
NUOVO TRIBUNALE ROVIGO
Il tribunale diviso su più sedi non convince tutti
La cittadella della giustizia spacchettata non piace al consigliere dell'Ordine degli avvocati Palmiro Franco Tosini così come ai colleghi Luca Previati, che la preferibbe fuori dal centro, ed Adino Rossi che punta il dito contro i rodigini
0Succede a:

"La scelta dello spacchettamento del palazzo di giustizia non mi trova daccordo - afferma l'avvocato Palmiro Franco Tosini, storico componente del consiglio dell'Ordine degli avvocati di Rovigo da oltre 20 anni - Per quanto mi riguarda, fin dall'inizio ho auspicato che il complesso giudiziario dovesse essere unico, con allargamento del tribunale di Via Verdi, verso l'ex casa circondariale, dove ricavare un ampio parcheggio e dove tutti gli uffici e le aule giudiziarie (corte d'assise, tribunale, giudice di pace, ufficiali giudiziari, ecc.) potessero trovare idonea collocazione.
Ciò avrebbe accontentato, per le ovvie considerazioni più volte rappresentate, la cittadinanza che non avrebbe assistito ad un ulteriore depauperamento del centro storico, gli esercizi commerciali attigui per gli evidenti interessi economici, gli utenti e gli avvocati del circondario e non solo di coloro che hanno lo studio professionale in centro, potendo usufruire di un ampio parcheggio ricavabile all'interno dell'area destinata al nuovo palazzo di giustizia. Preso atto che la soluzione di un allargamento in Via Verdi, così come di un utilizzo dell'ex caserma Silvestri, non siano più praticabili ed è stucchevole che i politici piangano ora sul latte versato, l'interesse principale per l'avvocatura, soprattutto per quella istituzionale, alla quale appartengo come consigliere dell'Ordine degli avvocati, non può essere la suddivisione in due unità del palazzo di Giustizia. All'avvocato, e non solo a questi, deve interessare che il palazzo di giustizia, a prescindere dalla sua ubicazione, sia un unico complesso dove vengono riuniti tutti gli uffici e le aule d'udienza. Sia confortevole, accessibile a tutti e senza barriere architettoniche e non fuorilegge come l'attuale tribunale di via Verdi. L'immobile dovrà essere dotato di un ampio parcheggio tale da consentire a utenti (oltre trecentomila persone gravitanti sul circondario di Rovigo) e operatori del diritto di potervi accedere facilmente, ovvero con i mezzi pubblici, treno, corriera ecc.
Ancora più importante è che il palazzo, dove viene amministrata la giustizia in nome del popolo italiano, abbia un organico al completo, sia amministrativo che giurisdizionale, formato da magistrati bravi e preparati, che leggano gli atti di causa, non versino in condizioni di incompatibilità e, soprattutto, siano al di sopra delle parti e, decidano in autonomia ed indipendenza preservando l'immagine di corretto ed imparziale esercizio della funzione giurisdizionale cui sono preposti. Per questi obbiettivi dovrebbe battersi l'avvocatura istituzionale senza preoccuparsi di compiacere a qualcuno nel timore di toccare qualche nervo scoperto. Questo si aspettano i cittadini che affidano alla giustizia la tutela dei propri diritti ed interessi, confidando nella credibilità della giurisdizione, che deve essere limpida, altrimenti si ha la sgradevole sensazione di nuotare in uno stagno".


Per Luca Previati, invece, il tribunale si occupa di un bacino composito, Bassapadovana, provincia di Rovigo e capoluogo, che non ha la stessa dimestichezza con il centro che hanno i “rovigotti di città”. Inoltre interagisce con le operazioni delle varie polizie che provengono da tutto il territorio.
"Un servizio pronto ed efficiente comporta un accesso/uscita libero e snello che certamente sarebbe meglio assicurato da una collocazione in area aperta e di snodo scorrevole - afferma Previati - campagna o quartieri esterni poco preoccupa, purché sia facilmente raggiungibile/lasciabile e sia munito dell'enorme parcheggio che richiede l'utenza extracittadina.
Tutte le principali soluzioni di cui si parla da tempo si preoccupano delle superfici per gli uffici (giungendo ad accettare una distribuzione in più edifici, non del tutto comoda per gli utenti), ma non considerano la scomodità dell'ubicazione in centro, non sempre agevole da avvicinare per i limiti obiettivi che ha la viabilità, mai adeguatamente pianificata, congestionata ogni volta che si apre un cantiere o si svolge un mercato, 2/3 volte a settimana.
La città è talmente piccola che ovunque si collocasse il palazzo di giustizia, sarebbe sempre in centro.
Il sito della ex concessionaria Fabbris, per esempio, munita di due enormi parcheggi e raggiungibile dall'esterno, sarebbe migliore di qualsiasi altra soluzione in centro storico, senza esserne troppo distante anche per chi vada in bici, andrebbe, secondo me, benissimo. Certo sarebbe da riqualificare l’area dell’ex caserma Silvestri, ma per il tribunale sarebbe comunque imbottigliata. Un’area ampia di suo, ma mal servita viabilisticamente. Sarebbe a mio avviso un autentico cul de sac il tutto sommato piccolo palazzo ex Banca d'Italia, per non parlare della ex questura, opzioni, invece, di cui si parla con grande entusiasmo.
Il badiese Adino Rossi, appassionato di politica che l'ha portato a candidarsi più volte alla carica di sindaco di Badia è molto secco.
"Il Tribunale in centro non porta nulla alla città ed alla sua rinascita - afferma Adino Rossi - Rovigo ancora una volta dimostra di non avere idea di quello che sarà nel prossimo futuro. Mi chiedo se non sia il caso di individuare un nuovo capoluogo amministrativo per il Polesine allargato al Basso Veronese ed al Basso Padovano, Cavarzere, Chioggia. Parlo semplicemente del Basso Adige come area geografica di circa 700.000 abitanti. Solo allora Rovigo potrà contare e recuperare prestigio".
Articolo di Domenica 2 Maggio 2021
Crea un profilo personale e accedi a una serie di servizi esclusivi su RovigoOggi.it




