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TRIVELLAZIONI E SUBSIDENZA

L'Ente Parco Delta del Po spiega la contrarietà alle trivellazioni dell'Adriatico

L'ente deltino (Rovigo) chiarisce la propria propria posizione nei riguardi della piattaforma Teodorico, che sorgerà al largo del Delta del Po per l'estrazione di idrocarburi

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PORTO VIRO (Rovigo) - "Non solo la piattaforma Teodorico in Adriatico vicino alle coste venete ed emiliane ma anche la valutazione positiva delle stazioni di estrazione a terra, tutte nella Regione Emilia Romagna, denominate Vetta e Barigazzo in Provincia di Modena, Selva Malvezzi in Provincia di Bologna. Quindi una chiara diversità di programmazione e sensibilità rispetto alle questioni di tutela del
territorio e della costa da parte delle due regioni. Forse le compensazioni economiche aiutano più che la tutela dell’ambiente". Così l'Ente Parco Delta del Po, contrario alla trivellazioni al largo del Delta del Po.

"Come espresso dalle osservazioni inviate nell’anno 2017 al Ministero dell’Ambiente, dall’allora Commissario dell’Ente Parco Delta del Po Veneto Mauro Giovanni Viti e Diretto Marco Gottardi, si ritiene che il Decreto di Compatibilità ambientale approvato per la piattaforma Teodorico, non solo non tengano conto dell’ aumento del rischio di subsidenza delle aree del Delta del Po, anche emiliano Romagnolo, ma portino, con l’approvazione dell’area Sic Marino IT3270025 "Adriatico Settentrionale Veneto - Delta del Po".

"Rete ecologica europea Natura 2000. Direttive 92/43/CEE e 2009/147/CE. alla necessità di rivedere i presupposti tecnici che stanno alla base del Decreto Ministeriale n. 116 emesso in data 29/03/2021. E’ evidente come il nuovo Ministro della Transizione Ecologica ed il Ministro della Cultura non siano stati debitamente informati dell’adozione, nell’anno 2020, da parte delle due regioni: Emilia Romagna e Veneto dell’area SIC IT S.I.C. IT3270025 "Adriatico Settentrionale Veneto - Delta del Po".

"Rete ecologica europea Natura 2000. Direttive 92/43/CEE e 2009/147/CE. Tale area della superficiecomplessiva di 31.160 ettari per l’ Emilia Romagna e 22.500 ettari per il Veneto è praticamente adiacente alla superficie di concessione in via di rilascio da parte del Ministero. Nelle premesse e considerazioni, del decreto di compatibilità citato, tali adozioni non vengono nemmeno menzionate. Stupisce ancor di più il vedere l’azione di sollecito dello stesso Ministero dell’Ambiente affinché le regioni rispondano, entro il 2020, all’avvio della procedura di infrazione che così recita: “La Commissione Europea, con il caso EU Pilot 8348/16/ENVI aperto nei confronti dello Stato italiano, ha riscontrato la presenza di carenze nell'istituzione di SIC e ZPS e, in particolare, della rete Natura 2000 nell'ambiente marino, sollecitando conseguentemente, gli Stati membri ad individuare nuovi siti per alcune specie o habitat di particolare rilievo".

Proseguendo: "Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) ha quindi individuato un percorso finalizzato a risolvere la potenziale violazione della normativa comunitaria e a prevenire così l'avvio di una procedura d'infrazione, prevedendo l'istituzione di nuovi SIC e ZPS marini con l'ausilio delle Regioni, alle quali il Ministero ha delegato la competenza per l'individuazione e la gestione dei siti Natura 2000, ai sensi di quanto disposto dal DPR n. 357/1997 e ss.mm.ii”.

Concludendo: "A tale sollecitazione le due regioni hanno provveduto al l’istituzione delle aree per la tutela delle specie Delfini e tartarughe. Poi si assume la compatibilità ambientale della concessione Teodorico. Se già il rischio di abbassamento della costa è prevedibile; non è da sottovalutare il possibile danno economico alle attività di pesca che nell’area vedono un importante giacimento di pesce azzurro e di altre specie economicamente importanti".

"Il Decreto n 116 del 29/03/2021 è firmato di concerto con il Ministro della Cultura Dario Franceschini che, per origine, dovrebbe conoscere bene la situazione del Delta del Po . E’ inoltre stupefacente come le prescrizioni riportate nel decreto ministeriale facciano riferimento a pareri espressi nel 2017 e 2018 non tenendo conto delle mutate situazioni attuali. Parlare di parco unico del Delta del Po quando la posizione della Regione del Veneto e del relativo Ente strumentale Parco del Delta del Po Veneto è diametralmente opposta a quella del Parco Delta del Po emiliano che sulla questione, Ravenna docet, non si è mai espresso risulta alquanto improbabile ed anacronistico".
Articolo di Martedì 20 Aprile 2021

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