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NEXT GENERATION ITALIA

L'agrovoltaico come cura alle emissioni inquinanti prodotte in agricoltura

Il PNRR (scaricabile in forma integrale) prevede una misura specifica, dedicata all'agrovoltaico, normata per dimensioni e metodi, per produrre energia elettrica su suolo agricolo

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ROMA - "Il settore agricolo è responsabile del 10% delle emissioni di gas serra in Europa. Con questa iniziativa le tematiche di produzione agricola sostenibile e produzione energetica da fonti rinnovabili vengono affrontate in maniera coordinata con l’obiettivo di diffondere impianti agrovoltaici di medie e grandi dimensioni".

Non pone alcun adito a dubbi la Misura 2 capitolo 2.1 "Incrementare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili" - Investimento 1.1: "Sviluppo dell'agrovoltaico" contenuta a pag. 141 del Piano nazionale di ripresa e resilienza (SCARICA IL DOCUMENTO INTEGRALE) che verrà presentato sabato 24 aprile in Consiglio dei Ministri e votato alla Camera ed al Senato lunedì e martedì della prossima settimana per essere quindi trasmesso entro il 30 aprile a Palazzo Berlaymont a Bruxelles, sede della Commissione europea.

"La misura di investimento nello specifico prevede:
i) l'implementazione di sistemi ibridi agricoltura-produzione di energia che non compromettano l'utilizzo dei terreni dedicati all'agricoltura, ma contribuiscano alla sostenibilità ambientale ed economica delle aziende coinvolte;
ii) il monitoraggio delle realizzazioni e della loro efficacia, con la raccolta dei dati sia sugli impianti fotovoltaici sia su produzione e attività agricola sottostante, al fine di valutare il microclima, il risparmio idrico, il recupero della fertilità del suolo, la resilienza ai cambiamenti climatici e la produttività agricola per i diversi tipi di colture.

L’investimento si pone il fine di rendere più competitivo il settore agricolo, riducendo i costi di approvvigionamento energetico (ad oggi stimati pari a oltre il 20% dei costi variabili delle aziende e con punte ancora più elevate per alcuni settori erbivori e granivori), e migliorando al contempo le prestazioni climatiche-ambientali".

La specifica del Pnrr comprende tutti i temi risolti dai moderni impianti agrovoltaici in autorizzazione in Regione Veneto, come per esempio quello da 50MWh presentato a Rovigo: la dimensione dell'impianto, media, la certezza della coltivazione sottostante i pannelli, il monitoraggio della resa energetica e del prodotto agricolo, il recupero della fertilità del suolo.

Il Governo fissa anche dei limiti, minimi, di produzione di energia elettrica da agrovoltaico: "L'obiettivo dell'investimento è installare a regime una capacità produttiva da impianti agrovoltaici di 2 GW, che produrrebbe circa 2.500 GWh annui, con riduzione delle emissioni di gas serra stimabile in circa 1,5 milioni di tonnellate di CO2".

La necessità di preservare l'ambiente viene quindi prima di qualsiasi altra esigenza di parte, come quella espressa, per esempio, da Coldiretti, e la soluzione dell'agrovoltaico su terreno agricolo viene promosso dal Governo e definito come obiettivo da raggiungere entro il 2030. Non solo, come ben evidenziato nelle premesse al documento, la stagione che sta per aprirsi è quella della transizione energetica, ovvero l'abbandono delle energie da combustibili fossili verso l'elettrica da rinnovabili, con l'obiettivo di produrre energia elettrica da centrali a pila di combustibile ad idrogeno, le cosiddette Hydrogene Fuel Cell.

Anche la Regione Veneto, che discuterà una legge regionale che dalle premesse intende vietare completamente l'installazione di pannelli su terreno agricolo, salvo deroghe per piccole produzioni fino ad 1 Mw, addirittura non differenziando gli impianti tra agrovoltaici e "tradizionali a terra", dovrà probabilmente tornare sui propri passi e ripensare ad una norma in palese contraddizione all'indirizzo nazionale e comunitario.

"Per l’Italia il NGEU rappresenta un’opportunità imperdibile di sviluppo, investimenti e riforme. Il PNRR è parte di una più ampia e ambiziosa strategia per l’ammodernamento del Paese. Il governo intende aggiornare e perfezionare le strategie nazionali in tema di sviluppo e mobilità sostenibile; ambiente e clima; idrogeno; automotive; filiera della salute. L’Italia deve combinare immaginazione e creatività a capacità progettuale e concretezza. Il governo vuole vincere questa sfida e consegnare alle prossime generazioni un Paese più moderno, all’interno di un’Europa più forte e solidale" conclude il premier Mario Draghi nel presentare il documento.
Articolo di Venerdì 23 Aprile 2021

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