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CSA PAPOZZE

Sindacati e lavoratori davanti all'Opera Pia Bottoni per chiedere provvedimenti immediati

Sabato 1 maggio si sono presentati diversi lavoratori della cooperativa che non presterà più servizio al Csa di Papozze (Rovigo); due le richieste fatte dai sindacati a Cda e amministrazione comunale

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PAPOZZE (Rovigo) - Primo Maggio, Festa dei Lavoratori, ma hanno poco o meglio niente da festeggiare le 18 Oss dipendenti della Consorzio Faber, gestore dell’appalto di una grossa fetta del servizio assistenziale dell’Opera Pia Bottoni di Papozze (LEGGI ARTICOLO).

"Il 16 aprile il consorzio e la sua affiliata cooperativa Solidarietà, che all’Opera Pia Bottoni gestiva l’appalto del servizio di pulizie, hanno comunicato all’Ente la volontà di cessare il servizio a far data dal 1/05/2021, poiché a loro dire, a) non venivano pagati da novembre 2020, b) avrebbero subito una riduzione dell’appalto ben superiore a quella prevista per legge". Così il sindacato Cgil di Rovigo, presente proprio nella mattinata di sabato 1 maggio alle ore 10.30 davanti alla struttura per anziani per manifestare insieme ai lavoratori per questa situazione (LEGGI ARTICOLO). 



"Ad avere la peggio in questa situazione sono stati 6 lavoratori del servizio pulizie, fortunatamente ricollocati c/o la cooperativa a cui è stato affidato il servizio, e le 18 Oss che da domani non potranno più lavorare e che solo grazie alle normative vigenti in periodo di pandemia non sono state licenziate in massa ma verranno collocate in cassa integrazione con una riduzione dello stipendio di circa il 45%".

"L’Opera Pia Bottoni sta vivendo un momento tragico, già difficile da quattro anni prima con bilanci che non reggono (prima con la gestione della direttrice Chiara Mancin e ora con il direttore Mauro Badiale), e una carenza di personale come, ad esempio, quello infermieristico che porta la struttura in un circolo vizioso. Infatti, secondo quanto riportato dal Cda, l'Ulss avrebbe bloccato gli ingressi in struttura dei nuovi utenti, poiché non vengono rispettati gli standard infermieristici ma questo comporta per l’ente circa 30 posti letto vuoti e l’equivalente mancata entrata economica".

Proseguendo: "Questa situazione si protrarrà per i prossimi mesi, poiché anche se è stato indetto un concorso per reclutare infermieri, i tempi tecnici non possono permettere assunzioni entro un breve periodo. E’ stata, una scelta forte e a dir poco immorale quella del Cda di non ricollocare queste Oss, molte delle quali residenti nel territorio. Ovviamente il servizio continuerà ad essere erogato ma questa volta ad erogarlo saranno, oltre alle dipendenti dell’Opera Pia Bottoni, 8 Oss provenienti dall’Iras di Rovigo, altro ente questo che conta un esubero di personale di circa 15 unità".

Concludendo: "Anche l’uomo chiamato a salvare l’Ente ha tirato i remi in barca, ha infatti rassegnato le dimissioni Mauro Badiale che dal primo maggio non sarà più il Direttore della struttura. La manifestazione di protesta di oggi serve oltre che rivendicare il diritto al lavoro, anche per chiedere 1) al Cda di rivedere la decisione presa e di provvedere alla ricollocazione delle lavoratrici 2) a chiedere che il sindaco Pieluigi Mosca si faccia carico della disperazione di questi lavoratori molti dei quali suoi concittadini, e che richieda l’intervento della regione per la salvaguardia di un Ente che ha dato prestigio al territorio e che ora rischia di arrivare al fallimento". 

Due richieste che si spera trovino accoglimento tra amministrazione comunale e Cda. 
Articolo di Sabato 1 Maggio 2021

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