Condividi la notizia

ISTRUZIONE

Carmela Palumbo al Rotary club ha parlato del futuro della scuola

Linee strategiche per lo sviluppo del nostro territorio e nel quale la scuola rappresenta un punto di riferimento irrinunciabile, il Rotary club altopolesano ne ha discusso con Carmela Palumbo, Direttore Generale dell'Usr per il Veneto

0
Succede a:

BADIA POLESINE (Rovigo) - La dottoressa Carmela Palumbo era già stata ospite del Rotary club altopolesano (LEGGI ARTICOLO) ma, il 13 aprile scorso, rispondendo all’invito del club guidato da Laura Negri, è tornata per parlare di: “Scuola per le competenze del futuro” in questo difficile momento.

La serata ha proseguito il percorso voluto da Laura Negri per la sua annata rotariana, incentrato sulla possibilità d’individuare delle linee strategiche per lo sviluppo del nostro territorio e nel quale la scuola rappresenta un punto di riferimento irrinunciabile, “… per capire quale tipo di scuola sia necessaria per affrontare le scommesse che le giovani generazioni devono affrontare”.

Dopo quasi un decennio trascorso a Roma, Capo dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione presso il Miur, Carmela Palumbo, dal 2020 è Direttore Generale dell'Usr per il Veneto. Nella serata rotariana ha portato quindi il suo prezioso contributo di conoscenza ed esperienza su un tema così importante.

All’introduzione della segretaria Stefania Turazzi, è seguita la videoconferenza nella quale il direttore dell’Ufficio scolastico regionale per il Veneto, ha affrontato con puntuale chiarezza la disamina del sistema scolastico, contestualizzandolo nel panorama europeo.

Il primo aspetto strutturale preoccupante riguarda il declino demografico, giacché entro il 2030 è previsto il drastico calo della popolazione scolastica stimato in 1milione di studenti in meno (circa 1 decimo di quello attuale). È un fenomeno in atto da qualche anno soprattutto nel centro e sud Italia e si accompagna  tristemente col persistente abbandono della scuola di molti giovani.

Per la verità, il problema della dispersione è molto disomogeneo e se nel Veneto il tasso di dispersione è del 8,7%, in Sicilia raggiunge il 30%. Complessivamente, però,  in Europa siamo al quintultimo posto (dati 2019) per numero di laureati e diplomati; solo Bulgaria, Romania, Malta e Spagna fanno peggio.

Il numero dei trentenni in Europa che hanno conseguito un titolo di studio universitario è del 40% mentre in Italia non supera il 27% (la Francia 50%) e questo da subito l’idea dell’arretratezza del nostro Paese. È chiaro che in questo contesto l’ impoverimento formativo, rende difficile immaginare un’Italia competitiva nel prossimo futuro.

Carmela Palumbo vede come possibile rimedi al fenomeno la qualità formativa e l’equità inclusiva della scuola, perché: “A maggior disuguaglianza sociale, corrisponde un maggior abbandono”.

“Soluzione tuttavia quanto mai ardua in un momento così delicato e con la didattica a distanza”, ha commentato il Direttore Generale dell'Usr Veneto, tanto più che nel nordest mancano i laureati destinati all’insegnamento.

Il nordest è comunque un’isola abbastanza felice, perché ha saputo limitare il decremento della popolazione scolastica grazie alla capacità d’intercettare i bisogni formativi del territorio, mantenendo una buona qualità, tant’è che mediamente un iscritto ad un istituto tecnico, come si evince dalle prove Invalsi,  ha migliori competenze matematiche rispetto ad un liceale della Sicilia.

L’altra grande sfida che la scuola deve subito affrontare è la digitalizzazione. Un’esigenza che la pandemia ha accelerato. “Per questo aspetto è necessaria e urgente una forte riqualificazione di tutto il sistema”.

Il rapporto sul futuro dei lavori, proiettato al 2025, racconta della necessità dell’automazione che, producendo nuove prospettive occupazionali anche in molti lavori tradizionali, rende necessaria l’acquisizione delle competenze digitali in ambito scolastico.

“È chiaro che la scuola deve fare in fretta per adeguarsi, ha rilevato la Palumbo, anche perché l’esperienza della didattica a distanza ha evidenziato i limiti strutturali e organizzativi soprattutto per quanto riguardo la valutazione”,  come ha suggerito la vicenda limite della studentessa di Verona bendata durante un'interrogazione.

In definitiva, come aveva già sostenuto nell’intervento al Rotary del 2016, il tema delle competenze scolastiche adeguate alle sfide del futuro prossimo resta centrale.

Presenti, fra gli altri, in piattaforma Zoom la dirigente scolastica Laura Riviello di Lendinara, Amos Golinelli dell'Istituto Superiore di Badia Polesine, Giulia Corso dell’IC di Badia Polesine, Annamaria Pastorelli del Liceo Celio Roccati di Rovigo, Fabio Cusin preside dell'Ic Rovigo 3 e numerosi insegnanti.

Interessante, nel dibattito conclusivo, il punto di vista proposto da Paolo Ghiotti che auspica una scuola che sappia, in questo difficilissimo momento di cambiamento imposto dalla pandemia, anche prendersi cura dell’aspetto emotivo relazionale dei ragazzi che la Dad sta minando. “Bene le competenze e i nuovi saperi, ha sostenuto il socio rotariano, però senza marginalizzare l’aspetto formativo del cuore, perché la società oltre che delle competenze utili ha bisogno anche di umanità”.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Domenica 18 Aprile 2021

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Cronaca

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it