebbe essere positivo in attesa di sanare il ritardo nell'aggiornamento del Pat comunale.

Dopo la recente sentenza del Consiglio di Stato (LEGGI ARTICOLO) la strada tracciata per la transizione ecologica sembra essere ormai in discesa, nel rispetto dello strumento urbanistico approvato in Regione, tanto che, secondo molti, anche la proposta di Legge n.41 sarà in parte riscritta o comunque significativamente emendata.
Articolo di Martedì 13 Aprile 2021

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