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TRIVELLAZIONI E SUBSIDENZA

I sindaci della provincia di Rovigo dicono no alle estrazioni di idrocarburi in Adriatico

I primi cittadini fanno quadrato per una situazione che andrebbe sempre peggiorando nel tempo nel momento in cui inizieranno le estrazioni di gas al largo del Delta (Rovigo)

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ADRIA (Rovigo) - A dodici miglia dalla costa di Porto Tolle nascerà un "mostro" per le estrazioni di idrocarburi. La piattaforma che verrà posizionata al largo del Delta, sarà uno dei progetti approvati dal ministero della transizione ecologica e dal ministero della cultura che interesseranno le acque che bagnano la nostra penisola.

I sindaci della provincia di Rovigo sventolano un’unica bandiera dai mille colori politici, per non rivivere una storia già vissuta dalle comunità territoriali, descrivono quanto accadrà se le istituzioni resteranno silenti. ”Nel momento in cui la piattaforma Teodorico entrerà in funzione per prelevare i gas dal sottosuolo causerà il fenomeno della subsidenza sulla costa .Un abbassamento del suolo sia a mare che a terra, che provocherà danni ingenti al territorio e alle comunità, segnando profondamente il futuro delle giovani generazioni".

"Effetti, quelli dell’abbassamento del suolo già dimostrati attraverso i dati diffusi dai consorzi di bonifica  territoriali che negli anni 50-60, studiarono le conseguenze delle estrazioni del gas dai pozzi di metano in uso nella terra ferma. Non vogliamo rivivere  una storia  già vissuta dalla popolazione dei territori che rappresentiamo-ribadiscono i Sindaci- Basti pensare ai danni che provocherà il cuneo salino all’agricoltura, nel momento in cui la costa si abbasserà rispetto al livello del mare in seguito alle estrazioni di idrocarburi".  

"Problemi che non saranno limitati ai confini del comune di Porto Tolle, ma interesseranno tutte le comunità del Delta, delle provincie della costa Veneta e dell’Emilia Romagna. Criticità che si aggiungeranno alle problematiche già esistenti in un territorio già fragile che necessita di una manutenzione costante da parte dell’uomo. Interventi che aumenteranno, come aumenteranno i costi  per le manutenzioni necessarie".

"Non ci sono prospettive positive per le comunità che rappresentiamo nel momento in cui verrà posizionata la trivella in Adriatico -dicono i sindaci- lo stesso mare dove viene svolta una delle attività economiche trainanti del territorio:la pesca. Un settore che deve coesistere con gli abitanti del mare come  i Delfini e tartarughe, specie attenzionate da uno studio condotto dai Gac territoriali".

Concludendo: "Un futuro quindi paradossale per le comunità, dove, da una parte la pesca verrà limitata per coesistere con flora e fauna marina e nel contempo dovremo coesistere con gli  effetti di un mostro meccanico. Per il bene delle nostra comunità, noi Sindaci lanciamo un appello perché il nostro volere venga amplificato con una voce unica, forte e unanime per tutelare il futuro del nostro territorio e delle generazioni future".
Articolo di Lunedì 19 Aprile 2021

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