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POLITICA ADRIA

Lamberto Cavallari: "I civici sono insofferenti al dialogo e chiusi a ogni posizione che differisce dalla loro"

Il consigliere comunale di Adria (Rovigo) entra nel merito della posizione assunta dal presidente del consiglio Franco Bisco sui tempi troppo lunghi dei consigli comunali e specifica le contraddizioni dell'amministrazione civica

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ADRIA (Rovigo) - "La posizione del presidente Bisco dimostra ancora una volta in quali contraddizioni cade l’amministrazione civica". Lamberto Cavallari torna sulla questione che riguarda la posizione del presidente del consiglio Francesco Bisco sull'accorciamento dei consigli comunali, ritenuti dalla maggioranza troppo lunghi (LEGGI ARTICOLO), e specifica la sua posizione nei confronti di quella che potrebbe essere la decisione dell'amministrazione. 

"Astrattamente aperti alla partecipazione e al dialogo, ai tavoli di lavoro, ai confronti fra più parti, nella pratica il modus operandi civico rivela la propria natura: insofferente al confronto dialettico e chiuso a ogni posizione contraria alla propria".

"Stupisce l’invito del presidente Bisco a concentrare le attività nella capigruppo: la nostra lista, come le altre minoranze, hanno rinunciato a partecipare alla capigruppo nel momento in cui è stato chiaro che nessuna decisione veniva condivisa, ma il confronto si limitava a un muro contro muro, con finale disattesa di qualsivoglia proposta di origine non civica".

Proseguendo: "A questo punto chiediamo: se non la capigruppo, se non il consiglio comunale, qual è il luogo deputato al confronto democratico secondo il presidente e la civica amministrazione? I civici sembrano aver dimenticato quando l’attuale sindaco era consigliere di minoranza e pretendeva, giustamente, di utilizzare il tempo a propria disposizione per avanzare le proprie istanze".

"Oggi, invece, il diritto democratico di partecipare e se serve dissentire, anche animatamente, non è più legittimo".

Concludendo: "E non si cerchi di far credere che la causa di questa posizione è da ricercare nei comportamenti provocatori e dilatori “della minoranza”: le minoranze, che in seno al consiglio comunale sono diverse e lontane per riferimenti valoriali, si caratterizzano anche per un diverso stile di partecipazione e di esposizione delle proprie posizioni. Per questo crediamo sia doveroso che proprio il presidente Bisco tuteli il diritto legittimo di ogni minoranza di partecipare ed esprimere liberamente le proprie idee nella sede istituzionale del consiglio".
Articolo di Mercoledì 14 Aprile 2021

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