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GREEN ECONOMY

Per l’agrovoltaico di Boara il comune di Rovigo risponde negativamente, ma non poteva fare altrimenti

L’impianto non si inserisce nel Pat comunale e secondo Palazzo Nodari il Ptrc regionale non è prescrittivo nelle aree agropolitane. Il sindaco Edoardo Gaffeo "Servono anche impianti grandi per un sistema energetico smart e resiliente"

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ROVIGO - “Non sarà una risposta che sancisce alcuna vittoria di una parte, piuttosto che la sconfitta di un’altra, ma l’applicazione di una norma che prevede la verifica della possibilità di insediare o meno l’attività sul territorio” tende a precisare il sindaco di Rovigo Edoardo Gaffeo sulla richiesta presentata in Regione del Veneto, soggetta ad osservazioni da parte del Comune, da parte di Agrovoltaica srl per l’installazione di un impianto fotovoltaico nell’area agropolitana di Boara Polesine (LEGGI ARTICOLO).

Ad oggi, il Pat del Comune, lo strumento urbanistico che in fase di autorizzazione consente di procedere o meno con la richiesta tecnica presentata, non lo prevede, in quanto l’area risulta agricola. Allo strumento comunale si sovrappone lo strumento regionale, il Ptrc del 30 luglio 2020, che individua l’area come agropolitana e dà la possibilità di poter effettuare la trasformazione di destinazione d’uso del terreno” precisa il sindaco Gaffeo.

Il concetto di possibilità, secondo gli uffici comunali, riguarda una competenza locale, ovvero l’agricoltura, e sarebbe non prescrittiva, ma discrezionale, salvo l’ottenimento da parte del proponente della Via regionale che funge da autorizzazione unica e che modificherebbe automaticamente il Pat comunale senza alcuna discrezionalità.

La posizione del Comune, peraltro condivisa dal sindaco Gaffeo, è che qualora si volesse procedere con l’iter autorizzatorio si dovrebbe necessariamente sottoporre al consiglio comunale la variante urbanistica del vigente Piano di assetto territoriale che, benché riconosciuto dalla Regione come area agropolitana, mantiene la vocazione agricola nello strumento adottato dal Comune di Rovigo.

Alla domanda se vi sia la volontà o meno di intraprendere questa strada il sindaco Gaffeo non nasconde di confidare in una legge regionale ad hoc sul fotovoltaico, modificando magari la posizione rigidissima di quella proposta dal consigliere regionale Roberto Bet (LEGGI ARTICOLO) che blocca praticamente qualsiasi installazione a terra di pannelli, salvo che il proponente sia un agricoltore, e con una potenza massima erogata limitata ad 1 MWh.

Piuttosto di una legge che viene vissuta come un divieto ai pannelli preferirei, da Sindaco di un Comune, avere a disposizione uno strumento che mi indica gli obiettivi da raggiungere in un territorio, perché riconosco la strategicità della produzione elettrica da rinnovabili, specialmente dal fotovoltaico. Confido in uno strumento di programmazione che consenta di effettuare delle scelte in materia di localizzazione e dimensioni degli impianti, se così non sarà, lavoreremo per differenza, ovvero individuate le zone vietate andremo a sottrarle da quelle suggerite dalla Regione, le agropolitane, e decideremo come comportarci di volta in volta”.

Vorrei arrivare, in coerenza con i dettami della futura legge regionale - ribadisce Edoardo Gaffeo - a dotare il nostro territorio comunale di uno strumento programmatorio partecipato, in cui integriamo il Pat e il piano degli interventi con la localizzazione delle aree dove ammettere impianti di questo tipo superiori ad una certa soglia dimensionale”.

Non entra quindi nel merito di valutazioni pro o contro la proposta presentata nello specifico per Boara Polesine il sindaco Gaffeo, che però non nasconde come, in assenza di regolamentazione certa, la possibilità di trasformare le aree individuate come agropolitane dalla Regione in realtà produttive di energia da fotovoltaico, magari a terra, sia concreta.

Anche sulla soglia dimensionale non è possibile, se vogliamo essere seri, tagliare con l'accetta - afferma Gaffeo facendo riferimento al limite proposto da 1 MWh contenuto nel Pdl n.41 in discussione in Regione - Un sistema energetico smart e resiliente si basa sull'integrazione di impianti con dimensioni diverse. Sul territorio servono anche impianti grandi, è nell'ordine delle cose. È proprio per questo che serve una programmazione territoriale. La soglia indistinta a 1 MWh non ha alcun senso. Questo è il caso, come dicono gli inglesi, che “one size doesn't fit all” ovvero il contrario del concetto di “taglia unica” come previsto dal Pdl n.41.

L’agrovoltaico inoltre non viene distinto dalla installazione a terra dei pannelli e non gode, al momento, di alcun corridoio autorizzatorio preferenziale vista la salvaguardia, nel caso di impianto agrovoltaico, della produzione agricola.
 
Articolo di Giovedì 15 Aprile 2021

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