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GREEN ECONOMY

Il Pd di Adria contro il fotovoltaico di Loreo

Il partito di centrosinistra si chiede la necessità di questa insediamento ed il fatto di togliere ancora terreno fertile all'agricoltura, che sempre di più ne ha di bisogno (Rovigo)

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LOREO (Rovigo) - "Altri 60 ettari di terreno saranno sottratti all'agricoltura per essere destinati alla produzione di energia. Altro suolo consumato e reso irrimediabilmente improduttivo, terra fertile che ogni anno avrebbe dato frutto che invece sarà sterilizzata da pannelli a terra". Il Partito Democratico di Adria esprime forte contrarietà all'impianto fotovoltaico che dovrebbe essere realizzato nel comune di Loreo , posizione in totale sintonia con le preoccupazioni espresse da Coldiretti, che definisce il progetto.

“Un danno per il territorio e per la produzione agricola, un impatto negativo per il paesaggio, un’alterazione all’assetto fondiario, il colpo di grazia alla biodiversità, riducendo la presenza dell’imprenditoria agricola, che sarà ridotta nel migliore dei casi a contoterzismo”

"La transizione ecologica che è stato un cavallo di battaglia del Pd non può certo avvenire attraverso la realizzazione di impianti a terra in totale contrasto con la naturale vocazione agricola del nostro Delta. Un'operazione che di fatto converte un'azienda agricola, dove l'agricoltore coltiva il fondo, alleva animali , contribuisce con suo lavoro non solo a nutrire la popolazione ma a salvaguardare gli ecosistemi che ospitano le diversità biologiche, in una atrofica distesa di specchi che smette di essere impresa economica e diventa mera rendita finanziaria".

Proseguendo: "Una tragica conseguenza dovuta principalmente alla inesorabile scomparsa della piccola e media proprietà , fagocitate dai nuovi latifondisti , la cui logica è quella di ricavare dai terreni agricoli il maggior profitto possibile. Il Pd fa proprie le parole di condanna di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, che da dieci anni esprime i suoi timori di fronte all'avanzata dei pannelli fotovoltaici sui terreni agricoli: “Con distese enormi di pannelli fotovoltaici i suoli sottostanti perdono permeabilità, l'attività biologica tende a morire dando luogo a fenomeni di desertificazione che ne decreterebbero l'infertilità e aumenterebbero il pericolo di alluvioni”
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"Lontani da estremismi ambientalistici, ci si domanda molto semplicemente :”Non stiamo sbagliando location? Non sono forse impianti più adatti alla città che alla campagna ?”Se l'obiettivo della Regione sono le energie rinnovabili e la contemporanea salvaguardia degli ecosistemi naturali ,non avrebbe più senso anzichè spingere su un progetto di legge ( PdL n. 41) che mira “all'‘Individuazione delle aree inidonee e idonee alla realizzazione di impianti fotovoltaici con moduli ubicati a terra” , individuare l'idoneità perfetta altrove , come la sommità dei condomini, dei palazzi cittadini o degli edifici industriali ?". 

Concludendo: "Perchè il sacrificio dei campi?, che con i loro colori ci insegnano le stagioni , decorano la nostra campagna e che rappresentano il pascolo privilegiato per le api del parco del delta. Unanime la posizione degli apicoltori del parco nell'esprimere preoccupazione per l'avanzata dei nuovi “conquistatori dell'energia verde” per le conseguenze sulla flora e sulla fauna locali".

"L'impatto diretto dell'uomo sull'habitat ha ridotto notevolmente la biodiversità , un'incongruenza enorme che ciò avvenga all'interno del parco del delta del po che non lascia spazio se non alla certezza che nessuna combinazione virtuosa si realizza tra interessi economici e benessere ambientale, essendo i primi destinati miseramente a prevalere sul secondo".

"In occasione dell'ultimo Consiglio Comunale abbiamo appreso seppur in maniera estremamente generica che è attualmente in fase istruttoria a livello regionale una proposta per l'installazione di un impianto fotovoltaico nel sito dell'ex area della Deltalat in località Cengiaretto , e sarebbe quanto mai opportuno che finalmente l'amministrazione comunale fornisse alla cittadinanza maggiori dettagli su tutta l'operazione e soprattutto allargasse la questione alle altre municipalità , che sul tema sono sorprendentemente silenziose. Vale la pena ricordare che il Polesine ha prodotto energia elettrica per le aree più industrializzate del Paese per quarant'anni , subendo ingenti danni ambientali. Dismesse le centrali termoelettriche ora si installano i pannelli , ancora una volta il prezzo dell'energia made in Polesine lo paga l'ambiente".
 
Articolo di Sabato 17 Aprile 2021

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