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25 APRILE CORBOLA

Michele Domeneghetti: "Le nuove generazioni hanno il compito di tramandare il significato del 25 aprile"

Il sindaco di Corbola (Rovigo) ricorda profondamente il 25 aprile, che quest'anno compie 76 anni e continua ad essere un punto di riferimento importante per coloro che lo studiano

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CORBOLA (Rovigo) - "Il mio più caro ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato oggi, in particolar modo la protezione civile ed il parroco Don Rossano. La cerimonia di deposizione delle corone e la commemorazione dei caduti è avvenuta in forma ristretta per via delle restrizioni dovute alla pandemia tuttora in corso, ma è doveroso per noi dare corso a questa cerimonia per l’importanza che ha e dovrà avere sempre". Così il sindaco di Corbola, Michele Domeneghetti durante la commemorazione del 25 aprile, festa della liberazione dall'opressione nazofascista.

"Oggi festeggiamo l'anniversario della liberazione d'Italia, anche chiamato festa della Liberazione, è una festa nazionale della Repubblica Italiana che ricorre ogni 25 aprile di ogni anno. È un giorno fondamentale per la storia d'Italia e assume un particolare significato politico e militare, in quanto simbolo della vittoriosa lotta di resistenza militare e politica attuata dalle forze armate alleate, dall'Esercito Cobelligerante Italiano ed anche dalle forze partigiane durante la seconda guerra mondiale a partire dall'8 settembre 1943 fino a quando il Comitato di Liberazione Nazionale proclamò l’insurrezione generale il 25 aprile del 1945. (76 anni fa)". 

Sottolineando: "Come ogni anno questa ricorrenza risveglia diatribe, rivendicazioni, interpretazioni che fanno capire quanto, a distanza di 76 anni, la storia sia ancora viva e quanto a qualcuno faccia comodo rivendicare i meriti o i demeriti di questa piega storica. Nella realtà fa ancora parte dei ricordi doloroso di molti dei nostri nonni e con loro le storie dolorose di molte delle nostre famiglie. A noi nuove generazioni il compito di capire questa storia dolorosa della nostra Patria, da custodire, difendere e per questo ricordare in ogni occasione".

"In questa data perciò dalla capitale, passando per ogni capoluogo di provincia e Comune d’Italia, la festa della liberazione è uno dei simboli PATRI più forti della nostra nazione. Simbolo di cambiamento, al contempo simbolo di tradizione e di rinnovamento sociale. La Patria, termine oggi usato poco e con circospezione. Per certi versi se esaltato con orgoglio può diventare pratica sospetta. Chi la pronuncia fuori da ambiti Istituzionali può passare per nazionalista, nostalgico, reazionario, o addirittura per razzista! perché"

Proseguendo: "La Patria (dal latino) è la terra dei padri, rappresenta infatti un concetto di nazione, territorio, popolo, lingua, storia, cultura e tradizione comune, esercitato in un contesto di diritti e di doveri che garantiscano la libertà di pensiero e di espressione, nel rispetto delle diversità. La diversità colora il mondo e lo rende meravigliosamente umano. La ricerca che nasce dall'esigenza di una comunità diventa patrimonio del pianeta".

Concludendo: "La storia del mondo è la storia dell’intreccio delle sue più disparate comunità. Un modo per dire che solo esercitando senza pudore, nei diritti e nei doveri, la nostra appartenenza ad una patria riusciremo ad capire ed accettare pienamente la diversità, senza il timore di ingerenze ne prevaricazioni. Oggi è una delle occasioni per rispolverare questi valori nel tentativo che possano diventare una buona abitudine".

"L'auspicio che giunge a tutti Voi, pertanto è che la passione civile per il bene comune che la Costituzione ha così ben sintetizzato sia la vera guida, in modo che la nostra cittadinanza sia davvero attiva, consapevole e sappia andare oltre alle piccole convenienze ed alle visioni di parte. Auguro a tutti voi per tutti i giorni dell’anno una buona giornata della liberazione".
Articolo di Lunedì 26 Aprile 2021

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