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SVILUPPO

Cgil, Cisl e Uil: preoccupazione per il silenzio sulla Zls

Era stato da tutti dichiarato come importante il coinvolgimento delle Parti Sociali che operano nel Territorio, ma le Organizzazioni Sindacali di Rovigo non sono state convocate

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Scavazzin, Osti e Colombo

ROVIGO - “Superata anche la metà di aprile 2021, Cgil Cisl e Uil di Rovigo esprimono stupore ed in parte preoccupazione per non avere avuto ancora la possibilità di discutere in alcun modo del piano strategico, da inviare al Ministero, per l’attuazione concreta della Zls anche in Polesine. Nessuna convocazione o condivisione è infatti arrivata in tal senso dopo i preliminari incontri in plenaria gestiti dalla Regione Veneto (ormai nell’estate 2020) per l’avvio della procedura. Nessun confronto o discussione è stata organizzata né dalla Regione Veneto, che ha in capo la responsabilità formale e politica della realizzazione, né dalla Camera di Commercio e dalla Società specializzata a cui è stata poi affidata la stesura effettiva del piano strategico”.

Sono le parole di Pieralberto Colombo, segretario generale Cgil Rovigo, Samuel Scavazzin, Cisl Padova Rovigo, e Fabio Osti Uil Rovigo. “In varie occasioni, anche pubbliche, era stato da tutti dichiarato come importante il coinvolgimento delle Parti Sociali che operano nel Territorio e ne conoscono, insieme ad altri soggetti, le specificità ed i bisogni, ma ad oggi si è rimasti alle enunciazioni. Pur non potendo certamente rappresentare la risoluzione di tutte le criticità della nostra Provincia, la Zls rimane una importante opportunità per dare un concreto impulso allo sviluppo del Polesine. Ma altrettanto importante crediamo sia il lavoro in sinergia con tutti gli attori istituzionali, sociali ed economici del territorio, per riuscire a coglierne appieno le potenzialità e fare diventare la Zls un volano positivo di crescita per l’intero Polesine e non solo per parte di esso. Non va dimenticato che le dichiarazioni degli ideatori sulla potenziale forte crescita occupazionale legata alla Zls ha, in particolare nella nostra Provincia, creato alte aspettative in chi vi risiede, ancor più oggi viste le tante criticità sociali e lavorative causate dall’emergenza sanitaria.

“Come sempre abbiamo dichiarato, il contributo di idee che come Organizzazioni Sindacali vorremo apportare sta nella individuazione di quali insediamenti potrebbero realizzarsi, secondo quali eventuali “filiere” locali, che sappiano coniugare il lavoro con la tutela dell’ambiente nella logica della transizione green e che guardino alla qualità del lavoro come vera opportunità per tornare a rendere attrattiva la nostra Provincia a chi voglia rimanere qui o venire ad abitare. Accanto a questo, decisiva è anche l’individuazione delle infrastrutture necessarie e prioritarie da realizzare - indispensabile per la stesura di tali piani - a partire da quelle che devono collegare il porto di riferimento (Marghera) con il retro-porto (anche i sedici Comuni Polesani coinvolti) per noi distante un centinaio di chilometri. Ancora a settembre 2020 l’allora Ministro Provenzano (artefice della Zls anche per il Polesine) invitava ad accelerare i tempi nell’invio del piano da parte della Regione, essendo pure altre Regioni in gioco. Anche per questa ragione esprimiamo una certa preoccupazione, non sapendo con esattezza se e quante risorse vi siano ancora a disposizione per le Zls”.

Articolo di Domenica 18 Aprile 2021

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